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06/09/2015   FRANCESCO DI FIORE
  'Tutta la mia musica è legata a immagini, vere o irreali che siano...'

Presentiamo il disco partendo dal progetto originario, ovvero il ‘video-concerto’ che hai realizzato con Valeria Di Matteo. Come nacque e come si sviluppò questa idea iniziale? ''Pianosequenza è il più recente tra i “videoconcerti” che da anni proponiamo al pubblico, da quando è nato questo sodalizio artistico con la videoartista Valeria Di Matteo. Tutto è cominciato nel 2007 con il mio lavoro ''Visioni'', per pianoforte ed elettronica con video. Successivamente è arrivato ''HGW'' e in seguito ''Visual Piano''. ''Pianosequenza'' è il più recente e conserva maggiore affinità con ''Visual Piano'', recital di pianoforte solo e visuals dove si alternano composizioni di epoca barocca e contemporanea. L’idea di ''Pianosequenza'' è nata quando ho pensato di proporre in concerto musiche originali per il cinema dove il pianoforte fosse però assoluto protagonista. Tutte composizioni originali per pianoforte solo, oppure in cui il pianoforte ha un ruolo predominante. Poi, la terminologia cinematografica ci ha offerto un titolo formidabile per questo progetto: è un po’ un gioco di parole ma contiene anche un suggerimento a un ascolto senza soluzione di continuità''. Dal live al disco: come mai hai pensato di immortalare questi brani su cd? ''È stato il produttore a propormi di realizzare il cd di ''Pianosequenza''. Aveva assistito ad un mio concerto in Olanda e conosciuto la mia attività artistica. Poi ha desiderato collaborare in un progetto discografico e ho volentieri accolto la sua proposta''. ''Pianosequenza'' inaugura la tua collaborazione con l’olandese Zefir Records: come ti trovi con questa etichetta? ''Zefir è un’etichetta che conoscevo da anni poiché molto attenta alla musica contemporanea. È un riferimento importante per gli appassionati del genere, soprattutto di una corrente precisa. Per me è un onore aver attirato l’attenzione di Jakko van der Heijden, produttore accorto e brillante ingegnere del suono. Considero un privilegio aver pubblicato con Zefir e mi auguro che la collaborazione possa continuare''. Glass, Nyman, Tiersen, Susman: con quale criterio hai selezionato questi artisti e le loro musiche per film? ''La scelta non è stata esclusivamente mia, ci siamo confrontati con il produttore e abbiamo trovato un compromesso tra le esigenze di catalogo e la mia idea del progetto. La scelta finale è caduta su autori, tutti viventi, che hanno fatto la storia della musica contemporanea e che sento molto vicini dal punto di vista del linguaggio. Non sono compositori esclusivamente votati alla produzione cinematografica ma che tuttavia hanno creato dei capolavori assoluti che resteranno nella storia del cinema. Ho grande familiarità con la loro musica e, fatta eccezione per Yann Tiersen, ho spesso eseguito in altri progetti loro opere scollegate dall’ambiente del cinema''. Tra i quattro prescelti, William Susman gode di minore fama in Europa ma ci sembra di capire che ha una visione musicale e artistica più affine alla tua. ''William Susman è un compositore fondamentale, una pietra miliare per la musica americana contemporanea di area postminimalista. È molto famoso in patria, un po’ meno in Europa. La sua produzione pianistica è di indiscusso rilievo, soprattutto la colossale raccolta ''Quiet Rhythms''. Ho avuto l’onore di eseguire per la prima volta in Europa una selezione tratta da quest’opera che, per importanza e valore sostanziale, non esito a paragonare al Clavicembalo ben Temperato di Bach. Anche per lui la produzione cinematografica viaggia un passo indietro rispetto ai suoi altri lavori tuttavia conserva ben delineate le caratteristiche del suo linguaggio più peculiare. Ciò non toglie che la sua musica per il cinema sia ugualmente ispirata e carica emotivamente''. Tra i vari brani presenti, tre appartengono alla tua colonna sonora per ''Ore diciotto in punto''. Per quale motivo li hai inseriti? ''Una buona porzione della mia attività artistica rappresenta la composizione ed avendo scritto anche musica per il cinema credo che aggiungerla in programma sia più che naturale. Eseguo solitamente la mia musica nei miei concerti e ho sempre notato quanto il pubblico apprezzi l’autore eseguire la propria musica''. Quando lavori a una colonna sonora solitamente in che modo procedi? ''Il primo passo consiste nella lettura della sceneggiatura. Il confronto e la discussione con il regista è il passo successivo. Dopodiché preferisco aspettare il girato, trovo molto più stimolante commentare musicalmente le immagini piuttosto che lasciarmi ispirare della sola lettura. È pur vero che può presentarsi l’esigenza di completare una parte del lavoro ancora in fase di ripresa, come è successo con ''Ore diciotto in punto'': uno dei temi fondamentali del film è nato durante le riprese poiché il protagonista, un pianista, eseguiva in una scena un brano riconoscibile della colonna sonora''. Il cinema influenza la tua composizione oppure ti senti più vicino a un’idea di musica “assoluta”, sciolta da elementi esterni? ''Il cinema influenza assolutamente la mia composizione. Addirittura tutta la mia musica è legata a immagini, vere o irreali che siano, non necessariamente dichiarate ma che comunque condizionano la mia musica. L’aspetto sinestetico è sempre stato presente nel mio lavoro e continua ad esserlo''. Qualche anno fa si parlò molto di te per la tua iniziativa ''Miniature''. Quali sono gli elementi comuni e quali le differenze da ''Pianosequenza''? ''Non ci sono di fatto elementi comuni tra i due progetti. ''Pianosequenza'' è un progetto performativo, un videoconcerto eseguito con Valeria Di Matteo che adesso è diventato un album. ''Miniature'' è un ciclo di composizioni che hanno impegnato solo l’aspetto creativo del mio lavoro''. ''Pianosequenza'' proseguirà il suo percorso di ‘video-concerto’? ''Naturalmente, lo eseguiremo ancora spesso. ''Pianosequenza'' è un “work in progress”, il programma continuerà sempre ad arricchirsi di nuove musiche e nuovi autori conservando ovviamente il proposito iniziale. Una recente acquisizione del programma (non presente nel cd) per esempio è un trittico tratto dalla colonna sonora del film ''Viaggio Segreto'' di Roberto Andò, un capolavoro del compositore Marco Betta, una Suite alla quale ho lavorato personalmente, con l’approvazione dell’autore, per la realizzazione della nuova vesta pianistica''.