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''Far respirare la musica e dare luce all’immaginazione e ai pensieri di chi ascolta...''

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12/03/2026   MALIATHEBAND
  ''Far respirare la musica e dare luce all’immaginazione e ai pensieri di chi ascolta...''

Sempre più spesso inciampiamo dentro le nuove produzioni che scelgono la via del rock “antico”, epico e di pareti crossover e distorsioni rudi e severe. Nonostante questo, il nuovo singolo dei MalìaTheBand dal titolo “Esisti” sembra accomodarsi dentro soluzioni anche morbide e ben mantecate dentro melodie “pop” convincenti… complice anche il taglio di voce che si presta molto a questo tipo di vestizione. Una scrittura nuova che parla di guerra, di infanzia negata e di futuro… l’uomo prima ancora delle macchine e del suono.

Passano generazioni e tempi, purtroppo le guerre non passano mai. Ma è come se oggi se ne avesse una comunicazione diversa… vero? ''In realtà credo che oggi dovremmo avere una consapevolezza diversa, perché la storia dovrebbe insegnarci qualcosa. Le guerre mondiali, per esempio, le abbiamo capite davvero solo dopo: quando abbiamo visto cosa avevano lasciato dietro, il dolore, le vite distrutte, le generazioni segnate. Oggi però è diverso, perché tutto accade davanti ai nostri occhi. Durante le guerre mondiali le notizie arrivavano soprattutto dalla radio e spesso con ore di ritardo. Adesso invece vediamo tutto in tempo reale: immagini, video, storie di persone. Sappiamo perfettamente quanto una guerra possa essere brutale. Ed è proprio questo che fa ancora più riflettere: se vediamo tutto così chiaramente, perché continuiamo a ripetere gli stessi errori? In fondo è anche da questa domanda che nasce “Esisti”''.

Il vostro rock ha quel sapore di speranza, non so bene come spiegarlo… ha sospensioni e aperture di suono che mi restituiscono luce. Ha senso per voi? ''Sì, ha molto senso, e ci fa davvero piacere che tu abbia colto questo aspetto. Per noi le sospensioni sono momenti in cui la musica lascia spazio alla mente, quasi come se si aprisse uno spazio in cui ognuno può immaginare e pensare liberamente. Le aperture, invece, servono proprio a espandere quella sensazione, a far respirare la musica e a dare luce all’immaginazione e ai pensieri di chi ascolta''.

Un brano come “Esisti” che tipo di urgenza soddisfa? Un bisogno che arriva da…? ''L’urgenza nasce dal bisogno di dire basta a tutte le assurdità che ancora accadono nel XXI secolo. Allo stesso tempo nasce anche dalla sensazione di impotenza che spesso si prova davanti a certe cose. Non possiamo fermarle direttamente, ma possiamo almeno dirlo al mondo a modo nostro, attraverso la musica''.

Un rock che attinge molto dagli anni ’90… che rapporto c’è con questo tempo, con quel suono e con quei dischi? ''È il rock con cui siamo cresciuti. Le canzoni che passavano alla radio, le prime musicassette comprate, quelle che ascoltavi fino a consumarle. Poi crescendo abbiamo scoperto anche il rock degli anni ’70 e ’80 e ci siamo innamorati ancora di più di quel mondo. Quel suono aveva qualcosa di molto vero, quasi fisico. Era fatto di strumenti suonati davvero, amplificatori, suoni anche sporchi ma vivi. Nei dischi si sentiva la passione, si capiva che la musica veniva prima di tutto. È quello spirito che ci portiamo dietro nella vita e anche nella nostra musica''.