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15/12/2023   I SEGRETI DI HANSEL
  ''L'importanza dell'evoluzione, dell'esperienza, dell'emergenza, dell'introspezione, del superamento dell'odio e dell'amore...''

Lo spazio interviste di oggi è appannaggio del quartetto toscano di I Segreti di Hansel, che ci parleranno del nuovo album “Tienimi ora” e di tanto altro.

I Segreti di Hansel è un nome che incuriosisce molto. Cosa vi ha colpito della favola dei fratelli Grimm (“Hansel & Gretel”) per chiamarvi così? ''Come abbiamo detto in altre occasioni, esistono piu' motivazioni per cui la band porta questo nome, uno di questi è perchè questa fiaba riflette i colori ed il linguaggio dei nostri brani, inoltre si fa portatrice delle vicissitudini della vita, ricordandoci l'importanza dell'evoluzione, dell'esperienza, dell'emergenza, dell'introspezione, del superamento dell'odio e dell'amore, "I Segreti di Hansel" vogliono raccontare questo attraverso il loro vissuto''.

Dopo “Atacama” del 2020, è la volta del secondo album “Tienimi ora”. A cosa si ispira il titolo? Forse, al fatto che ogni cosa che si fa e si vive va, comunque, conservata come preziosità di crescita? ''"Tienimi ora", ha un valore importante nel disco e fuori dal disco, in quanto tocca la tematica fondamentale dell'essere e dell'esserci molto presente nei nostri testi, e non possiamo non citare il prestito ed il legame con la decima e ultima traccia dell'album, dove il "Tienimi ora" è il il grido di passaggio tra il mondo terreno e la dimensione astrale. Su "Tienimi ora" (traccia) approfondiremo meglio in futuro la tragedia che si cela dietro questo brano. Ricongiungendoci alla seconda domanda, la crescita c'è, meglio vista come evoluzione o continuo cambiamento, che tutti in qualche modo e in qualche posto viviamo e conserviamo''.

Il detto “Non tutti i mali vengono per nuocere” sembra trovare una bella conferma nel fatto che il terribile lockdown abbia fatto sì d’intensificare i vostri rapporti con Dome La Muerte, e far nascere, cosi, l’idea di co-produrre l’album. Quali sono state le direttive più illuminanti che vi ha fornito lo storico chitarrista dei Not Moving? ''Domenico per noi e’ un esempio di umanità, che tanti dovrebbero conoscere, a noi è toccata inoltre la fortuna di poterci confrontare artisticamente, e’ il 5° componente ad honorem della band. Lavorare con lui, dividerci il palco, è qualcosa di assolutamente naturale, grazie alla sua semplicità e alla sua lunga esperienza. Durante la pandemia abbiamo raccolto qualcosa di molto positivo per una strana coincidenza di fatti e per un’attrazione di forze maggiori''.

Senza affibbiare etichette alla vostra musica, che (tra l’altro) so che non amate, possiamo semplicemente dire che il vostro sound sia un ideale ponte tra il rock anni ’90 ed un cantautorato attualizzato? ''Non le odiamo neppure, il fatto è che non ci siamo mai posti cosa saremmo stati, lasciandoci così la massima libertà espressiva. Sappiamo che i nostri brani possono avere colori, suoni, dinamiche e tematiche analoghe ma anche differenti. La matrice cantautorale si percepisce come le tante influenze musicali, ma l‘immagine di questo ponte che unisce il rock anni '90 al cantautorato attualizzato è molto affascinante''.

Vi presentate con una formazione rinnovata. Oltre ai membri storici Massimiliano Magni (voce e chitarra) e Giulio Galleschi (basso) si registra l’innesto di Lorenzo Gaggini (batteria) e Alessandro Contu (chitarre). Ci sono state particolarità difficoltà nell’unirsi a voi ? Com’è andata? ''Lorenzo Gaggini è entrato nel progetto a luglio 2022, e sin dalle prime prove è nata una magica intesa ed è stata papabile la sua voglia di confrontarsi con questo progetto. La band si è fatta conoscere come un trio, ma da tempo sentivamo l’esigenza di inserire un altra chitarra per avere piu’ corpo nei reef, e più arrangiamenti nelle melodie, niente di nuovo che il rock non conosca, Alessandro Contu era il chitarrista che cercavamo''.

“Lipstick” è il singolo di lancio, supportato da un video, al contempo oscuro e seduttivo. Di cosa parla e di chi è stata l’idea della storyboard? ''Seduttivo è l’aggettivo che più ci gratifica per questo brano e dichiara la voglia di ricevere amore. Il video è stato scritto da Massimiliano Magni, il nostro cantante, in collaborazione con il nostro video maker Dario De Vincenzo''.

Secondo voi, qual è il principale anelito da perseguire in musica? Condivisione di tematiche, fornire momenti di “stacco” alle persone, dar voce ad argomenti urgenti oppure fornire semplicemente una diversa chiave di lettura per un confronto potenzialmente risolutivo? ''Per noi la musica è sempre stata un'urgenza ed una necessità espressiva, un processo di elaborazione di ciò che viviamo direttamente o osserviamo intorno a noi: dobbiamo ricordarci sempre di vivere, di farlo fino in fondo, nella felicità o nel dolore che la vita ci concede, ma con la capacità di poter elaborare tutto questo, tramite un processo che ci permetta di evolverci''. (Max Casali)