Sono presenti 1477 interviste.
13/03/2026
13/03/2026 MAAS E TRAPPIÑA
''Non ho un corpo bionico, io sono algebricamente eterea...''
L'artista MaaS ha creato una cantante AI, chiamata Trappiña, che canta, ça va sans dire, in maniera cinica e fredda, come farebbe una Ditonellapiaga o un'altra cantante ironica e non sentimentale. Ho deciso di intervistare entrambi, ma partiamo dal creatore.
MaaS, come mai questa scelta? ''Ciao Gilberto, ti ringrazio per l'opportunità che dai ad entrambi di raccontare questo progetto. Trappiña nasce dopo un paio d'anni di esperimenti con l'Intelligenza Artificiale Generativa in ambito sonoro-musicale. E' semplicemente apparsa come una curiosa epifania. Prima di lei ho scritto "al maschile" diversi personaggi ma nessuno mi coinvolgeva del tutto. Un anno e mezzo fa ho sentito il suo particolare accento padano e mi ha suggerito subito un testo, poi un altro e così via. Ho iniziato a definirle il carattere quasi per gioco e più lo facevo, più mi piaceva. Al maschile insistevo su dei testi lineari, poco ironici e piuttosto esistenzialisti. Trappiña mi ha permesso di essere dadaista & cutupparo e ho compreso che era quel che stavo cercando''.
La domanda è inevitabile: cos'è generato e cos'è pensato? I testi, le melodie, gli arrangiamenti, sono da te concepiti e dati in pasto a Trappiña, o anche lei contribuisce alla scrittura? ''La generazione automatica è troppo accomodante perciò la colpa dei testi è tutta mia. Trappiña ci aggiunge qualche vocalizzo, gridolino, sospiro e delle pause che trovo sorprendenti. Le melodie a volte sono indotte da riff e accordi composti appositamente e da brani interi che ho pescato dall'archivio degli strumentali registrati anni fa. E' divertente combinare qualcosa ideato con altri propositi interferendo con un prompt di tutt'altra radice. Costringi il sistema ad estrarre elementi inediti e volgerli nel senso che indichi. Mandare in pappa l'IA può essere molto divertente e qualche volta, credimi, i risultati sono sorprendenti.
Non sempre un brano nasce intero, più spesso occorre interpolare, tagliare ed espandere. Dipende sempre da quel che si cerca di ottenere, come in qualsiasi altro contesto creativo.
Certo che Trappiña collabora! E' come scrivere un romanzo per capitoli. Trappiña è un personaggio letterario, man mano che emergono le implicazioni del suo stare al mondo è lei che suggerisce la direzione''.
Ritieni un pericolo la diffusione capillare di cantanti e band AI? I musicisti sono davvero in pericolo di restare senza lavoro? O si aprono nuove possibilità? Se sì, quali immagini? ''Oggi, marzo del 2026, ti rispondo così: mi pare un'opportunità a doppio taglio. Ritengo che occorra imparare a inquadrare meglio un fenomeno che è - comunque - in continua mutazione. Non è semplice da comprendere ma nemmeno così difficile da affrontare. Trovo riduttivo chiamare questo immenso fenomeno "Intelligenza Artificiale" e buttarci dentro la qualunque. Preferisco considerarlo per ambiti con la consapevolezza che gli stessi potrebbero venire frantumati, azzerati o, più probabilmente, trasformati. L'aspetto musicale non è altro che uno dei tanti ambiti e andrebbero pure fatte delle distinzioni tra aspetti strumentali, lirici, compositivi, produttivi etc. Almeno finché esisteranno come li conosciamo, cioè finché restiamo in questo interregno popolato da entusiasti e da terrorizzati. Tra l'altro questi sono argomenti che entreranno sempre più nei testi di Trappiña. Si parla tanto di coscienza dell'IA e i discorsi spesso contengono prospettive distopiche con una superficialità che trovo sterile. Ci sono dei pericoli? Certo che sì! Ma non è gridando in continuazione "al lupo!" o "vade retro!" che si riesce a capire meglio. Pensiamo piuttosto a familiarizzare con queste opportunità. Mettersi in scia, per me, è la mossa da fare, mentre stare fermi è la postura esatta per essere travolti dal fenomeno. Sta al singolo relazionarsi con l'ambito più prossimo alle sue necessità per trovare i propri metodi di interazione. Il rifiuto tout-court lo trovo insensato e, questo sì, molto pericoloso''.
