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13/02/2024   QUEEN LIZARD
  ''Possiamo stare insieme essendo diversi, perché non si completa un puzzle con pezzi uguali...''

Una bellissima intervista, quella che segue. Giovanissimi al tempo discografico di oggi, di suoni digitali, di format e schemi che si ripetono. “Heilige Luna!” è un disco che par uscire fuori da un luogo periferico, silenzioso, di nebbie a coprire quanto basta per confondere le forme. E poi il rock come colore portante… un disco che scorre e noi indaghiamo da vicino…

Un moniker che in qualche modo mi rimanda al “Dio Lucertola”… ci sono connessioni anche con quell’immaginario musicale… o sbaglio? ''Ricordo quando, nei primi anni del liceo, ascoltavo le cassette dei Doors... c'era quella canzone in "Waiting for the Sun" che s'intitolava "Not to touch the Earth"... per me era e rimane una canzone prodigiosa, bizzarra, misteriosa, anzi, misterica. Morrison lascia straripare la sua vena visionaria in testi come quello. Ci sono autobus blu, cobra, cavalli frustati, un assassino lungo un’imprecisata strada, lande disperse, un serpente lunghissimo e vecchio dalla pelle fredda, rovine romane, ma, alla fine di QUEL pezzo, Morrison recita ieratico "Io sono il Re Lucertola, io posso tutto". Mi ha sempre fatto venire in mente una antica, dinosaurica divinità ctonia, una lucertola pietrificata, in un letargo millenario in attesa del risveglio. Poi nel tempo le lucertole sono entrate e uscite, abbiamo ascoltato i Jesus Lizard, forse una delle migliori band statunitensi di tutti i tempi, Lizard dei King Crimson ma sai, ormai si presta poca attenzione alle allegorie. La gente è troppo occupata a perdersi per strada. Vorrei poterti dire che il nome della band ha questa genesi, ma purtroppo, non è così. Originariamente ci chiamavamo Desertshore, nome tratto dal miglior disco di Nico, ma poi il batterista (che non è più con noi, non so cosa faccia esattamente ora) propose un nome più potabile... ed ecco qui, più prosaicamente, i Queen Lizard''.

Da che anno provenite ragazzi? Perché un disco come “Heilige Luna!” non è certo figlio di questo futuro digitale… ''A parte la nostra cantante, siamo fondamentalmente vecchi. Ora parlo per me; sono classe 1973, mi sono formato musicalmente con i dischi base degli anni '80, quindi mi riferisco ai Joy Division, i Cure della trilogia, Bauhaus, i dischi della 4AD, Housemartins, Smiths, i primi R.E.M (quelli fino a Green) e naturalmente i Velvet Underground, che sono fuori dal tempo. Poi ho imparato a suonare sulla musica indipendente anni '90, quindi sui più quotati Dinosaur Jr, My Bloody Valentine, Sonic Youth, Pixies, Pavement, Breeders, Motorpsycho, Mission of Burma, Jesus Lizard appunto, e sui più oscuri Codeine, Idaho, Morphine e tante altre meteore. Il suono dei nostri due dischi proviene da lì, si sente un po' di new wave, un po' di indie U.S.A., un po' di shoegaze, tutto e niente. Penso che Heilige Luna! potrebbe essere piacevole da ascoltare in vinile, come i vecchi dischi 4AD, nella penombra della stanza. Ma tutto questo non accadrà, perché non stamperemo il vinile. Troppo dispendioso''.

E a proposito di futuro digitale: con la I.A. voi che rapporto avete e che visioni avete di ciò che potrebbe accadere? ''Personalmente ho provato ad usare Chat GPT per vedere cosa ne uscisse fuori: ho inserito luogo, personaggi, idee e poi ho lasciato che la macchina scrivesse. Ne è venuto fuori un curioso testo teatrale in un atto unico sullo stile di Ionesco... Esperimento riuscito, in parte. La AI è stata tenuta fuori dalla sala prove, poi ho provato ad usarla sul lavoro, l'ho messa alla prova per correggere una verifica di analisi logica a scuola, dove lavoro. È stato un fallimento, ho dovuto correggere Chat GPT, ad ogni correzione si scusava, si genufletteva in accorate richieste di perdono, mi dava ragione su tutto. Per questo non gli ho dato una seconda chance. Trovo irritante scusarsi continuamente mentre si procede a ripetere gli stessi errori''.

