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15/11/2022   MENEGUINNESS
  ''Una semplice idea si sviluppa fino ad arrivare ad un miscuglio di generi e stili, atmosfere e ritmi...''

Ciao, benvenuti! Come prima domanda vi chiediamo di presentarci il vostro progetto, e perché avete deciso di chiamarlo proprio Meneguinness? ''Il nostro gruppo si è formato nel 2012 in Brianza, e sin da subito abbiamo deciso che la musica irlandese non ci avrebbe mai abbandonato: per questo motivo abbiamo deciso di fondere due simboli della nostra terra natia e della nostra “terra d’adozione”, la Lombardia e l’Irlanda. Così la maschera milanese Meneghino si fonde con la birra scura più famosa dell’Isola di Smeraldo, la Guinness, e il gioco è fatto. Anche il nostro logo, un Duomo di Milano insieme a dei motivi celticheggianti vuole riflettere questa nostra doppia identità. Su questo stile abbiamo costruito un percorso in cui l’importante è sempre stato suonare e portare la nostra energia al pubblico: da un lato abbiamo avuto il modo di condividere il palco con pietre miliari del genere come Modena City Ramblers, Orthodox Celts, The Moorings, The VadVuc, e gruppi come Vallanzaska, MarkyRamone e molti altri; dall’altro non abbiamo mai messo di scrivere, pubblicando prima un omonimo disco di brani tradizionali rivisitati alla nostra personalissima maniera, poi un disco di inediti, ''A chi non dorme'', e due singoli, fino ad arrivare all’ultimo, ''Night of the Banshee''.

In che modo lo stile irlandese si unisce al vostro? E cosa scaturisce da questo incontro? ''Sin dalle origini, abbiamo deciso che la musica tradizionale irlandese sarebbe stata la costante su cui avremmo costruito le nostre avventure in giro per l’Italia e l’Europa. Tutti noi Meneguinness siamo innamorati dell’Irlanda, al punto che alcuni di noi ne studiano la cultura proprio per lavoro: non potevamo che unire questo nostro affetto attraverso la musica, unendovi le nostre esperienze e inclinazioni. Nei nostri brani, infatti, spesso mescoliamo i generi che meglio conosciamo e che più ci piacciono, dal folk italiano al punk, dal death metal alla musica classica, in un mix inedito che ci contraddistingue''.

Nello specifico, come prende vita una vostra canzone? Da dove partite per lavorarci? ''Rispondiamo come fanno quelli bravi – o forse no? – dicendo: dipende! Di solito non scriviamo un pezzo a tavolino: a volte partiamo da una figura, un’immagine o addirittura una frase che ci ispira e ci costruiamo sopra una canzone, andando a ricercare le atmosfere adatte e lasciandoci ispirare da gighe e reel della tradizione irlandese. A volte, invece, è proprio un motivo musicale che ci spinge a sviluppare un’idea. A volte le due cose si fondono, ed è qui che subentra la nostra follia. Con il nostro nuovo lavoro, spesso è andata proprio così: una semplice idea si sviluppa fino ad arrivare a un miscuglio di generi e stili, atmosfere e ritmi''.

“Night of the banshee” è il titolo del vostro nuovo singolo, cosa succede in questa notte spaventosa e popolata di spiriti maligni? ''Folgorati dalla figura folklorica della banshee, lo spirito femminile il cui urlo agghiacciante è ormai famoso in tutto il mondo, abbiamo scritto un pezzo in cui le atmosfere inquietanti dei film horror di bassa lega – i migliori del genere, ovviamente – si fondono con la musica irlandese e con ritmi diversi come il levare dello ska e la musica dell’Europa dell’est. La canzone è quindi insieme un omaggio al cinema e alla letteratura horror: nel testo, nella musica e nel video del singolo ci sono diverse citazioni, sta a voi scoprirle tutte!''.

Sappiamo che è già pronto un disco. Ci spoilerate qualche cosa? ''Come per ''Night of the Banshee'', il nostro prossimo lavoro sarà caratterizzato da un folle miscuglio di musica irlandese e generi diversi, sull’ideale viaggio di un Irish Caravan in giro per il mondo, dove noi Meneguinness – in versione traveller – ci spostiamo per l’Europa e oltre alla ricerca di avventure. Tra atmosfere gipsy e viaggi nel Nuovo Mondo, sarà sicuramente un disco di cui non vi pentirete''.