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17/01/2023   ENDLESS HARMONY
  ''La musica, come percorso e come meta, crea un’armonia infinita nelle nostre vite e ci guida costantemente...''

Benvenuti. Siete attivi da 13 anni. Quali sono stati, finora, i passi salienti per dare una svolta alla vostra musica per un crescendo evolutivo? ''Ciao a tutti! Sì, sono effettivamente molti anni che suoniamo e ci sono stati fortunatamente diversi momenti che ci hanno segnato nel corso del nostro percorso. La registrazione di due EP, due dischi, collaborazioni con artisti di successo, aperture e concerti su grandi palchi, video con registi importanti, radio, tv: possiamo dire di aver sfruttato il più possibile le chance che il mondo della musica ci ha dato, cercando sempre di imparare e crescere attraverso queste esperienze''.

Toglieteci una curiosità: con “Emerge” siete al secondo (?) album ma, in realtà, nel mezzo ci sarebbe anche l’acustico “Home recordings”. Perché, spesso, non viene conteggiato come secondo album? Cosa rappresentò, per voi, quel disco? ''Home Recordings per noi è stato un passaggio importante nella crescita della band. Molto spesso passa in secondo piano perché è il risultato di un periodo in cui puntavamo molto sull'acustico, cosa che ormai ci rappresenta poco. Nonostante questo andiamo particolarmente fieri di Home Recordings e dei brani al suo interno, perché da come dice il nome è stato registrato e curato da noi nella sua totalità senza interventi esterni''.

“Emerge” arriva a sette anni di distanza da “Hyperspace”. Questo lungo intervallo a cosa è dovuto: riordinamento di idee, scritture più ponderate o cosa? ''Da Hyperspace la band ha subito importanti cambi di formazione e questo ha sicuramente comportato un rallentamento del processo creativo. Inoltre Emerge presenta un sound completamente nuovo rispetto ad Hyperspace e optare per questa nuova direzione musicale non è stata una scelta tempestiva ma ben ragionata, motivo per cui Emerge esce a così tanti anni di distanza dall'ultimo album''.

Alla produzione c’è Pietro Foresti. Quali sono state le principali direttive che vi ha suggerito per potervi migliorare come band e che clima si è instaurato con lui? ''Non per Emerge, ma alla produzione dello scorso disco, Hyperspace, sì. Abbiamo creato un bel legame con Pietro che è rimasto nel tempo. La registrazione dell’album è stata una full-immersion di 10 giorni filati, e i suoi consigli sono stati molto validi: ci ha fatto analizzare a fondo i brani in modo che ogni passaggio presente al loro interno fosse giustificato a livello compositivo così da tirare fuori il meglio da ogni canzone''.

Nascete come Muse tribute-band. Ecco, quanto nella vostra musica vi portate dietro di loro? Perché, comunque, notiamo richiami anche di Sigur Ros, Soundgarden, Nirvana, U2, Led Zeppelin: è così? ''Il nuovo sound si distanzia un po’ da quelle che erano le influenze passate, che si possono notare in alcuni dei precedenti pezzi. Essendo cambiata quasi totalmente anche la formazione della band dai nostri inizi, così sono variati i richiami agli artisti che più ascoltiamo e apprezziamo. Il suono di Emerge è più cupo, più “pesante”, anche se rimangono delle similitudini con le canzoni che potete trovare nei nostri altri lavori''.

Il nome della band sembra tendere verso una dichiarazione d’amore per la musica, con la sua miriade di ritmi, controtempi e pause che scaldano l’anima in una sorta di “armonia infinita”? ''Esattamente. Il nome è nato come ode alla musica, pertanto nonostante i cambiamenti negli anni lo abbiamo sempre mantenuto; la musica, come percorso e come meta, che crea un’armonia infinita nelle nostre vite e ci guida costantemente''.

Il vostro processo creativo è sviluppato in clima “democratico”? Mediamente, quanto impiegate a chiudere una canzone? Siete pronti per ripartire in tour? ''La scrittura parte spesso da un membro che presenta un'idea iniziale come una melodia, un riff o una progressione di accordi che poi viene lavorata ed elaborata collettivamente. Il tempo impiegato per scrivere varia da brano a brano. Per alcuni il processo è più immediato e già dopo qualche settimana si ha una struttura e un arrangiamento completo, per altri occorrono anche diversi mesi prima di avere un risultato che convince tutti. Per quanto riguarda ripartire in tour siamo prontissimi e non vediamo l'ora di poter suonare dal vivo un disco come Emerge che ha un significato particolare per noi. Mancano ancora alcuni dettagli e di conseguenza non possiamo ancora svelare nulla, ma continuate a seguirci e a breve avrete news a riguardo. (Max Casali)