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15/06/2022   NDM
  ''Partiamo dalle nostre radici, ma facendo crescere un albero costantemente in evoluzione...''

Ciao ragazzi e ben ritrovati! Dopo due anni torniamo a parlare con voi. Per cominciare, come state e come avete passato questo periodo così particolare per tutti? ''Ciao a tutti! Noi bene, iniziamo a prendere un po' di aria dopo la reclusione di questi due anni! Sono stati davvero complicati sia tecnicamente che psicologicamente, abbiamo cercato di trasformare i nostri stati d'animo in propulsione per lavorare in saletta, buttando giù le fondamenta del nostro prossimo progetto''.

Arriviamo subito ad oggi e alla release di ''Un Giudice''. Non è facile coverizzare un mostro sacro come De Andrè. Cosa vi ha spinto a questa scelta? ''È partita in realtà come un esercizio per noi. Volevamo lavorare su un'attitudine cantautorale molto marcata e vedere cosa usciva fuori con i suoni Ndm. Non ci siamo mai posti il problema dell'intoccabilità di alcuni personaggi o brani, se trattato con deferenza, il sacro non è una vetta da guardare dal basso con timore , ma deve servire come stimolo di crescita''.

Ricordiamo bene il vostro EP "Non so se avete presente" e ci sembra di capire che le sonorità non sono cambiate. Credete di aver trovato la formula giusta per la vostra musica? O credete che ci sia ancora spazio per sperimentare altro e modificare qualche cosa? ''Non ci piace accomodarci sul nostro lavoro. ''Un giudice'' è un brano di transizione, il prossimo lavoro che faremo uscire non rappresenterà per noi una conferma stilistica immobile rispetto al passato, ci saranno delle evoluzioni... ci piace pensare di partire dalle nostre radici, sempre presenti, ma che facciano crescere un albero costantemente in evoluzione''.

Sappiamo che siete già tornati in concerto, in compagnia di un'altra bella realtà romana, la Hofmann Orchestra. Come è andata la serata e come vi siete sentiti a tornare finalmente sul palco? ''È stato molto bello sentire di nuovo l'energia del palco e del pubblico, ritrovarsi anche noi membri della band in uno spazio prezioso come quello. Tutto si è sviluppato in maniera molto naturale, è stato un concerto colmo di violenza sonora e lirica, avevamo bisogno di tirar fuori molte cose... e farlo dopo gli Hoffman è stato ancora più bello''.

In generale, com'è la scena alternative romana? Quali altre band ci consigliate di ascoltare? E il pubblico quanto e come è presente? ''Abbiamo scoperto gli Hofmann Orchestra durante la nostra apertura e li consigliamo a tutti i lettori. La scena ed il pubblico romano è molto particolare, tende a non slanciarsi troppo nell'ascolto di sconosciuti ma, se fai breccia, si tratta di pubblico fedele ed affezionato. L'apertura del pubblico alla musica dipende anche dai contesti e da come viene proposta, molte volte viene colpevolizzata la scarsa risposta ma c'è da dire che molte volte gli stessi gestori hanno una scarsa considerazione dell'arte e della cultura, e raramente viene inserita in contesti in cui viene trattata come concetto di primaria importanza''.

In conclusione, cosa potete dirci del prossimo futuro? Nuovo disco in arrivo? ''Sì, anche se è agli inizi della sua forma e ci vorrà ancora del tempo. Questo perché per noi sarà importante far sentire un'evoluzione, e finché tutto non è come vogliamo, ci sbatteremo ancora la testa il necessario''.