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04/03/2026
LINO VAIRETTI (OSANNA)
''Manteniamo la rotta con la stessa anima da 55 anni...''

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04/03/2026   LINO VAIRETTI (OSANNA)
  ''Manteniamo la rotta con la stessa anima da 55 anni...''

Intervista di MauroProg e Albesound
Foto di Riccardo Piccirillo

Abbiamo il piacere e l’onore di ripresentare un grande artista, compositore, musicista e frontman degli Osanna, gruppo che ha scritto la storia del prog italiano con una musica originale dai tratti inconfondibili sapendo egregiamente coniugare filoni diversi quali la tradizione partenopea e melodica italiana, il rock e il folk in un progressive dai caratteri marcatamente originali che rendono la band immediatamente riconoscibile. A partire dai primi anni Settanta, e tutt’oggi, gli Osanna continuano a regalarci opere egregie come ad es. l’ultimo album di inediti ''Il Diedro del Mediterraneo'', comprensivo del DVD ''Osannaples'' con l’omonimo film di M. Deborah Farina (regista), di cui parleremo. Si tratta naturalmente di Lino Vairetti, voce, armonica a bocca, chitarra acustica, tastiere, appassionato di arti figurative, diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dando per scontato la conoscenza degli Osanna in quanto gruppo noto e affermato (per approfondimenti si rimanda ai riferimenti sotto riportati), entriamo subito in medias res passando direttamente la parola al nostro protagonista, già intervistato a Marzo 2021 https://www.musicmap.it/interviste/new.asp?id=726.

Ciao Lino e bentornato su Music Map. Consentimi una breve digressione. Premesso che l’Età dell’oro è solo un mito, dire che stiamo vivendo anni difficili, con aspetti inediti ed inquietanti rispetto anche al recente passato, è talmente ovvio da apparire banale. Tanto per fare un esempio, la mia generazione, cresciuta nel periodo immediatamente successivo a quello considerato, giustamente, di massima creatività artistica che fra l’altro registra la nascita del Prog (Osanna compresi ovviamente), i primi anni Settanta, si è trovata immersa in un quadro caratterizzato da forti tensioni sociali e politiche coincidenti con la “crisi” del progressive di cui abbiamo parlato in molte altre occasioni, fino ai drammatici “anni di piombo”. Niente a che vedere dunque con l’Età dell’oro. Scontato l’aumento esponenziale della violenza in tutte le sue forme, sto pensando alla progressiva “virtualizzazione” della società e delle relazioni umane. Molta della musica contemporanea che ci viene propinata rispecchia questo andazzo. Tuttavia, l’Uomo con la U maiuscola, come definite nel vostro indimenticabile disco storico (1971), ha nel suo DNA il bisogno di elevare lo spirito ed esprimerlo nelle sue modalità più nobili, l’arte, la religione, la filosofia (per citare le tre forme dello Spirito Assoluto di Hegel). Ebbene: la musica degli Osanna, in concerto, dove non di rado possiamo trovare musicisti di prim’ordine come Gianni Leone e David Jacksons, come nei dischi, riesce a trasmettere un’incredibile ventata ora di entusiasmo ora di introspezione e riflessione, con una finestra sempre aperta verso il mondo. Non so se e quanto puoi riconoscere in questi vissuti le caratteristiche della vostra musica… Nel contempo, ti chiederei come vi ponete di fronte alle nuove sfide della rivoluzione (invasione?) digitale e del suo totem postmoderno, l’Intelligenza Artificiale, tanto più che la vitalità e l’energia che riuscite a trasmettere sia sul palco che nei dischi (onore al merito!) sembrerebbe per fortuna l’antitesi della “virtualizzazione” dell’Uomo? ''Beh! Innanzitutto ti ringrazio per la stima, per la tua gentilezza, competenza e passione per il mondo del prog e per ciò che hai scritto sugli Osanna che quest'anno celebrano 55 anni di attività. Come ben sai l'età d'oro degli Osanna è stata principalmente quella degli anni ‘70 con i primi quattro album: ”L’Uomo”, “Preludio, Tema, Variazioni e Canzona”, “Palepoli” e “Landscape of Life” (realizzati con l’etichetta Fonit Cetra dal 1971 al 1974) e poi il quinto “Suddance” (realizzato con la CBS Italia nel 1978). Oggi con una nuova e rinata formazione e con tante nuove pubblicazioni (anche se attenti, informati e consapevoli della crisi discografica tradizionale e di tutti i cambiamenti nel settore musicale che ha aperto le braccia al mondo virtuale e digitale) di certo non porgiamo la guancia al nuovo universo musicale. Manteniamo la rotta con la stessa anima e con una produzione artistica che ci ha visti protagonisti in questi 55 anni di storia (anche se in modo altalenante) e seguiamo la strada maestra che ci porta ad esplorare, creare e manifestare in pieno la nostra musica. Siamo tutti curiosi ed attenti alle nuove tecnologie compresa la IA che esploriamo e usiamo anche con la giusta curiosità e manualità, ma non confondiamo la nostra creatività con questi mezzi virtuali. Abbiamo ancora molto da dire con la nostra musicalità e creatività''.

