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04/08/2022   MARCH
  ''In italiano sono ancora più serio e impegnato anche nelle canzoni più orecchiabili...''

Ciao March! Benvenuto a Music Map. Il tuo nuovo Ep ''Pop Psychology Vol.2'' di cosa tratta di preciso? ''Grazie mille, Andrea! I termini Pop Psychology sono spesso usati per designare, generalmente con una connotazione negativa, concetti di psicologia umana che si trovano esposti in opere o media conosciuti al “grande pubblico” sotto la copertura di teorie e pratiche che hanno eventualmente valide basi scientifiche ma che, semplificandoli o distorcendoli, si rivelano talvolta più vicini alla pseudoscienza che alla vera divulgazione della scienza''.

6 tracce in inglese compongono il tuo lavoro discografico. Come ti approcci alla scrittura in un’altra lingua e cosa cambia dallo scrivere in italiano? ''In verità ho sempre scritto in inglese. Ho fatto la maggior parte dei miei studi in inglese, quindi mi è sempre venuto spontaneo. Ho sempre ascoltato tantissima musica anglofona e anglosassone, quindi scrivere in inglese mi viene naturale, ma scrivere in italiano ha sicuramente un lato molto personale. Le canzoni in italiano mostrano meno il mio lato pop dance e più il mio lato cantautorale. Sto scrivendo un album intero in italiano e questo sarà molto chiaro. In inglese, spazio molto più come generi, ma in italiano sono ancora più serio e impegnato anche nelle canzoni più orecchiabili''.

Hai in programma di portare dal vivo questo nuovo progetto? Se sì dove sarà il prossimo concerto? ''Purtroppo, non ancora. Vorrei prima finire con la raccolta ''Pop Psychology 101'' (che incorporerà i due EP e a cui aggiungerò 4 nuovi brani) e poi sì, vorrei tanto fare un concerto. Sicuramente l’anno prossimo''.

Se dovessi portare con te su un’isola deserta solamente quattro album, quali porteresti e perché? ''Domanda bellissima ma difficilissima… Allora, sicuramente: ''Tidal'' di Fiona Apple, ''Boys for Pele'' di Tori Amos, ''Some great reward'' dei Depeche Mode e ''Under rug swept'' di Alanis Morisette… Ma ne posso portare altri 25 per favore? ''Tidal'' perché è forse stato per me l’album che mi ha introdotto a tutti i cantautori. Adoro gli artisti che scrivono tutto, musica e parole. Fiona Apple è sicuramente quella che si fa sempre più attendere, ma ne vale sempre la pena. Il primo album è il più melodico e più toccante per me. Lo ascolterei all’infinito. Simili considerazioni per ''Boys for Pele'', ma qui Tori Amos sperimenta molto di più e suona pure; potrei perdermi per ore fra la sua voce, il suo piano e l’universo che ha creato in questo suo terzo album. ''Master and Servant'' e ''People are People'' dei Depeche Mode sono canzoni che ascolterò per sempre. Nessuno è mai riuscito a fare quello che hanno fatto loro sonicamente, ma anche come testi. Il terzo album di Alanis non è conosciuto come il primo, ma è altrettanto potente, orecchiabile e profondo. Ancora una volta, un’artista immensa''.

Questi 4 album quanto influenzano o hanno influenzato la tua arte? ''Certamente, ma io davvero ascolto di tutto e non lo dico per dire, ma perché davvero penso che la musica una fonte infinita di ispirazione e la terapia migliore. Questi artisti e questi album mi hanno segnato, ma come ti dicevo ce ne sono centinaia: Duran Duran, Cyndi Lauper, Sheryl Crow, Chantal Krewiazuk, The Cure, Florence and The Machine, The Cardigans, No Doubt, davvero se continuo non la finisco più''.