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15/09/2014   ROBERTA DI MARIO
  'Sviscerare sentimenti e pensieri, per esprimerli attraverso musica e parole...'

Ciao Roberta. E’ appena uscito il tuo nuovo doppio album “Lo stato delle cose”, composto da due progetti artistici distinti: “Songs” e “Walk on the Piano Side”, il primo con tracce cantate, il secondo solo con brani strumentali. Una mossa un po’ azzardata, in quest’epoca in cui, nella musica, impera la filosofia del “mordi e fuggi”… ''Ciao! Sì, il 28 Marzo è uscito il mio nuovo doppio album, che unisce un progetto cantautorale ed un progetto pianistico. In un tempo in cui la musica italiana è in sofferenza, la mia risposta è stata “doppia” e coraggiosa. Non sarei riuscita a rispondere in altro modo, perché io sono così, l’unione di queste due anime che viaggiano e comunicano insieme. L’una non sarebbe potuta esistere senza l’altra''. Sei comparsa di recente nelle cronache per aver musicato la mostra internazionale di Botero, in esposizione prima nella tua Parma e poi addirittura a Tokio. Come hai raggiunto questo ambito traguardo, e com’è stata l’esperienza? ''L’esperienza legata al Maestro Botero è stata avvincente e di crescita. Ha ufficializzato questo mio desiderio di intraprendere un terzo progetto artistico, cioè la scrittura di brani per il cinema ed il mondo delle immagini. Mi hanno scelta in qualità di artista e musicista parmigiana per rappresentare attraverso suoni e note il mondo di Botero. Attraverso “Hands” sono certa di avere dato il meglio di me''. Leggere la tua biografia è addirittura esaltante, per l’incredibile varietà delle tue esperienze. Ti senti più musicista, compositrice, autrice, pianista, cantautrice o producer? ''Nasco come musicista. Vivo per e con la musica da tutta la vita. Il pianoforte è il mio pane quotidiano ed il mio complice di ogni creazione. Sono però l’insieme di tutte queste sfaccettature artistiche, le quali rappresentano Roberta oggi, completamente e profondamente. Comunque si è sempre in crescita ed in evoluzione''. Hai iniziato giovanissima l’attività concertistica. Guardandoti indietro ora, pensi di aver perso qualcosa, nella tua adolescenza, o sono stati maggiori i “guadagni” dovuti all’esperienza? ''Senz’altro nella mia adolescenza ci sono stati spazi e tempi dedicati principalmente alla musica, e non nascondo che in certi momenti avrei voluto avere più tempo libero per me e per le mie crisi esistenziali del momento “delicato” che stavo vivendo. Però tutto ha un prezzo. Sappiamo che ogni scelta porta a conseguenze ed a risultati. E che niente ti viene regalato. L’impegno premia sempre e credo di essere stata premiata…''. Mi ha particolarmente colpito la tua attività nei musical, mondo (questo) apparentemente molto distante dal tuo di pianista. Com’è stata l’esperienza? ''I musicals mi hanno arricchito tantissimo, e mi hanno permesso di esplorare un mondo musicale unito alle parole, alla recitazione ed alla danza. Principalmente hanno però “scavato” in me affinchè io iniziassi a scrivere musica e non soltanto ad interpretarla, come avevo fatto fino ad allora''. Hai raccolto tantissimi riconoscimenti: tra i più importanti (Premio “Sisme” al Festival di Musica popolare e Canzone d’Autore - Musicultura, Premio Varigotti Festival e Finalista del Premio Bindi 2012), qual è quello a cui sei più legata, e che ha ti arricchito maggiormente? ''I premi ricevuti in seguito ai concorsi e festival a cui ho partecipato sono stati davvero arricchenti ed interessanti, per farmi conoscere nel settore “tecnico e discografico” della musica cantautorale. Ogni esperienza ha avuto una valore unico e serbo un ottimo ricordo di ognuna di loro''. Sei pure stata pianista residente presso la libreria Feltrinelli di Firenze. E’ probabilmente un’esperienza nuova, per una musicista d’estrazione classica come te: com’è andata? ''Bellissima l’esperienza come pianista residente scelta da Feltrinelli. Ottimo successo, e nuovi appuntamenti nell’autunno in altri Feltrinelli Store. Amo unire la mia arte alla lettura. E’ stato e sarà un grande privilegio poter continuare a condividere note e parole di me in questi luoghi “cult”''. Il tuo nuovo disco nasce dalla collaborazione artistica con il Maestro Pietro Cantarelli, produttore e direttore artistico di Ivano Fossati, con cui collabori da oltre due anni. Che personaggio è, e com’è il lavoro al suo fianco? ''L’esperienza con il Maestro Cantarelli è stata formativa e più che positiva. Pietro mi ha aiutata a guardarmi ancora più dentro per sviscerare sentimenti e pensieri, così da esprimerli attraverso musica e parole. La sua sensibilità viaggia sulle mie frequenze, perciò questa avventura insieme è stato un viaggio collaborativo e musicale toccante e anch’esso arricchente''. Nel tuo curriculum, c’è anche la recente apertura delle date di Roby Facchinetti e di Sagi Rei. Com’è stato suonare davanti a così tanta gente? Hai interagito con i main artists? ''Gli opening act di Roby Facchinetti e Sagi Rei sono state grandissime opportunità. Ringrazio entrambi per avermi regalato palchi di pregio per poter mostrare chi ero (e sono) e la storia che avevo da raccontare. La nostra stima è reciproca''. Infine, dove potremo vederti in azione nel futuro più prossimo? ''Ancora top secret le date di importanti appuntamenti che stanno per delinearsi. Vi comunicherò presto le date. Nell’attesa potrete trovarmi sul mio sito www.robertadimario.it e sulla mia pagina Fb official e profilo personale (Roberta Di Mario). Grazie infinite per la bella intervista e buona musica a tutti!''. Grazie a te, Roberta. (Andrea Rossi)