La spinta emotiva che ti ha portato negli anni 2000 a riformare gli Osanna con una formazione totalmente rinnovata ha visto riproporre brani storici in versioni innovative e riarrangiate con musicalità più moderne e aderenti alle nuove sonorità pur mantenendone lo spirito della tradizione partenopea. Il “restiling” di questi pezzi che ha entusiasmato ancora il pubblico dopo tanti anni, li ha avvicinati ancora più al profondo del tuo cuore? ''Riprendere il nuovo cammino degli Osanna dopo vent'anni di assenza dalle scene non è stata una casualità. Io e Danilo (veri fondatori, autori e compositori del gruppo) avevamo il desiderio di riprendere quel discorso interrotto nel lontano 1979 dopo la pubblicazione dall’album “Suddance”. Il problema era dettato da una serie di impedimenti reali poiché Danilo era andato a vivere a Boston dove aveva formato una nuova famiglia. Gli anni passavano e in nostri rapporti telefonici ed epistolari (non c’erano ancora internet e media social) alimentavano questo desiderio di fare un nuovo percorso musicale insieme. Intanto Elio D’Anna, Massimo Guarino e Lello Brandi avevano abbandonato l’attività musicale e io, in attesa di questo ritorno di Danilo, iniziai a formare un nuovo gruppo con Gennaro Barba alla batteria, Enzo Petrone al basso, Vito Ranucci al sax, Luca Urciuolo al piano e Gigi Borgogno alla chitarra elettrica. Iniziammo a riarrangiare gran parte dei brani storici degli Osanna degli anni ’70, ma naturalmente con nuove sonorità legate al momento storico e nuovi arrangiamenti che mettevano in risalto comunque e giustamente le potenzialità e le caratteristiche dei nuovi musicisti. Quando all’inizio del 1999 Danilo ritornò da Boston, trovò un gruppo già affiatato e pronto a realizzare con lui un nuovo percorso Osanna. Il 14 luglio del 1999 ci ritrovammo sul palco del “Neapolis Rock Festival” insieme a Jetrho Tull, PFM, Venus e Timoria per dare avvio a questo nuovo percorso. Lavorammo al nuovo album “Taka Boom” che fu poi pubblicato e presentato con un grande evento a Napoli il 2 dicembre del 2001. Tra gli ospiti di quell’evento c’erano: Peter Hammill, Francesco di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco, Patrizio Fariselli degli Area, Vittorio De Scalzi dei New Trolls, Aldo Tagliapietra e Michi dei Rossi delle Orme, Gianni Leone e Jenni Sorrenti. Il CD “Taka Boom” era una compilation dei brani più significativi della storia del gruppo (naturalmente tutti riarrangiati) con la presenza di alcuni ospiti tra cui: Enzo Avitabile e Gino Evangelista. Un solo brano inedito “Taka Boom” scritto come sempre dalla coppia storica Rustici – Vairetti, che all’epoca e in anticipo con i tempi, metteva in risalto le difficolta della comunicazione tra esseri umani per l’avvento del digitale. Danilo purtroppo qualche tempo dopo si ammalò e non poté più suonare. Tra tante difficoltà emerse e con enormi sacrifici sono riuscito poi da solo (ma anche con l’assenso di Danilo stesso) a ricreare una nuova e solida formazione Osanna che, per me, parte realmente dall’album “Prog Family” del 2009 dove ho avuto l’intuizione di avere al mio fianco: David Jackson dei VDGG, inserito come special guest in quella nuova e stabile line up che ancora oggi è una formazione eccellente ed affidabile e, a mio avviso, straordinaria. Il nostro pubblico, che ci ha seguiti in tempi lontani e non sospetti, ci segue ancora oggi in tutte queste nuove avventure, come segue la PFM, il Banco, Le Orme, i Trip ecc. perché il prog italiano tra mille difficoltà è sempre presente''.

