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09/01/2024   DAVE BORGOBELLO
  ''Ho scritto più di cento canzoni in un anno, credo di aver avuto una sorta di strano raptus...''

Dave Borgobello, all’anagrafe Davide Borgobello, è un cantautore e scrittore nato a Gemona del Friuli il Primo Ottobre del 1989. Inizia a scrivere racconti all'età di sedici anni e nel 2008 pubblica una raccolta di racconti dal titolo “Senza motivo apparente” sotto lo pseudonimo di Edward K Reyne. Ha pubblicato di recente il suo nuovo brano intitolato “Amore Glaciale”. Un brano leggero dal tema importante e con una storia a tratti spiazzante.

Chi è Dave Borgobello? ''Ciao a tutti, sono Dave, al secolo Davide Borgobello. Potrei dire che sono uno scrittore e cantautore, però dipende. Se il "sono" identifica quello che faccio per sopravvivere, allora mi sa che faccio il barista, il consulente d'azienda, alle volte anche il facchino. Però scrivo da tanti anni, sceneggiature, racconti, romanzi con alterne fortune; da un anno anche canzoni, né ho scritte più di cento in un anno, credo di aver avuto una sorta di strano raptus''.

Amore Glaciale è il tuo nuovo brano. Come è nato e quali sono stati gli episodi o persone che hanno ispirato questo brano? ''Stavo suonando, o meglio strimpellando ''Don Raffaè'' alla chitarra. Nel mentre, non so per quale motivo, mi venne in mente un'intervista a James Cameron, che raccontava la genesi del suo film ''Titanic''. Così ho iniziato a divagare, pensando a come sarebbe stata la storia d'amore tra Jack e Rose se il Titanic non fosse mai affondato e Jack fosse poi rimasto innamorato di lei, ma non corrisposto e avesse vissuto nel ricordo di quella storia sul Titanic. Così è nata "Amore Glaciale". Un racconto nostalgico su come l'amore non si comporta mai come crediamo o come vorremmo''.

Possiamo dire che con questo brano strizza l'occhio ai cantautori italiani? Se sì, perché? ''Io credo nella rinascita di un cantautorato più profondo, che cerchi davvero storie e temi da raccontare. Non voglio credere che non si possa ricostruire o innovare ciò che hanno fatto Guccini, De Andrè, Paolo Conte, più recentemente Daniele Silvestri o Niccolò Fabi. Penso che ci sia spazio, anche in un mercato così tortuoso, frenetico e difficile per un vero cantautorato. Basta ricominciare a proporlo seriamente''.

Quali sono gli elementi i temi o le persone che ispirano il tuo modo di far canzoni? ''L'amore, nelle sue varie forme. Dio, la ricerca di un significato in un mondo che invece tende a fermarsi sempre più in superficie, la ricerca di un senso in quello che si fa ogni giorno, il tempo che scorre. Sembrano temi molto impegnati, ma a dire il vero in molte canzoni tendo a un po' di ironia, a un po' di gioco, perché credo anche fermamente che la vita non vada poi presa tanto sul serio. Bisogna riflettere tanto sì, ma ridendoci poi su sulla nostra piccolezza di uomini''.

Ti senti a tuo agio nel raccontare storie o persone attraverso le tue canzoni? ''A dire il vero sì. Mi ritengo una persona profondamente umile, ma anche consapevole di ciò che so fare meglio. Penso che la mia smania di ascoltare le persone, conoscerle, sapere le loro storie si rifletta poi nella mia capacità di raccontare tramite le canzoni, alle volte capendo davvero, altre volte dandone una mia interpretazione personale''.

La canzone è uno strumento utile a raccontare qualcosa di profondo o è solo un utile sfogo artistico? ''Penso che sia entrambe le cose. Penso che tutto nasca dall'umiltà, come dicevo prima. Detesto le retoriche pompose, l'arroganza artistica, ovvero quell'arte piena di autodeterminazione e autorefenzialità, tronfia di convinzioni preconcette da buttare in faccia alle persone, per rispondere alle loro domande. Penso invece che il cantautorato debba porle le domande, far riflettere su delle tematiche, ma debba anche intrattenere e non essere pretenziosa. Per dare risposte concrete esiste a mio parere la fede e la filosofia''.

Cosa potrà trovare l'ascoltatore tra le tue canzoni fin qui pubblicate? ''Sono tre pezzi molto diversi. In "Amore glaciale" c'è un amore quasi rabbioso, un uomo che si chiede dove sia l'amore che sta cercando, deluso da un amore tradito. Ne "Il miglior mondo possibile" c'è una riflessione sul mondo e i valori che ci circondano, domandandosi se è davvero il miglior mondo possibile appunto, come spesso tendiamo ad affermare noi occidentali convinti di aver trovato le soluzioni ad ogni problema. E poi c'è un uomo, che mentre si domanda tutto questo si rifugia nella famiglia, nell'amore di una donna, nei suoi affetti per cercare il suo di mondo migliore possibile. In "Piccolo Quartiere" invece c'è la nostalgia per il tempo che passa, un uomo che torna dopo tanto tempo in un luogo alla ricerca di una donna che ha amato e che non sa nemmeno se si trova più lì, una ricerca di momenti di gioia, alzare il calice negli istanti in cui si ricerca nel passato ciò che abbiamo perduto e che rimpiangiamo''.

Nella tua vita e dal tuo curriculum si nota che non hai a che fare solamente con la canzone. C'è un motivo ben preciso di questa tua dedizione verso il mondo dell'arte? ''A dire il vero non sono sicuro di saper rispondere. Mia madre per prima si accorse che c'era qualcosa in me, forse del talento, forse solo passione. Mi ha spinto a fare, a dedicarmi all'arte. Io l'ho fatto, ma per indole sono una attrattore di situazione e di persone, così oltre alla mia arte mi sono occupato anche di quella altrui. Alla fine ho costruito nel corso del tempo qualcosa che devo ancora definire io stesso e forse sto ancora cercando esattamente a cosa dedicarmi anima e corpo. Vorrei tanto scrivere e basta, a dire il vero, ma non sono sicuro di essere stato messo al mondo solo per questo e ho un profondo senso del dovere verso gli altri, così faccio mille cose, in attesa di capirci qualcosa''.

Quali saranno i tuoi prossimi passi? ''Ho appena vinto un bando importante della SIAE con la mia casa editrice per il progetto del mio prossimo romanzo, dunque dovrò dedicarmi molto a quello nel prossimo futuro. Ovviamente devo anche finire il mio album, proseguire nel tour di presentazioni e concerti, organizzare gli eventi della mia associazione per questa estate. Eh, solo a dirlo mi sento un po' stanco, ma sono ancora relativamente giovane... se non corro adesso''.

Dave, grazie per la tuo disponibilità e in bocca al lupo... ''Crepi, grazie a voi, è stato un grande piacere. Buon lavoro, forza e coraggio e permettetemi, da profondo credente anche se oggi sembra quasi anacronistico, di augurarvi Buon Natale e non solo buone feste! A presto!''.