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04/04/2023   ESPERANTO
  ''La musica classica insegna a lavorare sui dettagli, il jazz allarga gli orizzonti all’improvvisazione...''

Avete pubblicato in questi giorni il vostro album "Voices". Potete dirci come è nata l'idea di questo lavoro? ''Voices è la diretta conseguenza e sotto alcuni punti di vista l’evoluzione del nostro precedente album dal titolo “Esperanto”, uscito a giugno 2020. Nel periodo pandemico abbiamo continuato a fare concerti e ci siamo rimboccati le maniche creando anche una Associazione Culturale con la quale abbiamo creato progetti sociali andando a portare la musica in realtà socialmente complesse. Le esperienze che abbiamo vissuto ci hanno ispirato nuova musica e il desiderio di “fermare” questo momento nel tempo, realizzando appunto un album in cui coinvolgere alcuni amici, quasi a riprendere metaforicamente i rapporti sociali dopo questi anni travagliatissimi''.

Come vi siete conosciuti e quando avete deciso di formare questo trio? ''Io (Luca Falomi) e Riccardo Barbera ci conosciamo e suoniamo insieme da 15 anni e abbiamo dato vita al progetto Esperanto nel 2012 insieme al percussionista Marco Fadda. La formazione poi ha avuto alcuni cambi di assetto, fino a quando nel 2017, in occasione dell’International Jazz Day abbiamo incontrato Rodolfo Cervetto, con cui è stato amore al primo istante e da quel momento il progetto è davvero partito con grande entusiasmo''.

La vostra matrice comune è il jazz ma la vostra proposta artistica valica il genere. Come nasce il vostro sound? Quali le ispirazioni maggiori? ''Io e Riccardo abbiamo fatto percorsi simili, affrontando in parallelo lo studio della musica classica e del jazz. Personalmente credo che entrambe le tipologie di studio musicale siano molto importanti. La musica classica insegna a lavorare sui dettagli, curare suono, tecnica, interpretazione, lettura. Il jazz allarga gli orizzonti all’improvvisazione e allo studio dell’armonia e di un altro tipo di vocabolario. Tutti e tre poi abbiamo praticato per passione o per mera pecunia (!) generi musicali diversi, nel nostro percorso. Questo ci ha portati ad affinare i nostri gusti e a cercare concretamente una nostra cifra stilistica, un nostro approccio e un nostro vocabolario, che va a includere le tante sfaccettature che ha la musica che amiamo. Nella musica di Esperanto si trova il jazz, la world music, l’africa, i caraibi, anche l’oriente passando per la musica d’avanguardia''.

Tornando a "Voices", esiste un filo conduttore che unisce queste nove composizioni? Se sì, quale? ''Il filo conduttore probabilmente siamo noi stessi, ciò che abbiamo vissuto negli ultimi anni, i nostri rapporti sociali e umani, i nostri sogni e le nostre delusioni. C’è tutto in ''Voices'', e anche il fortissimo desiderio di riprendere a far musica insieme senza limitazioni di qualsiasi sorta''.

A noi è sembrato un disco molto attuale, nel quale anime diverse danno vita ad un intento comune. Potremmo definirlo un disco inclusivo in termini non solo musicali ma anche umani. La vedete così anche voi? ''La musica secondo noi è condivisione. Bisogna mettersi in gioco e portare alla luce sé stessi. Il jazz poi è l’esempio per eccellenza di interazione tra esseri umani: senza l’interplay e il groove la musica non ha anima. “Voices” è un album molto inclusivo. Abbiamo coinvolto tanti amici che con le loro voci e i loro strumenti hanno ampliato la nostra tavolozza di colori. Registrare insieme a loro è stato bellissimo. E poi l’utilizzo della voce vuole anche avvicinare la nostra musica a chi ci ascolta, creando connessioni ancora più profonde. Aggiungiamo a questo il concetto di multiculturalità su cui si basa ciò che facciamo artisticamente''.

Avete in previsione un tour? Se sì, dove e quando? ''Il 26 Marzo abbiamo presentato in anteprima ''Voices'' al Teatro Modena di Genova. Il 19 maggio saremo a Bolzano e poi tra giugno e settembre ci sarà molta carne al fuoco in tutta Italia. Appena il calendario sarà confermato verrà pubblicato ufficialmente sul nostro sito web www.esperantoproject.com e sulle nostre pagine social. Sarà anche possibile sostenere Esperanto tramite una campagna di fundraising che durerà fino al 30 aprile sulla piattaforma Gofundme, che dà la possibilità a chi ci segue di partecipare a eventi molto particolari e differenti, come ad esempio il concerto al buio che faremo a ottobre! https://gofund.me/d8a8c8e4''.