Lo confesso. Come ti accennavo nella nostra chiacchierata telefonica prima dell’intervista, vattelappesca perché e per come, sono venuto a conoscenza de ''Il Diedro del Mediterraneo'' (2021), solo diverso tempo dopo la sua uscita. Tante volte però, e questo è il caso, quello che all’inizio si rivela un ostacolo si trasforma in un ulteriore stimolo. Spinto dalla frenesia di metterlo nel lettore ho scoperto un altro gran bel disco in stile Osanna, tanto che non riuscivo a toglierlo dal lettore… Non voglio aggiungere altro se non darti carta bianca per la descrizione di quest’opera… ''La difficoltà della comunicazione dei nuovi prodotti discografici non legati alla discografia ufficiale mainstream (specie con l’avvento della distribuzione digitale) è davvero un grande problema e capisco il perché sei venuto a conoscenza in ritardo l’uscita di questa nuova pubblicazione Osanna che, tra l’altro, ha una bellissima veste grafica oltre sonora. L’album tratta principalmente di argomenti legati alle guerre nei paesi del Mediterraneo con una forma poetica ma estremamente sentita e vissuta con profondo dolore per quanto questo potere politico ed economico mondiale sta umiliando, mortificando e devastando i valori umani, storici, artistici e culturali della storia dei popoli europei e del Mediterraneo. Sono orgoglioso che, anche se in ritardo, sei entrato in questo nostro viaggio poetico e sonoro. A tale proposito (per te e per gli eventuali lettori di questa intervista) vorrei metterti/vi a conoscenza di ciò che è stato realizzato e prodotto in questi 25 anni di attività degli Osanna in questo nuovo millennio, cercando di essere sintetico ed esaustivo. Il nuovo percorso Osanna dal 2001 fino ad oggi ha messo in campo molti prodotti discografici ed editoriali che vi elenco: nel 2001 il CD “Taka Boom” con il libro “Osanna: Naples in the world” di Carmine Aymone – nel 2003 il CD e DVD live “Uomini e Miti” su etichetta Rai Trade – Poi con la mia etichetta Afrakà sono stati pubblicati: nel 2009 “Prog Family” con la presenza di David Jackson, David Cross, TM Stevens, Gianni Leone e Solis String quartet. Nel 2012 l’album “Rosso Rock” con la colonna sonora integrale del film “Milano Calibro 9”, registrato dal vivo a Tokyo con una orchestra sinfonica giapponese e con all’interno altri brani di cui due inediti: “‘O Culore ‘e Napule” e “Rosso Rock”. Nel 2013 il cofanetto esclusivo: “Tempo” che conteneva due DVD di cui il primo legato al concerto live strepitoso realizzato al Teatro Trianon di Napoli con l’Orchestra del Conservatorio di Napoli e numerosissimi artisti ospiti e un secondo con tutti i filmati e le clip storiche ed inedite degli Osanna degli anni ’70. Nel 2015 il doppio album “Palepolitana” che aveva nel primo vinile la riproduzione esatta e precisa dei brani di “Palepoli” del 1973 e nel secondo (appunto “Palepolitana”) tutti brani inediti di grande spessore artistico e culturale e tutti dedicati alla nostra meravigliosa città: Napoli. Poi nel 2017 un nuovo album “Pape Satàn Aleppe” con un nuovo live al Club Il Giardino di Lugagnano con all’interno alcuni brani inediti e la presenza di Donella del Monaco degli Opus Avantra e Jenny Sorrenti dei Saint Just. Nel 2019 il CD “Piazza Forcella” (una compilation di brani storici pubblicata per festeggiare i miei 70 anni) e dulcis in fundo, per celebrare il cinquantennale Osanna, la pubblicazione dell’album “Il Diedro del Mediterraneo” con tutti brani inediti e testi (a mio avviso) di grande spessore culturale, poetico e sociale. Per questo cinquantennale sono stati pubblicati parallelamente anche il libro: “L’Uomo, Sulle note di un veliero” scritto da Franco Vassia e il docufilm e libro parallelo “Osannaples” scritto e diretto da Deborah Farina che successivamente ha anche realizzato l’altro documentario “Milano Calibro 9 – Le ore del Destino” dove noi Osanna siamo protagonisti anche filmicamente. Due docufilm presentati in vari festival internazionali di cinema ricevendo consensi e anche dei premi inaspettati''.