Nebbia, “No Sun”, l’inverno, percezioni… resta sospeso un po’ il tutto in una terra di mezzo. Anche negli arrangiamenti. O sbaglio? C’è una ragione? ''"No sun” è un brano ambientato nell'interzona, non sei al sicuro. Pioggia e temporali sono metafore di abbandono, rimpianto e inconscio desiderio di incasinarsi. Potrebbe essere così, ma forse no. Credo sia un brano sul rammarico, sulla tendenza a ripetere gli stessi errori, e sullo scendere a patti con la propria malattia. Non dimentichiamo che in questi brani è l'inconscio a dire la sua, e l'inconscio si vendica di notte. Schelling diceva che l'arte deve iniziare con consapevolezza e terminare nell'inconscio, cioè oggettivamente.
 L'inconscio spesso è la perla nell'ostrica: la perla è la malattia della conchiglia, se non entri in contatto con questa malattia o follia, non esce nulla. O meglio, uscirebbe qualcosa ma solo prosa relativa al profitto, unica religione. Allora, via libera alla follia dell'inconscio, ma "con misura", come dicevano i Greci, altrimenti il pericolo è quello di rimanerci dentro, come Hölderlin e tutti quei poeti che si presero dei grandi rischi al posto nostro, per tramandarci parole e poesia. Il titolo del disco è tratto da una poesia di Hölderlin. Leggetela, è magnifica''.

A proposito di “No Sun”, citandovi: "Il brano abbraccia l'astrazione, sfalda i margini della realtà e conduce in una dimensione dove la solitudine è metafora di resistenza alle circostanze avverse”. Che sia una dimensione di vigliaccheria, di paura del confronto? Domanda spigolosa… ''Vero. In fondo chiudersi in sé stessi è una forma di paura ed egoismo, non si fa solo per resistere. Le delusioni sono dietro l'angolo e le peggiori sono quelle che generiamo a noi stessi. Personalmente amo il confronto, dove ci sia intelligenza, logica e la capacità di ascoltare. Per il resto, ho chiuso con alcuni argomenti e alcune persone, o meglio loro hanno chiuso con me. Devi trovare qualcuno esattamente come te. Qualcuno che ha voglia di vivere esattamente come te. Qualcuno che è folle esattamente come te. Trova qualcuno che ha i demoni compatibili con i tuoi: ecco il segreto dell'infelicità. Al contrario, trovo più saggio Charles M. Schulz dei Peanuts: "Non possiamo stare insieme, siamo diversi."
"Certo che possiamo". 
"Perché?" 
"Perché non si completa un puzzle con pezzi uguali..."

Assai incisivo il video… tanta fretta, tanto movimento, ma nessun arrivo, nessuna conclusione… come l’inciso che non pare chiudersi ma piuttosto potrebbe ripetersi all’infinito. A voi la palla... ''Il video ci piace, lo ha fatto un amico. È frenetico, come il pezzo, non l'amico, il video! Ci piacciono le ferrovie, le metropolitane, le periferie, la notte, i neon e le ambientazioni alla Blade Runner, insomma pioggia sui binari, luci intermittenti e movimenti frenetici. Le ferrovie sono qualcosa di sorprendentemente silenzioso, quando non ci passa sopra il treno. Quando dormo, sento in lontananza i treni passare. Pensi a chi viaggia a quell'ora, almeno io ci penso, cosa starà leggendo o pensando. Nel video sono inserite anche immagini del mare, inutile negare che chi vive in Liguria come noi è strettamente imparentato con questo elemento...una volta Albert Camus scrisse: "Sono cresciuto sul mare e la povertà mi è stata fastosa, poi ho perduto il mare, tutti i lussi mi sono sembrati grigi, la miseria intollerabile". Il video è un anello di Moebius, non ha un inizio e non ha una fine. Il nastro di Moebius è una superficie con curiose proprietà: ha una sola faccia, percorrendola su una faccia ci si ritrova infatti automaticamente sull'altra. Lo studio del nastro di Moebius è stato molto importante per la storia della matematica e ha contribuito a porre le basi della scienza chiamata topologia. Questa branca della matematica studia le proprietà delle superfici e dei volumi che non cambiano anche in seguito a deformazioni continue, che non prevedono cioè tagli, buchi o altre interruzioni della superficie. Invece per deformare un normale nastro cilindrico in un nastro di Moebius occorre interrompere la sua continuità: bisogna tagliarlo e rincollarlo scambiando destra e sinistra. Allegorico, no? Credo che nel video ci sia tutto questo, ma penso anche che il nostro videomaker non sospetti nulla di tutto ciò''.