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27/06/2023   BAKIVO
  ''Crediamo sia importante riuscire a fermarsi, quotidianamente, e stare un momento in ascolto profondo dei nostri sentimenti e di quelli altrui...''

Benvenuti Bakivo, ''Appunti di Viaggio'' è il titolo del vostro nuovo album, chi ha scelto questo nome e perché? ''Le nostre canzoni raccontano sentimenti, emozioni, sogni, illusioni, attimi di vita quotidiana, come fossero pagine di un diario di bordo delle nostre vite, finora vissute. “Appunti di viaggio” è, prima di tutto, il titolo della traccia che chiude il nostro diario, facendo un po’ il punto della situazione di questo percorso comune, con il suo testo delicatamente riflessivo, in cui ci rispecchiamo molto tutti e tre. Così, ci è sembrato potesse anche essere il titolo adatto per l’intero album. Ad aprire e a chiudere il percorso. Come a creare un ideale cerchio della vita in cui si avvicendano amori inibiti ("Silenziosamente"), passionali ("Tormentami"), ricerca della felicità ("La mia piccola Saudade" e "Ovunque altrove"), spensieratezza ("Io con tre" e "One day for You and Me"), malinconia e profondità ("Ferragosto" e "Appunti di viaggio")''.

Il comunicato stampa introduce il vostro progetto con la frase: “Cerca la bellezza nelle cose di ogni giorno. Fermati un attimo. Ascoltati. Percorri la strada dei sentimenti, e guardali con leggerezza e un pizzico di ironia. Tu sei me e io sono te. Liberi di esere noi stessi, anime belle in connessione profonda”, che significato hanno queste parole per voi? ''Abbiamo riflettuto molto su quello che vogliamo trasmettere a chi ci ascolta e di cui vogliamo parlare attraverso la nostra musica. Bellezza, leggerezza, ironia, sono parole che per tutti e tre hanno un valore grande. Nella società in cui viviamo, così caotica, frenetica, stressata, spesso è difficile trovarle e riconoscerle in sé, negli altri e nelle piccole cose di ogni giorno. Crediamo sia importante riuscire a fermarsi, quotidianamente, e stare un momento in ascolto profondo dei nostri sentimenti e di quelli altrui, per accorgerci che sono lì, davanti ai nostri occhi. Dobbiamo solo accoglierli. E, forse, sarà più semplice ri-trovarsi anime affini, in connessione. È un passetto verso la serenità''.

Bakivo è un trio formato da Luca Cremonini, Sara D’Angelo e Pedro Judkowkski in quali circostanze vi siete conosciuti? (risponde Sara) ''Ero andata ad ascoltare un live in un piccolo locale a Bologna. Pedro era al contrabasso. Mi piacquero moltissimo. Alla fine del loro concerto, il gruppo lasciò a disposizione la strumentazione per dare il via ad una jam session. Mia sorella, anche lei musicista, mi chiese di andare con lei a cantare uno dei suoi pezzi. E così Pedro mi sentì in quella occasione. Qualche giorno dopo mi arrivò una sua telefonata – Bologna è una città piccola e non è difficile rintracciare qualcuno. Mi proponeva di mettere su un trio di cover Jazz e Bossanova, assieme ad un bravo chitarrista, Luca, che poi era un suo parente acquisito. Qualche sera dopo, ci incontrammo, per conoscerci e suonare insieme, in un garage fuori Bologna, come nella migliore tradizione delle più sgangherate band, insomma!''.

Prima dei Bakivo c’erano i Four Seasons Trio quali sono le differenze e le affinità con il progetto precedente? ''Negli anni si è consolidata tra noi sia l'amicizia che l'intesa artistica e professionale. Abbiamo cominciato a sentire la necessità di partire da noi, di raccontare storie e vissuti nostri, ricercando un sound più innovativo con cui proporci ad un pubblico più vasto, conciliando leggerezza e raffinatezza''.

Vi va di suggerire ai nostri lettori l’ascolto di tre brani, estratti da ''Appunti di Viaggio'', e argomentare la proposta? ''Questa è una domanda molto difficile. Siamo molto affezionati a tutti i nostri pezzi, per un motivo o per un altro. È un po’ come chiedere alla mamma chi è il suo figlio preferito. Però forse, dovendo sceglierne solo tre… “La mia piccola saudade”, che è anche il singolo che ha preceduto l’uscita dell’album, perché è un po’ una sintesi fresca e leggera di chi siamo stati e di chi siamo. “Tormentami”, che è forse il pezzo più innovativo del nostro sound, che ci ha messo parecchio in crisi in sede di scrittura e registrazione. E, naturalmente, “Appunti di viaggio”, che è senz’altro il brano più intimo e riflessivo dell’album''.

Un sogno che vi piacerebbe realizzare con il progetto Bakivo? ''La risposta breve sarebbe: Sbaragliare i silenzi! Quella lunga, per sviluppare un po’ meglio il concetto che vogliamo intendere… Ci piacerebbe riuscire ad arrivare nel profondo con la nostra musica. Smuovere qualcosa, dentro i cuori e le menti di chi ci ascolta. Insomma, riuscire a lasciare un segno. Con lo scopo di essere promotori di bellezza, leggerezza, ironia e ascolto dei sentimenti, come dicevamo prima. Senza perdere in qualità e raffinatezza compositiva ed esecutiva. Magari anche raggiungendo una platea più vasta e più giovane di quella che ci ha seguiti come Four Seasons''.

Progetti per il futuro? ''Stiamo lavorando ad un piccolo tour Bakivo, non solo in Italia, ma per ora non possiamo svelarvi di più. E, naturalmente, stiamo già lavorando a nuove composizioni!''.