Sono presenti 16285 news.

20/09/2026
AC/DC
Il capolavoro ''Dirty Deeds Done Dirt Cheap'' compie 50 anni! Ecco la sua storia...

17/09/2026
CYNDI LAUPER
In occasione del 40° anniversario dalla sua uscita, arriva una nuova deluxe edition dello storico album ''True colors''

tutte le news


news - rassegna stampa

20/09/2026   AC/DC
  Il capolavoro ''Dirty Deeds Done Dirt Cheap'' compie 50 anni! Ecco la sua storia...

''Dirty Deeds Done Dirt Cheap'' è il terzo album in studio della band hard rock australiana AC/DC, pubblicato originariamente solo in Europa, Australia e Nuova Zelanda il 20 settembre 1976, quindi oggi compie 50 anni! L'album non fu pubblicato negli Stati Uniti fino al 1981, oltre un anno dopo la morte del cantante Bon Scott. Si trattò inoltre del primo album degli AC/DC a essere registrato interamente con la stessa formazione, senza includere brani registrati con bassisti o batteristi diversi.

Gli AC/DC iniziarono a registrare ''Dirty Deeds Done Dirt Cheap'' nel dicembre 1975 presso gli Albert Studios, sotto la produzione di Harry Vanda e George Young (fratello maggiore dei chitarristi Malcolm e Angus). Nell'aprile 1976, la band intraprese il suo primo tour nel Regno Unito, dove fu pubblicato come singolo il brano "It's a Long Way to the Top (If You Wanna Rock 'n' Roll)". Secondo il libro ''AC/DC: Maximum Rock & Roll'', Vanda e Young si recarono nel Regno Unito per registrare alcuni brani con la band presso i Vineland Studios in vista di un EP programmato, progetto che fu poi abbandonato. "Carry Me Home" apparve successivamente nel 1977 come lato B di "Dog Eat Dog", mentre "Dirty Eyes" rimase inedita e fu poi rielaborata nel brano "Whole Lotta Rosie" per l'album del 1977 ''Let There Be Rock''. Solo "Love at First Feel" fu inclusa in ''Dirty Deeds'', ma non nell'edizione australiana.

Presso i Maschener Studios fu registrato anche un brano intitolato "I'm a Rebel", con musica e testo scritti da un altro fratello maggiore dei Young, Alex Young. Questo brano non fu mai pubblicato dagli AC/DC e rimane negli archivi della Albert Productions. La band tedesca Accept lo pubblicò in seguito come singolo, dandone anche il titolo al proprio secondo album. ''High Voltage'' era stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1976; tuttavia, a causa di problemi con i visti e della scarsa attenzione da parte della Atlantic Records statunitense, la band tornò in Australia per completare il terzo album. La copertina della versione australiana fu realizzata da Richard Ford presso gli EMI Studios di Sydney, in Australia. Secondo quanto riportato nel libro ''AC/DC: Maximum Rock & Roll'', anni dopo, Stephen King convinse la band a realizzare la colonna sonora del suo film ''Maximum Overdrive'' (pubblicata poi con il titolo ''Who Made Who'') mettendo sul giradischi il brano "Ain't No Fun" e cantandolo parola per parola, per dimostrare quanto fosse un loro fan.

