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04/07/2024   NO DADA
  ''Un passato e un futuro molto distanti dall'attualità che però, paradossalmente, si sovrappongono...''

Si intitola “Fossili del futuro” e probabilmente anche il loro moniker mi induce a pensarlo come un movimento stilistico che torna alla radice del messaggio e volta le spalle alla forma come ragione estetica. Sono i No Dada e questo è un esordio uscito per la Soundinside Records e che trova anche una direzione visiva grazie al lavoro della visual artist Federica De Simone. Elettronica che si cimenta in una narrazione assai potente del futuro come ritorno al passato. Un disco che ci regala mille piani di lettura diversi… e non è un caso se attorno a questa produzione artistica gravitano nomi come Michele De Finis (Fanali, Epo, unòrsominòre) e Caterina Bianco (Fanali, PMS, ‘e Zezi, Sula Ventrebianco).

È importante quel "del" e non "dal"... come a dire che domani sarà come ieri? ''Fossili del futuro è sulla paura di non essere ricordati, di restare al margine, di non lasciare nessuna traccia di sé se non quella di una copia sbiadita di sé stessi. Ogni personaggio del concept ha un modo di reagire personale e diverso a un trauma (anzi, a una catastrofe collettiva, potremmo dire), e non importa quanto sia reale o metaforico''.

Che poi mi viene anche in mente questa domanda visto che molta scrittura di questo disco, per come la leggo io, ha tantissime cellule circolari, ricorsivi... ha senso? Sto proprio fuori rotta? ''Assolutamente no, ci hai visto benissimo! Ci piaceva - e ci piace - l'idea di creare un mondo parallelo e caleidoscopico, entro il quale possano apparire richiami, suggestioni, suggerimenti, citazioni, ponti immaginari e collegamenti tra i diversi episodi del viaggio. Questo avviene sia dal punto di vista sonoro che testuale, e anche visuale''.

Che poi anche la parola "fossili" la trovo importante. Non siamo testimonianze "vive" ma ormai sedimentate, statiche, inoffensive... che mi dite? ''Non so se lo siamo già, ma abbiamo provato (e continueremo a provare) con tutte le nostre forze a metterci in guardia da questo rischio. Non so se col tempo ci saremo riusciti, ma nel nostro piccolo almeno il problema lo abbiamo inquadrato, tematizzato e combattuto cercando di essere quanto più fedeli possibile ai nostri gusti, alle nostre ispirazioni, alle nostre visioni, alla nostra immaginazione e libertà creativa''.

Il suono di questo disco sembra provenire dal futuro... ma...? Esiste un "ma"? ''"Ma"... affonda comunque radici musicali, sonore ed espressive che provengono da importanti influenze del passato. La musica industrial da rave party anni '90, le orchestrazioni classiche da primo '900, le colonne sonore e i racconti distopici di fantascienza sono state ispirazioni importantissime per creare il suono, il linguaggio e l'estetica di questo disco. Il corto circuito che cercavamo - e questo senso di straniamento in qualche modo "futuribile" - abbiamo cercato di ottenerlo fondendo elementi lontanissimi nel tempo: un passato e un futuro molto distanti dall'attualità che però paradossalmente si sovrappongono, respirando la stessa aria. Abbiamo provato a immaginare come sarebbe stato se Maurice Ravel avesse potuto incontrare e conoscere Trent Reznor attraverso un'intelligenza artificiale''.

Ho apprezzato molto la produzione dei Fanali e trovo che (ovviamente viste le firme in gioco) ci siano forti ponti di connessione. Cosa ne pensate? ''Fortissimi: oltre alle firme in gioco, oltre alla magia che si è creata lavorando insieme, oltre alla fortissima amicizia che ci lega a loro, con Fanali condividiamo il gusto per una musica di immagini, o "per" immagini, insomma quello che molti chiamano paesaggio sonoro. In entrambi i progetti, seppur con estetiche diverse, c'è un'enorme attenzione al visual: anzi possiamo sicuramente dire che il visual è parte integrante della scrittura e della realizzazione dello show dal vivo''.

Dal vivo: come, dove e quando? ''Come: con un videoconcerto di musica elettronica e performance visuale digitale in tempo reale. Dove? In giro per l'Italia dopo aver presentato l'album lo scorso maggio a Napoli ad Auditorium Novecento e allo Scugnizzo Liberato. Quando? A partire da settembre e per tutto l'inverno, insomma durante tutta la prossima stagione!''.