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04/05/2022   GABRIELE MANCUSO
  ''Avevo necessità di scavare dentro di me togliendo ogni tipo di maschera...''

Dall'8 aprile 2022 sarà disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Sospesi”, il nuovo singolo di Gabriele Mancuso. “Sospesi” racconta di come può essere difficile distinguere l'alba e il tramonto in determinati momenti della vita e di come spesso e volentieri soffriamo e sanguiniamo sottopelle per evitare che gli altri vedano le nostre sofferenze più intime e profonde. É un brano che rappresenta la seconda parte de “Il tempo che stiamo perdendo", il singolo precedente di Gabriele Mancuso. Non è una canzone vera e propria, ma una poesia messa in musica durante il difficile periodo del lockdown. Giorni difficili, senza tempo e senza prospettiva. Abbiamo deciso di chiedergli qualcosa in più!

Quali artisti hai ascoltato più spesso ultimamente? Ti rifugi sempre negli stessi dischi, o ti piace scoprirne di nuovi? Ti capita mai di farti influenzare? ''Amo ascoltare mille cose differenti. Passo dai Biffy Clyro a Bon Iver, dagli Arcane Roots a Niccolò Fabi senza filtro alcuno. Amo scoprire nuovi artisti e sono sempre alla ricerca di gente che possa darmi idee, sonorità e contenuti differenti. Se mi faccio influenzare!? Ma certo...fa parte del mio percorso!''.

Che cosa ti manca di più della scena dei primi anni Duemila? ''Mi manca molto la genuinità di quel periodo... nel 2000 avevo 15 anni e passavo meta della mia vita nella sala prove dei Kimera, la mia primissima vera band. Si sognava ad occhi aperti e ci si esprimeva in modo davvero sincero... quasi ingenuo''.

Cosa succede a Cantù dal punto di vista musicale? ''Ahahah, a Cantù un bel niente direi... e scusate la risata iniziale ma purtroppo la situazione non è proprio straordinaria. Sono sempre meno le realtà e spazi dedicati alla musica. Le band sono sempre meno e quelle che ci sono fanno solo cover. Sono pochi gli "eroi" rimasti che mettono su un progetto per esprimersi davvero e fare le proprie cose... e non si possono nemmeno biasimare più di tanto, dato che il territorio è il primo ostacolo alla creatività''.

Come hai capito che era arrivato il momento di dedicarti al tuo progetto solista? ''Avevo necessità di scavare dentro di me togliendo ogni tipo di maschera e mettermi lì, da solo con la mia chitarra, è stato super naturale e mi ha aiutato davvero tanto''.