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20/05/2022   NICOLA LOTTO
  ''La direzione è sempre la stessa: puntare dritti in profondità...''

Nicola Lotto è cantante e chitarrista, cantautore. Le sue canzoni sono influenzate dalla tradizione folk e dal cantautorato, soprattutto di matrice italiana. Con il trio PDMA sperimenta di cantautorato e musica elettronica. Vanta aperture a Giulio Casale, Omar Pedrini, Edda, Paolo Benvegnù ed una partecipazione al Mei25 a Sanremo. Nel 2020 pubblica con VREC Music Label il suo primo lavoro da solista, “Si comincia così”.

Ciao Nicola. Con "Il canto nudo" sei al secondo lavoro. Cosa hai voluto significare col titolo? In cosa si differenzia dal precedente "Si comincia così"? ''Ciao, ''Il canto nudo'' rappresenta la fragilità e la purezza di un canto. Significa un canto esposto, non mediato, non mistificante e anche non perfetto. Si tratta di un'immagine che mi piace molto, le ho dato l'importanza che secondo me meritava. Questo disco rispetto il precedente lavoro è differente in quasi tutto, suoni, testi, modalità nel canto. Ciò che li accomuna invece è la tensione, la direzione, quella è ancora la stessa. Puntare dritti in profondità''.

"Nel volto" è uno dei tre singoli scelti che comprende il feat. di Paolo Benvegnù e credo che lui apporti al brano un'aurea particolare, come un bagliore contrapposto. Cosa ammiri di Lui per averlo chiamato a collaborare? ''Limpidezza e forza di pensiero riversati nella forma canzone. Senza volersi dimostrare più giovani, più rock, più saggi e più asceti di quanto si sia''.

Il brano è incentrato sul disagio mentale e dei relativi pensieri oscuri che scaturiscono, ma comunque si avverte l'anelito di una possibile speranza che tende ad una potenziale bellezza. Come nasce l'idea? ''Certo, la speranza come prima cosa e come ultima. Il filo rosso di quasi tutti i miei brani. Il ritornello è chiaro come non mai. Non è una possibile speranza quanto una bellezza già nata da una speranza già concretizzata. Ho visto che la parola 'dolore' cataloga una canzone ben più della parola 'bellezza. Ma io parlo di bellezza nata dal dolore, e quel che resta è la bellezza e non il dolore''.

Come vivi quest'epoca complicata? Come vedi le persone: troppo individualiste, arrendevoli, smarrite in una triste omologazione oppure noti che, in fondo, ci sia voglia di riscatto? ''Non credo che altre epoche siano state esenti da compicazioni e delusioni. L'uomo è complesso, non mi stupisce la sua degenerazione, anzi la aspetto. A volte abbiamo la presunzione di considerarci diversi dagli altri e io invece dico che non siamo mai così distanti da un altro essere umano. Quindi in qualche modo ciò che vediamo negli altri si specchia in noi ed ecco che lavorare su sé stessi e sulle proprie miserie diventa il primo modo per aiutare il mondo. Sempre che il mondo sia d'accordo, visto che siamo noi ad appartenere a lui e non il contrario''.

Leggo che nel team lavorativo, c'è Flavio Ferri (Delta V) alla produzione e Marco Olivotto e Simone Filippi che suonano con te. Ci racconti qualcosa in più sulle dinamiche progettuali instaurate con loro? ''Tre professionisiti e tre belle persone che devo ringraziare non poco. Simone ha fatto il miracolo registrando le batterie in poco più di un giorno. Con Marco e Flavio abbiamo lavorato su tutto il resto, parlato, fumato, bevuto. Divertente e stancante ma soprattutto divertente. Da rifare!''.

Oltre alla musica, sei attratto dalla poesia ed in particolare da Arthur Rimbaud: poeta creatore di lampi che dan luce al buio seppur per poco e pur sempre nell'oscurità si resta. Qual'è l'elemento attrattivo che ti affascina di Lui? Questi "lampi" sono similari alla musica oppure vedi due realtà artistiche con peculiarità differenti? ''Di Rimbaud mi affascina la caducità, il rischio, il coraggio e la passione. La poesia è ovunque, anche nell'arte del giardinaggio, figurati se non possiamo trovarla nella musica, quindi si, questi 'lampi' possono verificarsi nelle attività più disperate degli uomini. Diciamo che devi averlo dentro, il buio e il lampo''.

Anche tu hai optato (d'accordo con la label V-Rec) per la scelta di inserire solo 3 brani fruibili sulle piattaforme. Oltre al citato "Nel volto", ci descrivi gli altri due singoli "Sacro" e "Dalle finestre"? ''Sacro'' è una carezza, ''Dalle finestre'' una scossa. E sulla scelta di non caricare l'intero album sulle piattaforme non posso che essere d'accordo. Negli ultimi anni abbiamo svenduto tutto in nome di una visibilità ridicola e inutile. Soprattutto inutile''.

Quando ripartirai in tour ? Chi porterai con te sul palco? ''Per ora la chitarra, per ora''.

Salutiamo Nicola Lotto con l'auspicio di rivederci presto in futuro. (Max Casali)