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29/01/2026   KOLOSSO
  ''Pensiamo che esista qualcosa di grande ed ignoto con cui tutti noi facciamo i conti ogni giorno...''

Forse sono una delle produzioni più interessanti che ci arriva dalla Sghetto Records, che tanto si concentra su questo tipo di suoni, viaggi interminabili tra le contaminazioni più inattese, tra R’n’B e drilling, dal nuovo soul al jazz passando per tutte le derive possibili che l’elettronica e la libera espressione riescono a trovare. Sono i Kolosso, collettivo guidato dal producer Davide “Kidd” Angelica. Parliamo di “Over”, primo lavoro di inediti, primo spaccato di contemporaneità dal piglio scuro se vogliamo, urbano e industriale, con quelle pieghe dolcissime che rimandano a classicismi soul e jazz. Mescolate di tutto, qui dentro, dalla Trap all’America dei bassifondi, e il gioco è (quasi) fatto…

Prima di tutto vi chiedo: come mai non ci sono video in rete? Mi sarei atteso una clip visto il forte potere cinematico del disco... ''É una bella domanda, se ne é parlato spesso con la squadra di Undervilla, nostri instancabili e fidati partner. Per il momento abbiamo deciso di concentrarci su dei contenuti più immediati da fare girare sui social. Siamo in un periodo dove la soglia dell'attenzione é sempre più bassa e bisogna saper dosare ogni sforzo e indirizzarlo nella giusta direzione. La realizzazione del disco ci ha preso davvero molto tempo, per ora sarà la musica a parlare''.

Dentro "Neve" c'è la voce di Lauryyn... in un viaggio così multiverso come si sceglie la voce o in generale una feat.? Il brano nasce attorno a lei o il contrario? ''In generale le strade possono essere tante. I brani dei Kolosso nascono sempre strumentali. Nel caso di ''Neve'' stavamo producendo in studio e abbiamo deciso di sperimentare e divertici con una forma canzone, ripensando il brano in tal senso. La scelta di Lauryyn è stata quasi ovvia. É un artista incredibile, una delle voci più autentiche e originali della nuova scena italiana. Ha avuto massima libertà creativa su melodia e testi, e una volta ricevuti gli stems un ottimo mix ha fatto il resto''.

Bellissima "Hydra"... qui ci trovo anche tantissimo senso tribale e di spiritualità. Che ruolo ha la voce? ''Semplice texture. É un sample dall'archivio personale di Jacopo. Nel brano è utilizzata come un colore al pari di altri. Le tessiture timbriche per noi sono un elemento essenziale, combinate e mixate nei modi più assurdi, stratificate all'inverosimile''.

In generale le stelle sono un punto fermo nel cielo di questo suono... come mai? Visto che tutto mi parla di cemento e metropoli notturne? ''La metropoli è un artificio dell'uomo. E se l'essere umano non è solo carne, allora le città non sono solo cemento. Penso che esista qualcosa di grande ed ignoto con cui tutti noi facciamo i conti ogni giorno. La differenza è che un artista ha la capacità di trasformare questo sentimento in qualcosa di tangibile''.

Il disco si chiude con la title track... una skit... o cosa? Che scelta è stata questa? Che poi tutto sembra tranne che una chiusura... forse davvero è il trampolino di lanci verso... ''Tutto parte con un atto di fiducia verso uno dei miei più cari collaboratori in questo progetto. Avevo commissionato a Jacopo la composizione e la produzione integrale di due skit che aprissero e chiudessero il disco. Capisco che sia una scelta inusuale quella di avere una skit conclusiva come title track, però alla fine ha prevalso il senso globale della narrazione. A tal proposito “Over” descrive perfettamente quella malinconia che rimane dopo la fine di un viaggio, quello dell'album nel nostro caso. Un breve rientro a casa, per riposare in attesa di un secondo round''.