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30/01/2026
30/01/2026 LADY AND THE CLOWNS
''È davvero così difficile aspirare a qualcosa di bello dopo una giornata ricca di impegni?...''
Esce ''Leggere poesia'', nuovo singolo dei Lady and the Clowns, e attorno a questo brano si addensa una domanda che va oltre la dimensione musicale: esiste ancora spazio per la ricerca della bellezza, mentre il contesto quotidiano sembra spingere verso una tensione continua e senza tregua? Il trio romano sceglie di affrontare questo interrogativo senza proclami, affidandosi a una scrittura che invita a una sospensione, a un rallentamento necessario per rimettere a fuoco la direzione.
Il singolo arriva a distanza di alcuni mesi da ''Rebel ship'' e si inserisce in una fase di passaggio significativa per la band, impegnata nella costruzione di un nuovo album. ''Leggere poesia'' si muove tra acustico ed elettrico, lasciando emergere con chiarezza l’anima rock del progetto, ma senza rinunciare a una dimensione più riflessiva. La tensione tra energia e controllo, tra urgenza espressiva e ricerca di equilibrio, diventa uno degli elementi centrali del brano, sia sul piano sonoro sia su quello testuale.
Il testo si sviluppa come un invito implicito a fermarsi, a creare uno spazio mentale in cui sottrarsi temporaneamente al rumore di fondo. Non si tratta di evasione, quanto piuttosto di un tentativo di orientamento: un gesto semplice, quasi minimo, che assume valore proprio perché inserito in un contesto percepito come instabile. In questo senso, il titolo non funziona come metafora astratta, ma come azione concreta, accessibile, alla portata di chi ascolta.
“Leggere Poesia” nasce da una domanda diretta sulla possibilità di cercare bellezza nel presente: da quale esigenza personale o collettiva è partita la scrittura del brano? ''Il brano nasce da un momento caotico. Dove fermarsi anche solo per un istante sembrava impossibile e forse lo è ancora. L’ho scritto per prendermi, almeno in quell’attimo, un momento per me. L’ho scritta perché in un mondo che è diventato super razionale, sentivo di aver bisogno di qualcosa di romantico e poetico. Leggere una poesia in tranquillità ed assaporarla è una cosa così old fashioned, così assurda e penso sia anche un atto di ribellione nei riguardi di una quotidianità che ci fa dimenticare che si possa aspirare a qualcosa di bello per l’anima''.
Nel testo emerge l’idea di una pausa mentale come atto necessario: quanto questa urgenza è legata al vostro vissuto quotidiano? ''L’atto di scrivere anche per 5 minuti fa sì che tu sia padrone di quel momento e che quel momento sia solo tuo. L’atto di leggere una poesia e concentrare tutta la tua attenzione su di essa fa sì che quell’attimo sia tuo e di nessun altro. È davvero così difficile aspirare a qualcosa di bello dopo una giornata ricca di impegni? Come molti dei nostri brani, nasce dal nostro vissuto quotidiano, ma aspira a raccogliere i bisogni delle persone che ci ascoltano. A volte non ci si accorge di avere un’urgenza finché qualcun altro non ce lo fa notare oppure, come in questo caso, finché qualcuno non la canta''.
Il passaggio dall’acustico all’elettrico è molto marcato: come avete lavorato sugli arrangiamenti per sostenere il messaggio del pezzo? ''Come molti altri dei nostri pezzi, "Leggere Poesia" nasce su una chitarra acustica, quindi è sembrato naturale mantenerla come base per tutto il pezzo. L’elettrico entra in punta di piedi con un basso pulito e tagliente ed accresce passo passo con l’ingresso degli altri strumenti, con la dinamica, con suoni sempre più distorti fino a enfatizzare anche con la musica, oltre che con le parole, la necessità di voler avere un attimo solo per sé e la forza con cui intendiamo ricavarcelo. Così come sono entrati, i suoni svaniscono e lasciano di nuovo da sola la chitarra acustica; è una chiusura di un cerchio, un silenzio che sta quasi a significare l’aver trovato finalmente quell’attimo e quel distacco''.
Rispetto a ''Rebel ship'', quali continuità e quali rotture riconoscete in questo nuovo singolo? ''Certamente una base in comune è il ritorno alla scrittura in acustico, che permette di concentrarsi principalmente sul testo e sulla voce come mezzi per veicolare le nostre sensazioni, diversamente da altri pezzi nati direttamente in elettrico, in cui sono gli strumenti a veicolare i nostri sentimenti - vedi "Mar Viola" e "Artemide", i due singoli del nostro primo album. Nel tornare a questa modalità di scrittura però abbiamo potuto apprezzare una grande crescita nell’arrangiamento e, come detto prima, l’idea che possa sostenere il testo coadiuvandone le immagini e le sensazioni. Probabilmente l’unica vera rottura rispetto al passato è proprio questa nuova consapevolezza''.
Questo brano rappresenta un tassello preciso nel percorso verso il prossimo album? ''Questo brano è nato a ridosso della chiusura dell’album "Mar Viola" e già in quel momento sentivamo che stesse aprendo la strada a qualcosa di nuovo, di diverso. Quindi sì, è esattamente il primo tassello verso il prossimo album, ancor più definito rispetto a "Rebel Ship" in quanto rappresenta il primo vero assaggio delle sonorità e dell’approccio che intendiamo presentare nella nostra produzione futura. Anzi, più che futura è meglio dire in corso d’opera, perché siamo già in studio a registrare''.