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05/10/2023   DEATH MANTRA FOR LAZARUS
  ''Il nostro è un processo estremamente libero, a 360 gradi...''

Dopo 12 anni di silenzio tornano i Death Mantra for Lazarus con l’album omonimo, pubblicato dall’etichetta indipendente Vina Records, distribuito da Believe. Da qualche settimana è, inoltre, disponibile il formato vinile, distribuito in Europa da Desslab. Un lavoro nato a cavallo della pandemia quando la band si riunisce, dopo una lunga pausa, e porta a termine la lavorazione delle sette tracce, contenute in ''Death Mantra for Lazarus'', dove trovano spazio anche collaboratori esterni come Jester At Work, cantautore abruzzese e voce degli Hey Scenario, la violinista Valeria Vadini e il polistrumentista Francesco Di Giandomenico. Li abbiamo incontrati e gli abbiamo fatto qualche domanda su questo nuovo lavoro.

Il cd omonimo dei Death Mantra for Lazarus colpisce, per la sua copertina, ancor prima di ascoltare le tracce… L’artwork è di Millo, artista di fama mondiale, come è nata questa collaborazione? ''Siamo particolarmente orgogliosi di questa collaborazione. Millo è un artista incredibile ed è riuscito a rappresentare a pieno il messaggio espresso del nostro album. C’è un ottimo rapporto di amicizia ormai decennale, ma la nostra collaborazione è iniziata con il nostro primo lavoro (''MU'', 2010) dove ha curato dei live painting proiettati durante i concerti ma soprattutto ha realizzato il video musicale di BEATRICE con il quale ha avuto diversi riconoscimenti''.

Sono passati circa dodici anni dal vostro precedente lavoro, c’è una ragione alla base di questa lunga pausa? ''I Death Mantra for Lazarus sono nati come un side project, in quanto ognuno di noi suonava in altre band quali Santo Niente, Zippo, MILF, Oslo Tapes. Una volta realizzato il primo album e finita l’attività live che ne è conseguita, abbiamo ripreso i nostri percorsi artistici principali. Dopo circa 12 anni abbiamo sentito il bisogno di comunicare i sentimenti e le esperienze passate in tutto quel lasso di tempo e, soprattutto ,di riaffrontare il progetto come unico impegno musicale''.

Come avviene il processo compositivo in seno ai Death Mantra for Lazarus? ''Ogni idea può nascere in qualsiasi momento da qualsiasi componente. E’ un processo estremamente libero, a 360 gradi''.

E’ disponibile da qualche mese la versione vinile di ''Death Mantra for Lazarus'' che, tra l’altro, ha una distribuzione europea, siete anche voi, come molti, affezionati al supporto fisico? ''Abbiamo scelto di stampare esclusivamente vinili sia per un fatto qualitativo sia per dare la giusta importanza all’artwork realizzato da MILLO. Un disco che oltre ad essere ascoltato può essere esposto. La distribuzione europea è affidata a DESSLAB''.

Come avete scelto i musicisti che hanno collaborato all’album? ''Jester at Work, Giulia Flacco, Valeria Vadini e Francesco Di Giandomenico sono tutti musicisti, talenti nonché amici della nostra zona. Sono collaborazioni ed idee nate spontaneamente, magari dopo una chiacchierata davanti ad una birra piuttosto che durante alcuni concerti. Siamo davvero orgogliosi ed onorati che abbiano scelto di far parte del progetto''.

Quali sono le band che vi hanno influenzato? ''Abbiamo un range di ascolti davvero vasto. Diciamo che ognuno di noi è stato influenzato da diversi percorsi artistici, ma il risultato finale riversato nei Death Mantra for Lazarus potrebbe avvicinarsi a band come Explosions in the Sky, Mogway, Radiohead, Slint ecc... un mix di Post rock, Shoegaze e Prog''.

Progetti futuri? ''Sicuramente continueremo a promuovere il disco tramite la nostra etichetta VINA RECORDS ed il nostro ufficio stampa SOLLEVANTE, cercando di intensificare la nostra attività live. Sicuramente ci stimolerebbe entrare a far parte nel mondo delle soundtrack. Mai dire mai!''.

Grazie Death Mantra for Lazarus... ''Grazie a voi e, mi raccomando, seguiteci sui nostri social Instagram e Facebook!''.