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04/02/2023   EXTRASISTOLI
  ''Alla fine si torna sempre dove si è stati bene...''

Fuori da venerdì 13 gennaio 2023 per La Moon Records (distr. The Orchard) il primo EP di Extrasistoli, alterego di Antonio Petruzziello, cantautore romano classe 1996. ''Pop & Ultraslim'' è un disco che vede la produzione di Davide Zaninotto, in arte Treccio, ed è un progetto di canzoni che fonde testi d’autore con sonorità it-pop contemporanee, contaminate da un nostalgico rock d’annata.

Hai voglia di raccontarci un po’ chi sei? ''Certo, mi chiamo Antonio, ho 26 anni, scrivo canzoni da quando ne ho 17 e per pubblicarle mi "nascondo" dietro il nome d'arte Extrasistoli. All'inizio, non avendo un nome che mi piacesse, scelsi di pubblicare le prime canzoni firmandomi con lo pseudonimo "Petruz" che era una semplice abbreviazione del mio cognome, troppo difficile da lasciare per esteso. Con gli anni però, ho sentito la necessità di trovare un nome che mi rappresentasse di più, e le extrasistoli fanno parte del mio quotidiano da diverso tempo oramai. Inoltre, prima ho detto ironicamente che mi nascondo dietro questo nome, ma c'è un fondo di verità: io per i miei amici, i miei familiari, per le persone a cui voglio bene, sono e pretendo di restare Antonio, per tutti gli altri va bene il nome d'arte, portarmi il cognome sul palco e sui dischi stava cominciando a diventare troppo pesante per me''.

Come è nata l’ispirazione per il tuo disco “Pop & Ultraslim”? ''Ho sempre scritto tante cose, sin da quando sono bambino in realtà. Mi improvvisavo in poesie o filastrocche divertenti già dai tempi delle medie, ho sempre amato il mondo della scrittura. Quel che non avevo mai fatto fino ad ora però, era provare a dare una coerenza alle canzoni che scrivevo, a scrivere un insieme di brani che si volessero bene fra di loro: un disco. È diventata una sfida dentro di me, un pensiero che ha cominciato a ronzarmi nella testa già dal 2019, un anno veramente speciale dove ho capito forse per la prima volta che potevo farcela. Ma non immaginavo il processo fosse così tanto in continua evoluzione. Alla fine del 2019, parlai con Treccio, il mio produttore (nonché mio grandissimo amico) di questo progetto che avevo in testa e gli promisi di affidargli totalmente la produzione dell'EP. Quel che non mi aspettavo era la naturalezza con la quale sarebbero successe le cose di lì in avanti. Complice anche la pandemia arrivata pochi mesi dopo, io scrivevo pezzi e glieli affidavo e lui, con grande rispetto e maestria, cuciva attorno a loro un vestito perfetto. La cosa bella è stata vedere come poi si completassero tutti gli uni con gli altri: senza volerlo, ogni brano si è ritagliato un ruolo in questo disco. Ad esempio "M'ero scordato" è il pezzo dance per eccellenza, non tanto per il genere quanto per il mood, "Il nostro turno" la ballad, "In silenzio" forse il pezzo più profondo e così via… E insomma, chi vuol ascoltare ascolti!''.

Che cosa ascolti quando non sei impegnato nella creazione di un nuovo pezzo? ''Ascolto i grandi classici, o perlomeno i MIEI grandi classici, 3 su tutti: Edoardo Bennato, Vasco Rossi e J-Ax o gli Articolo31. Questi sono i 3 artisti che più di tutti mi hanno cambiato e salvato la vita. Però sono molto curioso e attento a tutto ciò che esce di nuovo, quindi in realtà credo che la risposta più sincera sia che ascolto quello che capita, senza mai dimenticarmi da dove vengo… Perché alla fine si torna sempre dove si è stati bene''.

Che cosa possiamo aspettarci dal futuro di Extrasistoli? ''Tantissima altra musica, già a partire da quest'anno, davvero!''.