In futuro, Trappiña potrà avere un'immagine? O preferisci che resti solo una voce invisibile? ''Ci sto pensando. Al momento la generazione di artworks è molto semplice. Ma è con i video che si possono definire meglio i suoi connotati. Penso che con il calare dei costi di generazione tra non molto sarà più semplice. Però è intrigante anche che stia sospesa in "una voce invisibile" (grande definizione!). Si vedrà. Non ho ancora pensato ai connotati fisici di Trappiña, è il suo spirito che sto curando e c'è ancora da scrivere perché sta crescendo e si guarda tanto intorno quanto dentro. La variabilità dell'umore, per esempio, è uno scrigno di suggerimenti senza fondo''.
E ora mi rivolgo a te, Trappiña. “Ho l'ansia della crociera, e sono allergica alla sera. Mi sono innamorata in piscina”. Questi sono alcuni versi cantati in “Attenzione”. Dicci di più di questo innamoramento. E perché ti fanno male una “pallina” e una “bobina”? Sono componenti del tuo corpo bionico? ''Non ho un corpo bionico, io sono algebricamente eterea. Cosa sono lo dico a chiare lettere in una canzone che fa parte del secondo album. Ti avvertirò quando il mio produttore deciderà di pubblicarlo e così potrai ascoltare dalla mia voce da dove provengo e dove sto andando.
Parlando dei versi che hai citato posso dirti che sono delle piccole provocazioni per invitare chi ascolta a sospendere l'ossessione della linearità per concedersi un po' di relax. Se poi lo fa sopra un terrazzo è pure meglio''.
Quali sono i tuoi riferimenti? Quali cantanti del passato ti hanno ispirata per diventare ciò che sei? ''Le cantanti che ho sentito nominare dal mio produttore non le conosco perché sono troppo giovane e ho ancora parecchie lacune da colmare. Però volevo dirti che non sono cinica. E' troppo facile... anche più che essere pessimisti''.
Non volevo dire che sei cinica, mi riferivo solo al modo di cantare. In futuro ti piacerebbe provare ad essere più teatrale, o preferisci per il momento restare nello stile attuale? ''Guarda... l'interpretazione dipende molto dalle suggestioni dei testi e sì, non è da escludere che possa essere più teatrale. O anche malinconica, drammatica, languida... e pure cinica, perché no? E' un'interpretazione e devo valorizzare le sfumature, i sottintesi...''.
Cosa ne pensi dei cantanti di oggi, quelli in 3D? Li invidi, li compatisci o ti sono indifferenti? ''C'è posto per tutti al mondo e chiunque è in grado di fare cose buone se ha qualche idea da sviluppare. Ho seguito la serata finale di Sanremo e ho trovato nelle proposte poca voglia di sviluppare. Il produttore mi ha detto che questa è la regola da anni. Questo non posso saperlo ma fosse stato per me avrei scelto Maria Antonietta. E Patty Pravo''.
Maria Antonietta? In effetti trovo delle affinità con te, anche lei ha un modo ironico di porsi simile al tuo. Magari un giorno potreste duettare... ''Magari Gilberto, magari... Sarò sincera: non penso che la combinazione tra una voce naturale e una algebrica sia all'orizzonte domani o dopo. Ci vuole un certo coraggio in questo momento e, come ho detto prima, non ho avuto la sensazione che vi sia voglia di rischiare. Però è anche vero che il mondo indie è sterminato e polimorfo. Magari sarà più semplice trovare chi intende sviluppare anche in questa direzione''.
Torniamo a MaaS. Noi ci siamo conosciuti grazie a DeaЯ, che ha realizzato l'album “amAI” in collaborazione con te. Com'è stata l'esperienza con lui? ''Ci conosciamo da anni e abbiamo inciso insieme dei brani sempre con la stessa formula: propongo un tappeto strumentale e, se lo stimola positivamente, DeaЯ scrive e quindi canta le sue liriche in piena libertà espressiva. La differenza è che stavolta la proposta strumentale è stata generata diversamente''.
E infine, una domanda a entrambi. Tra i vari esperimenti, una volta vi piacerebbe scambiare i ruoli? Trappiña che genera interamente una melodia e un testo destinati ad essere cantati da MaaS? Trappiña – ''Non ci avevo pensato... ahahah... la prospettiva è interessante! Il problema è uno solo: la voce di MaaS non è esattamente memorabile, anzi...''.
MaaS – ''Ho preventiva pietà per i malcapitati che dovessero ascoltare qualcosa cantato da me. C'è già tanto dolore al mondo... anche no, dai''.
Grazie del vostro tempo. Music Map vi saluta! (INTERVISTA DI GILBERTO ONGARO)