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20/06/2023   MICHELE FAZIO WORLD TRIO
  ''Questo disco dal punto di vista creativo ha lasciato spazi ampi alla nostra immaginazione...''

Ciao Michele e bentornato sulle nostre pagine. Non parliamo di te e con te dalla release di "Crossover". Come stai e cosa è successo in questo lasso di tempo? ''Io sto bene ed e’ sempre un piacere essere intervistato da voi. Ritengo che questo nuovo progetto sia stato realizzato davvero in stretta collaborazione tra me, Aska e Carlos. Quando hai due artisti come loro puoi davvero cercare di andare oltre. Nell’album c’è un ospite di rilievo come Fausto Beccalossi che suona in tre brani. Lui per me è stata una grande scoperta e lui mi ha donato la sua arte. Insomma mi ritengo fortunato''.

La novità più interessante è la nascita di questo World Trio. Quindi, quando è nata l'idea e quando si è concretizzato il progetto? Sappiamo che c'è stato lo zampino di Mario Caccia... ''L’idea è nata spontaneamente. Nel mio disco precedente Aska aveva suonato un brano con me al pianoforte, che si chiama “Cerchi d’acqua”. Quando e’ stato pubblicato il video di ''Cerchi d’acqua'' il direttore artistico Gianluigi Treviso del festival internazionale d’avanguardia “Time Zones”a Bari, mi chiamo’ e mi propose di fare un concerto con Aska. Ma in virtù di questa proposta che avevo avuto il mio discografico Mario Caccia mi propose di provare a farlo diventare un progetto internazionale coinvolgendo anche Carlos. Prima di fare quel festival Mario riuscì a farci fare due concerti. In quell’occasione capimmo che c’era una forte affinità tra di noi e che avremmo dovuto scrivere un disco insieme. E così è stato''.

"Infinity" è il figlio di questa unione artistica. Ci parli di questo disco? Come è avvenuto il processo creativo, ma anche produttivo, tra te, Aska e Carlos? ''Questo disco dal punto di vista creativo ha lasciato spazi ampi alla nostra immaginazione. Aska non vive in Italia e Carlos in alcuni periodi dell’anno e’ in Italia. Per cui Io e lui abbiamo costruito insieme il canovaccio di questo album mentre Aska collaborava da St.Louis negli Stati Uniti dove lei vive. La nostra intenzione e in qualche modo anche il mio sogno è stata quella di riuscire a mescolare davvero la cultura argentina, quella asiatica e quella mediterranea. Poi Aska è venuta in Italia, ci siamo ritrovati e dopo alcuni giorni di prove siamo andati in questo studio meraviglioso dove ho già registrato i miei due precedenti dischi.Quando sei all’Artesuono recording studios e hai un ingegnere del suono come Stefano Amerio hai la possibilità di spingere la tua creatività al di là di quello che immagini. Poi ci ha raggiunto Fausto Beccalossi che ha suonato tre pezzi dell’album e sembra suonassimo da anni insieme''.

La cosa interessante è che "Infinity" può essere considerato un lavoro senza barriere, che unisce ideologicamente, ma anche nella pratica, nazioni diverse, continenti diversi. Un messaggio importante in questo 2023. Che ne pensi tu? ''Quando ho dato il nome a questo album volevo evidenziare proprio questo aspetto, la musica senza confini e senza limiti. Io credo sempre di più che sia necessario per l’evolversi dell’umanità mescolare le culture e avere curiosità degli altri e delle loro diversità. In un momento storico in cui si cerca di tornare a vivere nei propri orti e delimitarsi, credo che quelli che invece preferiscono gli spazi più aperti debbano dirlo. Proprio perché credo siano in molti a pensarla come me''.

Avete già in programma un tour per presentare "Infinity" al vostro pubblico? ''Presenteremo il disco tra fine giugno e metà luglio a Pavia per il festival della musica, a Treviglio, a Caserta per il festival mediterraneo e faremo due concerti per il Festival JazzAltro nella zona di Varese. Ma sono previsti per novembre altri concerti di presentazione in Italia e soprattutto un mini tour nella mia Puglia''.