L'album di cui ci hai appena parlato ha segnato il ritorno internazionale degli Osanna con un concerto addirittura in Giappone. Cosa puoi raccontarci di quella intrigante esperienza nel paese del “Sol levante”? ''Con questa nuova formazione Osanna dal 2009 in poi siamo stati ben 4 volte in Giappone, ma anche in Corea, Mexico, Brasile, Francia, Russia e Germania, riscuotendo sempre un notevole successo. Il Giappone, in particolare, ci ha affascinato notevolmente perché il pubblico è davvero preparato e profondo conoscitore del Progressive Rock italiano. Suonare all’estero è sempre una esperienza gratificante perché ti confronti con nuove e diverse realtà che ti affascinano e accrescono la tua autostima, ma il paese del “Sol levante” ti cala in una dimensione quasi surreale e ti sembra di vivere un sogno. In Giappone tutto funziona perfettamente. Un popolo unico, educato, attento, preciso, professionale e con un entusiasmo apparentemente pacato e freddo ma al contempo entusiasta, dinamico ed esplosivo''.

Considerato che una band è (anche) storia, identità, continuità di esperienze e condivisioni, non posso non chiederti cosa ha rappresentato e rappresenta per te e per gli Osanna, Danilo Rustici, mancato a febbraio 2021, a cui avete dedicato il brano Tu, grande intensità emotiva, testo commovente, e il DVD del citato “Diedro”… ''Danilo per me era un fratello non solo un amico o un musicista. Ho condiviso con lui gioia e dolori, successi e difficoltà della vita. Eravamo coetanei, entrambi del 1949 e amichevolmente “rivali” all’epoca dei gruppetti musicali napoletani in quegli anni ’60. Lui suonava con una band denominata “le Mille e una notte” ed io con “I Volti di Pietra”. Suonavamo le cover dei gruppi inglesi dell’epoca ma entrambi eravamo spinti dalla voglia di esplorare – controcorrente - nuovi sentieri musicali e creativi. Questa nostra creatività non era supportata degli altri musicisti con cui suonavamo. Una sera Danilo mi venne a cercare per propormi di fare un gruppo insieme e creare possibili brani inediti scritti esclusivamente da noi due. Fu subito “magia”. Dai nostri incontri nelle nostre rispettive case e dai nostri ascolti di vinili e di musica anche contemporanea oltre che rock, maturavano idee che a poco a poco diventavano forma reale. L’album chiamato successivamente “L’Uomo” era già stato creato e concepito da noi due tra l’incredulità di nostri amici musicisti che all’epoca ci deridevano e ci snobbavano. Quel binomio artistico maturò, oltre l’affetto, una grande stima e complicità; eravamo diventati come due fratelli nonostante anche tante piccole liti, controversie e malumori. Quando Danilo, ritornato in Italia, si è ammalato, io gli sono stato vicino sperando sempre che potesse guarire e poterlo ritrovare di nuovo con me sul palco. Purtroppo questo non è accaduto. Lui è volato via durante la pandemia il 26 febbraio del 2021 il giorno dopo la presentazione del rockumentary “Osannaples” nel prestigioso “Los Angeles Italia Film Festival”. L’album “Il Diedro del Mediterraneo” che era già pronto per la pubblicazione fu bloccato. Fu cambiata la copertina e registrato il brano “TU” scritto apposta per lui, cui fu naturalmente dedicata l’intera pubblicazione. Era un atto dovuto ad un genio della musica. Perché Danilo era un “genio”''.

