Sono presenti 1113 interviste.

24/01/2023
DON MARCELLO
''Mezzo secolo di vita rimpastato e riveduto nei suoi momenti più significativi...''

17/01/2023
ENDLESS HARMONY
''La musica, come percorso e come meta, crea un’armonia infinita nelle nostre vite e ci guida costantemente...''

tutte le interviste


interviste

01/12/2022   LUCA SAMMARTINO & I FENOMENI
  ''Siamo una repubblica democratica basata sulle imprecazioni del produttore...''

Ciao Luca. Sono passati 5 anni dal tuo primo singolo “Blu”. Poi, cosa è seguito e che bilancio fai di questo primo lustro di carriera? ''Ciao e grazie per lo spazio che dedicate a me ed alla mia musica. Diciamo che dall’ormai lontano 2017 sono successe tante cose. Il primo anno e mezzo è stato interamente dedicato a ''Blu'' ed al progetto benefico che accompagnava il brano. Poi mi sono concentrato sul formarmi ed aprire ufficialmente il mio progetto da ufficio stampa musicale e durante la pandemia ho ricominciato a pubblicare musica grazie all’inizio della collaborazione con i Fenomeni. Ne faccio un bilancio molto positivo: ho ritrovato la voglia e la passione di fare musica, si è creata una bella community intorno al mio progetto e suono con musicisti clamorosi. A livello creativo mi sento in continua crescita e sul palco provo le stesse - forse anche più amplificate - emozioni della prima volta. Ho tanti progetti in testa e tanta voglia di realizzarli''.

Fresco di stampa è il nuovo singolo “Frugo nel frigo”. Una canzone beneficamente provocatoria in modalità rock’n’roll. Cosa vuoi mettere in risalto? ''Mi piace definirlo un inno alla musica - ed all’arte in generale - pura, fatta al di fuori delle logiche di mercato che il mainstream propone. Un brano che rivendica l’esistenza della scena indipendente ricca di talenti che fanno musica - spesso molto più valida di quella che si vede in TV - per amore. E’ un monito per il pubblico: spegniamo le tv ed i dispositivi e torniamo fruitori attivi dell’arte, andiamola a scoprire, viviamola anziché guardarla da uno schermo. C’è un’alternativa all’all you can eat musicale che ci propinano sui social e in TV. Frughiamo nel frigo''.

Anche se il testo gioca sull’allusione ironica, dammi un tuo parere “serio” sullo scenario della musica italiana di oggi: chi salvi, in particolar modo? ''Salvo i pochi della nuova era musicale italiana che fanno musica, anche a livello mainstream, pensata per durare nel tempo e che fanno dei live - che a mio parare sono il fulcro sul quale un artista deve costruire le fondamenta del suo progetto - il loro punto forte. Il primo nome che mi viene in mente è sicuramente Salmo, un artista davvero a tutto tondo. Per il resto la situazione mi sembra abbastanza ovvia: se vuoi provare a metterti in luce vai ai talent dove diventi un prodotto usa e getta nelle mani della casa discografica: se hai mercato e fai numeri puoi sperare di durare altrimenti avanti il prossimo. Ai “piani alti” è un circolo chiuso in cui è difficilissimo entrare con le proprie gambe. Nel frattempo a livello emergente si pensa a fare numeri come i big e non a dare alla gente un motivo per ascoltarti e venire a vederti live. E come pubblico siamo diventati pigri ed estremamente passivi''.

La tua indole fu sùbito scossa da due band folgoranti come Green Day e Ramones. Quanto è stato importante (a livello formativo) l’esperienza da frontman nella tribute-band del gruppo di Billie Joe Armstrong? ''E’ stata fondamentale. Ho imparato a tenere il palco, ho fatto la famosa gavetta (che continuo a fare eh!) e soprattutto ho capito che alla lunga preferivo suonare una mia canzone davanti a 4 persone rispetto a ''Basket Case'' davanti a 100. Musicalmente i Green Day ed il punk rock sono una parte importante del mio sound e mi accompagnano sia come artista che come persona. Ultimamente sono riuscito a vedere un loro concerto dalla prima fila e ho imparato un sacco di cose. Insieme a tutti gli artisti punk e rock ‘n’ roll (internazionali ed italiani) che ascolto, sono stati fondamentali per capire che oltre alla tecnica musicale serve saper comunicare con il pubblico e abbattere la distanza che c’è tra il palco e gli spettatori''.

Pensi che tutto questo fruire di musica gratis e senza regole abbia definitivamente ucciso la buona musica che resti nel tempo? ''Non me la sento di dire “lo streaming è la morte della musica”. All’atto pratico le società di collecting pagavano una miseria agli artisti anche prima dell’avvento degli store online. Il mondo e la società vanno avanti ed il mercato è cambiato. Resta il problema storico: la tecnologia evolve più velocemente dell’etica. Adesso si fanno canzoni pensando più agli algoritmi che alle persone. Di conseguenza ne nascono brani usa e getta che lasciano il tempo che trovano ed il pubblico si adegua a questo''.

A sostenerti, da sempre, i tre comprimari de “I Fenomeni”. Ce li presenti? E come impostate il vostro metodo di lavorazione? C’è ampia… ”democrazia” tra di voi? ''Ve li presento come faccio ai concerti. Alla chitarra un uomo che con le sue dita rallegra le nostre vite con riff, lick ed assoli tremendamente rock ‘n’ roll: direttamente dal mio banco delle superiori, Christian “Anfo” Anfossi. Al basso un giovane musicista che ha fatto delle linee di basso un’arte nobile e ricercata: il barone della sezione ritmica, “Sir” Andrea Cattarina. Alla batteria colui che picchia sui tamburi con la stessa gioia con cui gusta una rosetta col salame accompagnata da un bicchiere di rosso. Il mio batterista preferito, il mio cantautore preferito, il nostro produttore ma soprattutto il buon amico Marco “Fapo” Fapani. Sì, siamo molto democratici, il processo ormai è questo: qualcuno salta fuori con un’idea, io scrivo il testo e la melodia di voce, Anfo fa le chitarre e gli assoli e Andre mette la linea di basso. Mandiamo tutto in studio da Fapo - che è anche il nostro produttore - che fa la batteria, vede che il progetto ha in media dalle 10 alle 30 tracce di chitarra, ci riempie di bestemmie, cancella tutto e facciamo una canzone decente. E’ una repubblica democratica basata sulle imprecazioni del produttore''.

A forza di pubblicar singoli, prima o poi il fatidico debut-album arriverà, giusto? Pronti per tornar sul palco per promuovere “Frugo nel frigo”? ''Ormai posso dirlo: il disco di debutto si chiama “Frugo nel frigo” e arriva il 9 dicembre. Sfameremo la fame rock ‘n’ roll con un box in tiratura limitata che sarà disponibile solo sul mio sito www.lucasammartino.com. Faremo una festa per presentarlo ad amici e collaboratori prima di Natale e dal 2023 si torna sul nostro habitat naturale: il palco. Potete seguire questa nostra avventura ed unirvi alla ciurma tutti i giorni sul mio profilo Instagram https://www.instagram.com/ls.rocknroll/. Ne approfitto per ringraziare nuovamente voi, in particolare il mitico Max, e tutti i Fenomeni che seguono il mio progetto e la mia musica''. (Max Casali)