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02/07/2024   UGO MAZZEI
  ''Dare un messaggio di speranza, lontano dal dolore e dalla rassegnazione...''

Il 24 maggio è uscito “Per rabbia e per amore”, il singolo di Ugo Mazzei e Carlo Faiello. Un brano scritto a quattro mani da due musicisti, un napoletano e un siciliano, per raccontare, senza retorica, il dolore delle loro terre, violate e abbandonate e, nello stesso tempo, la speranza di un futuro migliore. “Per rabbia e per amore” è un viaggio emotivo che attraversa l'omertà e l'amore, la paura e la libertà; un omaggio a coloro che hanno sacrificato la loro vita per un senso di giustizia. La canzone, metà in lingua napoletana e metà in siciliana, rappresenta una forte presa di posizione contro un sistema ambiguo che produce morti e distruzioni. La musica del brano è profondamente radicata nelle sonorità del Mediterraneo, adottando la forma della canzone d’autore. Un ritmo coinvolgente di basso e batteria sostiene un tappeto di archi e chitarre acustiche, creando un'atmosfera che cattura l’ascoltatore. Le voci di Ugo Mazzei e Carlo Faiello si alternano e si sovrappongono, inseguendo il filo rosso di una comune passione: l’amore per la musica e per la propria terra. E'con noi Ugo Mazzei, al quale rivolgiamo qualche domanda.

Come è nata l'idea di collaborare con Carlo Faiello per "Per rabbia e per amore"? ''Io e Carlo veniamo da esperienze musicali artistiche differenti. Proprio questo è stato l’input che ci ha spinti a incontrarci, cercando di realizzare insieme un brano di impatto e nello stesso tempo con una poetica presente.. Così è nato ''Per rabbia e per amore'', tra ritmo, contestazione e libertà di pensiero''.

Il brano è un viaggio emotivo che attraversa l'omertà e l'amore. Come avete tradotto queste emozioni in musica? ''Beh, principalmente soffermandoci sulla spiritualità che manca da molto tempo fra la gente. Volevamo dare un messaggio di speranza, che fosse comunque lontano dal dolore e dalla rassegnazione del tema trattato. Così è nato un brano ritmico basato sulla struttura della canzone d’autore, con alla base la speranza di un futuro migliore''.

Quali sono state le principali sfide nel combinare la lingua siciliana con quella napoletana nel testo della canzone? ''Le due lingue hanno un ceppo molto simile, quasi uguale, quindi non è stato difficile adattare la lingua siciliana a quella napoletana. Dovevamo trovare l’incastro giusto principalmente nella dialettica e nei modi di dire e poi anche quella spinta in avanti che ci portasse a sostenere i ritmi di una ballata''.

La canzone ha un ritmo coinvolgente. Puoi parlarci delle influenze musicali che hanno guidato la composizione? ''Il ritmo del sud, come rispondevo alla domanda precedente, una forma popolare arrangiata con un vestito più moderno. Io credo che, per i musicisti della nostra generazione, le influenze artistiche sono state tante, così pure nella musica popolare. Il mondo ritmico è talmente vasto da paese a paese, da nazione a nazione, che poi sfocia in un’unica musica che possiamo chiamare tranquillamente World Music''.

Come è stato lavorare con Carlo Faiello e qual è stato il contributo più significativo che ciascuno di voi ha portato al progetto? ''Prima di parlare di Carlo , desidererei parlare di Enzo La Gatta in quanto nella domanda c’è la parola “progetto”. Enzo è stato il perno di tutto, l’ideatore di questo progetto, il motore che ci ha spinti a realizzare un brano con queste tematiche. Io ero molto lontano da questi temi, mi sono sempre occupato di canzone d’autore, ma non l’ho vista mai come protesta o contestazione. Avendo collaborato per molto tempo con Mogol, ho avuto da sempre un approccio più poetico e personale con il testo. Questa è stata la prima volta che ho usato la lingua siciliana, spinto da una forma di passione trasmessami da entrambi i miei compagni d’avventura. Parlando di Carlo, posso dire di avere incontrato un vero amico d’arte, un musicista completissimo, dalle idee chiarissime e dalla pazienza tipica di un’alta forma di consapevolezza. Considero Carlo uno dei migliori musicisti italiani''.

In che modo "Per rabbia e per amore" riflette la tua esperienza e il tuo legame con la tua terra natale? ''La mia esperienza in Sicilia è stata sempre trascinata da un senso di spensieratezza, divertimento, cultura a tutto tondo, Voglia di conoscere sempre di più una terra piena di sorprese, meraviglie del tempo e sensazioni magiche. Sinceramente, non ho mai guardato la Sicilia sottolineando i suoi problemi storici, piuttosto l’ho vissuta in modo fresco assaporandone ogni prelibatezza artistica e culturale. Ho sempre amato la Sicilia di Wolfgang Goethe, sì, perché i grandi autori stranieri hanno descritto questa terra in modo sublime''.

Qual è il messaggio principale che speri che gli ascoltatori colgano da questa canzone? ''Desidero che ascoltino la canzone in quanto tale! Sai, spesse volte si fanno troppe piroette mentali per cercarne il significato, spesso si dice: l’artista voleva dire questo, l’artista voleva dire quell’altro e si perde il senso del brano, l’emozione che può destare il testo cucito, alla musica. Ecco, io desidero che si ascolti la canzone in toto e mi si dica: l’ho ascoltata tante volte, perché mi piace!''.