Voltando lo sguardo al passato, puoi stendere un bilancio di mezzo secolo di attività degli Osanna, dagli esordi col favoloso “L'Uomo” (1971) fino all' ultimo suddetto disco (con DVD)? ''Non è facile stendere un bilancio perché ci sono stati tanti cambiamenti e tante interruzioni che hanno creato anche delle fratture indelebili. Posso dire che i primi 3 anni dal 1971 al 1973 sono stati quelli più prolifici e sicuramente più belli in assoluto perché legati ad un periodo storico fantastico, alla giovinezza con le sue sfaccettature ricche di entusiasmo, creatività, immaginazione e follia… Poi tutto cambiò per tanti problemi ed incomprensioni tra noi. “Landscape of Life” del 1974 già aveva in sé una profonda frattura esistenziale. “L’Uomo” e “Palepoli” sono stati infatti, ed indubbiamente, i due album dove abbiamo manifestato maggiormente la nostra creatività dovuta anche a quei momenti di grande coesione tra noi. Dopo le esperienze dei due gruppi con i due album paralleli: “Uno” e “Città Frontale”, ci fu una nuova reunion degli Osanna senza più Elio D’Anna e Lello Brandi ma con al loro posto il pianista Fabrizio D’Angelo ed il bassista Enzo Petrone. L’album “Suddance” nel 1978, nonostante fosse un album particolarmente innovativo per la nostra storia (meno prog e più vicino al jazz-rock), ebbe breve vita perché Danilo, devastato da problemi esistenziali fu costretto a fuggire in America lasciando il gruppo in balia di eventi futuri con una pausa che è durata ben 20 anni. Da evidenziare comunque, per chi non lo sapesse, che gli album “L’Uomo” del 1971 e “Suddance” del 1978, vinsero entrambi l’ambito e prestigioso “Premio della Critica Discografica Italiana”. Ci sono voluti venti anni per rivedere gli Osanna ancora in azione ma solo con me quale unico elemento di continuità, con una nuova storia, nuovi musicisti e tanti altri album (come già descritto). Un bilancio comunque positivo che mi rende orgoglioso e comunque responsabile di tenere sempre alta la guardia e la creatività nel rispetto di questo nome prestigioso. Oggi divido il palco con una nuova line up che vede me, come cantante e leader della formazione, Gennaro Barba alla batteria, Pako Capobianco alla chitarra elettrica, Enzo Cascella al basso, Sasà Priore al piano, organo e synth e mio figlio Irvin Vairetti, voce e vintage keyboards. A noi si aggiunge il sassofonista Davis Jackson quale special guest e il nostro fonico Alfonso La Verghetta che è parte integrante della formazione. Tutto il lavoro creativo e sonoro di questa ultima formazione è ben evidenziato appunto nel nostro ultimo album “Il Diedro del Mediterraneo” e nelle varie pubblicazioni parallele: film e libri''.

