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21/06/2022   JOE SFRÈ
  ''La mia musica è un bisogno, un’esigenza comunicativa...''

Ciao Joe, benvenuto! Il tuo nuovo singolo è "Gin & Tonica". Come nasce il brano? C'è qualcosa di personale nel testo? ''Ciao a voi grazie dello spazio, comunque preferisco ciao Sfrè... ''Gin & Tonica'' è un brano molto personale anche se a livello di impatto potrebbe risultare un semplice esercizio di stile, il pezzo come idea nasce subito prima della pandemia, durante il lockdown ha preso vita insieme al resto del disco''.

Sappiamo che il singolo è stato prodotto da The Eve, come e quando nasce questa collaborazione? ''Con The Eve ci siamo avvicinati musicalmente nel 2016 credo, è il fratello carnale di Puritano ed è un genio della chitarra in fissa con il rock e il blues, inizialmente è stato il nostro chitarrista per i live alle prime Mitraglia Rec. Night e gli altri eventi che organizzavamo in quel periodo. Ad oggi è il mio e il nostro producer nonché il direttore musicale di Mitraglia Rec. Il primo brano insieme io e lui lo abbiamo chiuso nel 2018 ed è uscito nel 2019, si chiama ''Porcellana'' ed è uno dei brani a cui sono più legato in assoluto, anticipava ''Scandala'', il primo progetto distribuito ufficialmente dalla nostra Label''.

"Gin & Tonica" fa parte dell'EP "Sfrè", che definisci uno spartiacque tra il passato ed il futuro. Cosa troviamo di questi due aspetti temporali all'interno dei brani che lo compongono? ''Ho deciso di chiamare l’EP come me perché per la prima volta sento che questo progetto mi rappresenterà a pieno per sempre, la mia musica è un bisogno, un’esigenza comunicativa, non è detto che io oggi mi rispecchi completamente nel primo mixtape che ho registrato 10 anni fa, essere veri ed essere autentici significa proprio questo: raccontarsi, mettersi a nudo e allo stesso tempo non avere paura di cambiare. Ora non ho più 18 anni e ho raggiunto un livello di maturità sia artistica che personale che mi permette di rimanere coerente con il mio percorso, con i miei gusti e con le mie esigenze, e finalmente sento di non aver solo dato sfogo alle mie inquietudini ma di aver confezionato un disco con vari livelli e varie chiavi di lettura. Per farla breve, ci puoi trovare me stesso dentro completamente nudo come in tutto quello che ho fatto dall’inizio fino ad oggi, ma per la prima volta sul pezzo più introspettivo si può ballare e ci si può rilassare senza essere appesantiti dal contenuto, allo stesso modo se i banger li ascolti con attenzione leggendo tra le righe ti accorgi che c’è poco da fare festa nonostante il sound sia stato concepito proprio per divertire''.

Quali sono i tuoi ascolti di questo periodo? C'è qualche artista ancora underground che reputi interessante da ascoltare? ''Vengo da un paio d’anni di full immersion nel mondo dell’underground dell’est, dalla Russia ai Balcani, nel disco si sente che mi sono fatto parecchio trasportare… ad esempio il primo singolo si chiama ''Vodka Polakka'' e uno dei due ospiti nel progetto è Dj Aдidaso, un ragazzo Slovacco che ho voluto coinvolgere perché avevo bisogno di quelle vibes. Aldilà del conflitto al quale assistiamo da qualche mese, sul quale non mi esprimerò ma che sicuramente a livello mediatico sta creando molta confusione, ad esempio la caccia alle streghe nei confronti di qualsiasi cosa abbia origini russe e non americane… io sono stato sempre affascinato dall’arte e dal pensiero degli artisti di questi paesi, a scuola ho scoperto Dostoevskij e Kandinskij, giusto per dirne un paio, che sono stati fondamentali tra le mie influenze. Ultimamente mi sono avvicinato e ho iniziato a ricercare in questo mondo un po’ perché ero proprio stufo dei soliti modelli America / Francia / Inghilterra che, per carità, nulla da ridire, ma nel momento in cui TUTTI si rifanno ad uno schema preciso e preimpostato io ho proprio il bisogno di girare la testa dalla parte opposta, e un po’ anche per caso ovviamente… Per primo mi ricordo che ho scoperto Apashe, un producer fortissimo della Repubblica Ceca che addirittura ha fatto un disco di musica elettronica suonato insieme all’orchestra di Praga e con dentro anche alcuni rapper e cantanti sia Europei che Russi che Americani, pazzesco. In Russia non so se si può ancora considerare underground ma un altro nome che mi fa volare è Azar Strato, sia le produzioni che i videoclip sono di un livello incredibile (tra l’altro ormai è palese che metà dei registi italiani per fare i videoclip copiano proprio lui), un altro nome interessante, decisamente mainstream e non underground è Feduk, una voce e un sound veramente inarrivabili''.

E qualcuno con cui vorresti collaborare? ''Nel disco c’è solo la mia voce e le uniche collaborazioni sono con dei producer, quindi inizio a sentire il bisogno di rilasciare anche dei featuring… qualcosa uscirà nei prossimi mesi ma ancora non posso dirvi niente, ovviamente mi piacerebbe un sacco allargare ancora gli orizzonti e lavorare con qualche rapper straniero, sarebbe una cosa nuova non mi è mai capitato''.