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''Il bisogno di attraversare il presente senza smettere di cercare un senso e una direzione...''

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12/03/2026   DOSONLIRI
  ''Il bisogno di attraversare il presente senza smettere di cercare un senso e una direzione...''

Nel percorso di una band, ci sono brani che funzionano come tappe naturali e altri che sembrano arrivare per fissare con maggiore chiarezza un’identità. “Iena”, il nuovo singolo dei Dosonliri, appartiene probabilmente alla seconda categoria. Il trio laziale torna con una canzone che mette al centro immediatezza e impatto, scegliendo una forma diretta e compatta per raccontare una storia che parla di marginalità, resistenza e identità. Il brano nasce attorno a un riff insistente che ne definisce subito il carattere. La struttura procede senza deviazioni, sostenuta da una ritmica serrata e da un uso delle chitarre che privilegia l’essenzialità rispetto alla stratificazione. È un linguaggio che richiama apertamente una certa tradizione alternative e punk, ma che i Dosonliri utilizzano in modo personale, senza indulgere nella semplice citazione. L’obiettivo sembra piuttosto quello di mantenere una tensione costante, costruendo una canzone capace di colpire con immediatezza ma anche di lasciare spazio a una lettura più ampia del testo. Il punto di partenza narrativo è la figura della iena, animale che nell’immaginario collettivo occupa spesso una posizione secondaria rispetto ai grandi predatori. È proprio questa collocazione a rendere l’immagine interessante per la band. La iena diventa infatti una metafora di chi resta ai margini, di chi non rientra nei modelli dominanti ma continua comunque a muoversi, a resistere e a trovare il proprio spazio. Non è un simbolo eroico né romantico: è una presenza scomoda, notturna, abituata a vivere nel branco e a difendersi da un ambiente che la guarda con sospetto. All’interno della canzone questa immagine si trasforma in un racconto che parla di atteggiamenti molto umani. Il sorriso della iena, spesso interpretato come un ghigno, diventa una sorta di maschera: un modo per proteggersi, per affrontare la quotidianità senza mostrare apertamente fragilità o fatica. È un dettaglio che aggiunge profondità alla metafora e che contribuisce a rendere il brano più stratificato di quanto la sua forma immediata possa suggerire.

''Iena'' è un brano che colpisce per immediatezza e tensione. Che tipo di reazione volevate suscitare nell’ascoltatore fin dal primo ascolto? ''L’idea era creare una canzone che fosse molto d’impatto, per questo abbiamo scelto di iniziare con le parole “puoi chiamarmi iena”. Da subito volevamo un’immagine che fosse graffiante come la musica. Non volevamo che ci fosse il tempo per entrare nella canzone, nell’atmosfera, doveva colpire subito''.

Il videoclip vede una presenza attoriale molto forte. Che cosa ha portato Arianna Bonardi alla storia che volevate raccontare? ''Quando abbiamo iniziato a elaborare l’idea del video, abbiamo pensato fin da subito di inserire un personaggio femminile e, per quel ruolo, l’unica scelta possibile è stata Arianna Bonardi. È stata importantissima per la realizzazione del video, non solo per le sue abilità attoriali, ma anche perché ha avuto un ruolo fondamentale nella direzione del cast in scena, aiutandoci molto a rendere credibili le scene e le sensazioni che volevamo trasmettere attraverso le immagini. Narrativamente parlando il suo personaggio era il punto chiave della storia, era importante che in una specifica sequenza uscisse con molta forza nell’inquadratura ed è stata eccezionale''.

Nel testo si parla di sopravvivenza e di resistenza quotidiana. Quanto questi temi riflettono il vostro sguardo sul presente? ''Pensiamo che questi temi riflettano profondamente il tempo che stiamo vivendo. La sopravvivenza e la resistenza quotidiana non sono solo metafore, ma una condizione reale e diffusa nella società di oggi. In un certo senso, stiamo tutti cercando di resistere: alle difficoltà economiche, alle pressioni sociali, al senso di non sentirsi perfettamente incasellati in un sistema che spesso lascia poco spazio alle fragilità. Tutto questo dentro una realtà complessa, instabile e in perenne conflitto, in cui anche il semplice stare insieme sembra diventato più difficile. Per questo, a volte, immaginare il futuro con serenità è complicato. La canzone nasce proprio da questa consapevolezza: dal bisogno di attraversare il presente senza smettere di cercare un senso e una direzione''.

La vostra scrittura alterna ironia e durezza. Come trovate l’equilibrio tra questi due registri? ''Non sappiamo se riusciamo a trovare un vero e proprio equilibrio, ma sicuramente una cosa che ci ha sempre contraddistinto, sia nella scrittura che nell’immaginario visivo, è il cercare di trovare degli elementi contrastanti e di giocarci con ironia. Di base non ci prendiamo mai troppo sul serio e questo si rispecchia anche come persone. Siamo “sovversivi ma con il sorriso”''.

Guardando alla scena alternative laziale, che spazio pensate possa occupare un brano come Iena? ''Solitamente non ci poniamo la domanda rispetto al nostro posizionamento nella scena alternative laziale, riconoscendo comunque la nostra inclinazione all’indie-rock. Sentiamo molto spesso parlare di crisi musicale, soprattutto nella scena rock indipendente ma, ogni volta che abbiamo condiviso il palco con altre band della scena abbiamo scoperto tante realtà differenti che meritano sicuramente grande attenzione. L’underground musicale laziale e – azzardiamo - italiano in generale, è più vivo che mai e sopravvive e resiste, proprio come la Iena!''.