Il motel raffigurato sulla copertina dell'edizione internazionale dell'album era l'Imperial 400 Motel, situato al numero 6826 di Sunset Boulevard a Los Angeles; rimase in attività fino alla chiusura nel 1982, passando successivamente sotto diverse gestioni. La title track sarebbe diventata uno dei brani più celebri della band. Il narratore invita chi ha dei problemi a chiamarlo al numero 36-24-36 — un numero telefonico realmente esistente in Australia negli anni '60 (all'epoca formattato correttamente come FM 2436, dato che il numero 36 corrispondeva alle lettere FM sui tasti del telefono o sul disco combinatore) — oppure a recarsi a casa sua; lì, egli si offrirebbe di compiere varie azioni poco raccomandabili per risolvere tali problemi. Tra le situazioni in cui offre il suo aiuto figurano casi che coinvolgono presidi di liceo dai comportamenti lascivi o partner infedeli o eccessivamente critici nei confronti dei propri compagni. L'espressione "Dirty Deeds Done Dirt Cheap" è un omaggio al cartone animato ''Beany and Cecil'', che Angus guardava da bambino. Uno dei personaggi della serie, Dishonest John, portava con sé un biglietto da visita con la scritta: "Dirty deeds done dirt cheap. Special rates for Sundays and holidays" (Azioni losche a prezzi stracciati. Tariffe speciali per domeniche e festività). Nel DVD *Live at Donington*, Malcolm e Angus spiegarono che l'idea alla base dell'album era quella di creare un'atmosfera da giallo in stile Humphrey Bogart. Questa tesi è confermata anche dall'autore Dave Rubin, il quale nel suo libro ''Inside Rock Guitar: Four Decades of the Greatest Electric Rock Guitarists'' ha affermato che i film di Bogart hanno ispirato l'album.

Nel 1981, dopo la pubblicazione dell'album negli Stati Uniti, Norman e Marilyn White di Libertyville (Illinois) intentarono una causa da 250.000 dollari (pari a 873.683 dollari del 2025) presso il tribunale della contea di Lake contro la Atlantic Records e i suoi distributori; la coppia sosteneva che il proprio numero di telefono fosse stato incluso nel brano, causando centinaia di scherzi telefonici. Il loro avvocato dichiarò al Chicago Tribune che alle cifre "36-24-36" presenti nella canzone seguiva quello che ai suoi clienti sembrava un "8", formando così il numero di telefono della coppia. Un altro brano dell'album molto amato dai fan è "Ride On". A differenza dei tipici pezzi degli AC/DC, presenta un'atmosfera blues lenta e malinconica, caratterizzata da un testo introspettivo e da un'interpretazione vocale di Bon Scott misurata e carica di sentimento. Il testo parla di un uomo che, mentre beve, ripensa agli errori commessi in una relazione. Il brano è stato spesso citato come una delle migliori canzoni degli AC/DC. La ​​traccia è significativa anche per l'assolo di chitarra di Angus Young.

Il biografo della band, Murray Engleheart, osserva nella sua cronaca del 2006 dedicata al gruppo: "Nel complesso, ''Dirty Deeds Done Dirt Cheap'' era più grezzo di ''T.N.T.'' e metteva in luce le difficoltà di registrazione tra impegni dal vivo sempre più pressanti. Brani come 'Ain't No Fun', 'RIP', 'Jailbreak' e, in particolare, la rassegnata solitudine di 'Ride On', erano quasi ritratti psicologici di Bon ed esprimevano un senso di impazienza... di voglia di libertà e di pura solitudine". "Ride On" è stata reinterpretata dalla band francese Trust nel loro omonimo album di debutto del 1979, dopo aver aperto i concerti degli AC/DC a Parigi nell'autunno del 1978. Scott suonò il brano insieme ai Trust agli Scorpio Sound Studios di Londra il 13 febbraio 1980, sei giorni prima della sua morte avvenuta nella stessa città. Una registrazione di questa sessione è emersa in seguito nel bootleg ''Bon Scott Forever Volume 1''.

In un'intervista rilasciata ad Anthony O'Grady della rivista RAM nell'agosto del 1976, Scott dichiarò che "Ride On" parlava di "un tizio preso in giro dalle ragazze... che non riesce a trovare quello che cerca". Nella stessa intervista del 1976 a RAM, Scott rivelò che "Squealer" trattava di un incontro sessuale con una vergine. Durante i concerti, Scott introduceva spesso "Problem Child" dicendo che parlava di Angus. "Ain't No Fun (Waiting 'Round to be a Millionaire)" è una delle poche canzoni degli AC/DC a contenere imprecazioni; nella fase di sfumatura finale (fade-out), Scott urla: "Ehi Howard, come va amico, mio ​​vicino di casa? Oh sì, togli quel cazzo di jumbo jet dal mio aeroporto!". Il ritmo di "There's Gonna Be Some Rockin'" è molto simile a quello di "The Seventh Son" di Willie Dixon.