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29/01/2026
29/01/2026 PERIZONA EXPERIMENT
''Il punto dove ci troviamo è sempre fra il passato e ciò che è in divenire...''
Venticinque anni dopo il primo passo e con lo sguardo ancora rivolto altrove, i Perizona Experiment riemergono con “25”, una mappa sonora che raccoglie e rilegge le molte traiettorie del loro percorso. Non una semplice antologia, ma il racconto di un’esperienza musicale che ha sempre fatto della contaminazione e della ricerca il suo centro vitale. Tra psichedelia, stoner, post e visioni rituali, la band celebra il proprio passato mentre lascia intravedere un nuovo movimento in avanti. Ne parliamo con loro, per capire cosa resta dell’esperimento e cosa sta per tornare a vibrare.
Nel corso degli anni il vostro suono ha spesso anticipato o incrociato correnti musicali poi diventate più riconoscibili: vi siete mai sentiti “fuori tempo” rispetto alle scene musicali italiane, e quanto questo ha influito sul vostro percorso? ''Veramente sì, all'inizio ho avuto l'impressione che musicalmente si stava osando parecchio, per rimanere esclusi o non compresi da una buona fetta di opportunità, specialmente in Italia''.
Nei vostri live l’elemento visivo ha sempre avuto un ruolo centrale: quanto pensate che l’aspetto psichedelico delle immagini sia parte integrante dell’esperienza Perizona Experiment? ''Inizialmente i nostri testi erano mostrati dalle immagini che proiettavamo durante le nostre esibizioni... era la fine degli anni '90, non c'era internet e non era così usuale vedere band che suonavano con uno sfondo di immagini''.
Avete collaborato con musicisti, poeti e artisti molto diversi tra loro: quanto hanno influenzato queste contaminazioni esterne l’evoluzione del vostro suono? ''Tutte le collaborazioni hanno arricchito la nostra musica e i nostri live, dalle performance artistiche alle partecipazioni vocali, ed hanno contribuito a rendere ancora più varia la musica di Perizona Experiment.
Dall'hip-hop di Cuba Cabbal, alla sperimentazione di Pino Silveri, da Giulio Corda (ex Giuliodorme) a Jester at Work (Warm Morning, Hey Scenario), da Pablosax, pittore e poeta psichedelico a John Mura poeta italo canadese, a Fabio di Zio (Millf, Sax this Candy)''.
Il silenzio discografico dopo “Fine e nuovo inizio” è stato lungo: è stato più un periodo di attesa, di trasformazione o di necessaria distanza dal progetto Perizona Experiment? ''Un po' tutto quello che hai citato... in più in quegli anni ho viaggiato molto''.
Se “25” fosse il punto di partenza per un nuovo capitolo, quale direzione immaginate: continuità con il passato o un ulteriore salto nel buio sperimentale? ''Con "25" abbiamo già aperto un nuovo capitolo. Abbiamo anche ripreso ad esibirci dal vivo, a partire da questo mese di gennaio. Il punto dove ci troviamo, è sempre fra il passato e ciò che è in divenire, per questo ogni direzione è interessante dal momento che la percorri, e solo sulla strada capiamo dove andare e cosa fare... col favore della sorte ovviamente''.