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17/11/2023   DORIAH
  ''Ci ritroviamo ad affrontare un mondo in cui non abbiamo nessuna certezza, che sia economica, lavorativa, sentimentale...''

Fuori da venerdì 10 novembre "Canzoni Secsi", album di debutto di Doriah, autore e produttore siciliano trapiantato a Bologna. Sospese tra cantautorato classico e (post)post-moderno, le sue canzoni, spesso dissacranti e surreali, sanno anche essere insospettabilmente romantiche e, a loro modo, indubbiamente "pop". Immerse in un mare fluttuante di sintetizzatori, oscillando tra riferimenti più disparati (da Lucio Dalla ai CCCP, dalla trap alla techno commerciale anni ’90) e in costante bilico tra iconografia e iconoclastia (da Hemingway a Sartre, da Maradona a Gesù Cristo, da PornHub a Non è la Rai), queste dieci “Canzoni Secsi” non sono altro che, nelle parole dell’autore, “un modo di affrontare le incertezze e le angosce del nostro tempo, senza la presunzione di ottenere risposte ma con la possibilità di porsi ancora delle domande”. Le categorie di ricco e povero, alto e basso si fondono senza soluzione di continuità dando vita a scenari ambigui e volutamente paradossali, in un approccio bizzarro, selvaggio, ondivago e irrefrenabile. Non esistono soluzioni, nuovi valori da affermare o vecchi da restaurare: una volta constatato il vuoto valoriale dei nostri giorni, Doriah preferisce essere quello che “sta seduto in riva al fiume e gode dell'osservare l'acqua che scorre. Il caos è progresso”.

Perché ti definisci come “il gesto apotropaico che faresti se un dio ti dicesse che il senso della vita è che la vita non ha senso”? ''Mi sembrava un modo carino per dire di non prendermi troppo sul serio''.

Che cosa può raccontare “Canzoni Secsi” sulla nostra epoca? ''“Canzoni Secsi” parla un po’ di tutte le crisi, le incertezze e i dubbi che mi hanno accompagnato nel corso degli ultimi anni, diciamo dalla fine dell’università all’ingresso nel mondo del lavoro, con tutto quello che ci sta in mezzo. Parla un po’ di questo, credo che molte persone possano riconoscersi in questo tipo di problematiche, specialmente i 30enni che si ritrovano ad affrontare un mondo in cui non abbiamo nessuna certezza, che sia economica, lavorativa, sentimentale''.

Che cosa ascolti quando non sei impegnato nella creazione di un nuovo pezzo? ''Ascolto cose che mi rendono felice e che mi permettono di migliorare studiandoli. Per ora sto ascoltando dischi, secondo me, sublimi, scritti benissimo, prodotti benissimo, come l’ultimo dei Blur e ''Honky Dory'' di David Bowie''.

Che cosa possiamo aspettarci dal futuro di Doriah? ''Spero tanto di poter portare l’album dal vivo il più possibile, nel frattempo sto già lavorando a nuovo materiale''.