L’arte si avvale di linguaggi diversificati a seconda delle sue diverse espressioni (figurative, narrative, musicali, cinema, teatro, letteratura ecc), ma che nel contempo esprimono radici comuni nella capacità di esprimere e rappresentare come forse nient’altro l’intera gamma delle emozioni e dei vissuti umani. Nella breve introduzione si ricordava la poliedricità del tuo percorso. Visto la stretta interconnessione fra le diverse forme d’arte questa caratteristica non può che rivelarsi una risorsa preziosa. Nel 2021 è uscito un libro di Franco Vassia sulla tua biografia e sugli Osanna, per Iacobelli Editore: “L'uomo. Sulle note di un veliero. Vita e arte di Lino Vairetti e degli Osanna. Mi sembrerebbe l’ideale per chi volesse conoscerti-vi più da vicino… oltre a questo cos’ altro potresti indicare? ''Ho già accennato a queste pubblicazioni e approfitto per ringraziare sia Franco Vassia che Deborah Farina per il lavoro svolto parallelamente all’album “Il Diedro del Mediterraneo” con il libro” L’Uomo sulle note di un veliero” e il docufilm (e anche libro) di Deborah Farina “Osannaples”. Entrambi hanno evidenziato (oltre alla storia degli Osanna) quello spaccato storico legato alla controcultura e alla rivoluzione sociale, culturale e politica (manifestata anche nella nostra musica) di quegli “magnifici” anni ’70''.

Bene Lino, con l’auspicio di incontrarci quanto prima ad un vostro concerto in Toscana, da nostra consuetudine ti invitiamo a darci le coordinate dei vostri prossimi programmi lasciandoti poi “il microfono” per congedarti dai nostri lettori... ''Aldilà dei concerti e dei tour che faremo prossimamente la cui comunicazione è possibile leggerla sui social o sulle nostre pagine di Facebook, Instagram o sulla stampa di settore, posso informarvi che a breve uscirà un CD con DVD di un nostro live a Besate Milanese e che stiamo lavorando al nuovo album che uscirò il prossimo anno che si intitolerà: “Rock di una notte di mezza estate”. Vi saluto caramente e vi invito a seguirci in questo meraviglioso mondo Prog''.

Riferimenti
https://www.osanna.it/bio
https://www.osanna.it/contacts
https://www.osanna.it/blog
https://www.facebook.com/osannaband/?locale=it_IT
https://www.instagram.com/osanna.official/

Discografia Osanna
1. L’uomo, 1971, Fonit-Cetra
2. Preludio, Tema, Variazioni e Canzona, 1972, Fonit-Cetra
3. Palepoli, 1973, Fonit-Cetra
4. Landscape Of Life, 1974, Fonit-Cetra
5. Suddance, 1978, Cbs – Italia
6. Taka Boom, 2001, Afraka’
7. Uomini E Miti, 2003, Rai Trade
8. Prog Family, 2009, Afraka’
9. Rosso Rock, 2012, Afraka’
10. Tempo, 2013, Afraka’ – Black Widows
11. Palepolitana, 2015, Afraka’
12. Pape Satan Aleppe, 2017, Afraka’
13. Live In Japan, 2018, King Records - Japan
14. Piazza Forcella, 2019, Afraka’
15. Il Diedro Del Mediterraneo, 2022, Afraka’

Produzioni editoriali
“Osanna – Naples in the World”, libro di Carmine Aymone, 2001, Afraka’
“L’uomo sulle note di un veliero”, libro di Franco Vassia, 2021, Iacobelli Editore
“Osannaples, Romanzo Rock di un sogno psichedelico”, libro Di Deborah Farina, 2023, Lfa Publischer

Docufilm
“Uomini e Miti”, 2003, Rai Trade Regia di Pino Sondelli
“Tempo”, 2013, Afraka’ – Black Widows Regia di Pino Sondelli
“Osannaples”, 2021, Afraka’, scritto e diretto da Deborah Farina
“Milano Calibro 9 - Le ore del destino”, 2022, regia di Deborah Farina

Album paralleli agli Osanna con altre formazioni
Uno, 1974, Fonit-Cetra
Citta’ Frontale, El Tor, 1975, Fonit-Cetra
Ciak, 1983, Crash