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30/03/2006   LIGABUE
  "Mi manca un'opera rock... e giocare nel Napoli!"

Ligabue, uno straordinario 2005 per te, in particolare a settembre con il megaconcerto di Campovolo (180.000 presenti). Quell'evento per te è stato un punto di arrivo o una boa? LIGA: 'A dire il vero non lo so ancora, senz'altro un punto di arrivo, perchè mai avrei immaginato che nella mia vita sarei riuscito a radunare così tante persone per un mio concerto. Poi è anche vero che dopo quello c'era da pensare a cosa sarebbe successo dopo, e abbiamo pensato di fare le cose naturali, organizzando una nuova tourneè. Siamo ripartiti dai club, vale a dire le sedi dei concerti da cui siamo partiti 13 o 14 anni fa. Il futuro non è così facilmente progettabile però Campovolo è sicuramente una tappa fondamentale nella mia storia personale'. A Campovolo c'erano ben quattro palchi e altrettante ambientazioni; per il "Nome e Cognome Tour 2006" è come se avessi scomposto quell'evento distribuendolo nelle tre diverse tipologie del tuo tour: i club, i palasport e gli stadi. LIGA: 'Esatto, così come Campovolo erano 4 concerti in uno, così anche la tourneè è stata studiata per avere 4 concezioni diverse, quindi 4 tourneè in una'. Molti dicono che l'Emilia Romagna sia un pò la Campania del nord per le affinità reciprocamente riconosciute tra le due popolazioni. Tu in cosa potresti essere considerato napoletano doc? LIGA: 'Potrei esserlo nell'anarchia che mediamente un napoletano ha, nel senso che sono uno che fatica un pò a vedersi affibbiare delle regole ed assecondarle. Questo mi accomuna sicuramente con il popolo napoletano. E poi la passione, nel senso che così come i napoletani si lasciano andare alla propria passione e alla propria emozione e la dimostrano, non essendo così bravo nel privato per la mia timidezza, esplodo facilmente sul palco. Quello credo di saperlo fare discretamente'. In effetti hai parlato spesso delle emozioni del tuo primo concerto, come se fosse la cosa più naturale che avessi mai fatto. Da lì la scelta definitiva di seguire questa strada. LIGA: 'E' assolutamente vero. Dopo quell'esperienza mi sono reso conto di avere a che fare con una cosa che apparteneva alla mia natura. Non so da cosa dipendesse, però so che sul palco mi sento bene, al sicuro, e così sono andato avanti'. Parliamo di radio, da sempre nella tua vita, prima come lavoro, poi col film 'Radiofreccia' ed ora addirittura con la tua personale webradio 'Ligachannel'. Ma per te oggi le radio sono più carnefici o più toccasana per chi fa musica? LIGA: 'Intanto la radio è uno strumento che continua ad essere fantastico in quanto permette a molti di far lavorare la fantasia, cosa che invece la tv toglie. La radio ha una grande funzione di compagnia per molte persone, infilandosi sotto la doccia, nel bagno, nella tua macchina, nel traffico ed ha la capacità di dare leggerezza, nel senso che permette alla giornata di scorrere con una colonna sonora attraverso le canzoni. Ci sono molti modi di fare radio, alcuni sono più in sintonia con quello che piace a me, altri meno. Resta comunque uno strumento clamoroso. Relativamente al tuo cd "Nome e cognome" che hai fatto "assaggiare" in anteprima ai 180.000 di Campovolo già a settembre scorso, per te è una virata verso nuovi stili in cui la chitarra resta regina oppure un tuo semplice momento personale? LIGA: 'Ogni disco è la fotografia di un momento. Di solito passano 2 o 3 anni da quello precedente e nel frattempo accumuli piccoli cambiamenti, per cui scegli di farti rappresentare da un nuovo album. Cambiano i punti di vista e in questo momento "Nome e Cognome" è il punto di vista che mi rappresenta di più, più personale rispetto ad altri, mi sono forse raccontato di più e forse credo di essermi permesso di essere più chiaro del solito nel raccontarmi'. Con in più l'amore... LIGA: 'Mah, io penso di aver sempre parlato di amore, ma prima non usavo direttamente questa parola. Magari lo raccontavo con formule un pò diverse, ma stavolta sì, sono stato più netto, per la prima volta in dieci dischi. E' comunque un album più tenero rispetto al solito'. A parte l'esperienza LIGA-JOVA-PELU', nella tua discografia non ci sono duetti o collaborazioni musicali. Se potessi scegliere un partner campano o comunque del sud per un tuo prossimo lavoro, non necessariamente un disco, chi sceglieresti? LIGA: 'Sicuramente i cantautori. Ho una grossa ammirazione per Edoardo Bennato ed in occasione di un mio concerto all'arena di Verona, io e Pino Daniele abbiamo suonato e cantato insieme "Metti in circolo il tuo amore". Quali sono i buoni motivi per cui bisognerebbe acquistare il tuo cd? Tu perchè lo faresti? LIGA: 'Perchè lo conosco a memoria... Scherzi a parte, non facendo il rappresentante di Ligabue, non posso stabilirlo direttamente. Solo il pubblico può trarre dalle canzoni e dal lavoro fatto i motivi che potrebbero renderlo un prodotto meritevole delle loro scelte'. Dischi, film, concerti: ti manca un'opera rock? LIGA: 'E' una folle ed assurda idea a cui ogni tanto penso. E' una sfida assurda, quasi irrealizzabile dato che ti serve una storia come per un film, delle canzoni che la raccontino e poi chi la canta e chi la balla. Un lavoro incredibile, praticamente impossibile. Ci penso, ma per ora mi limito a quello'. Eppure ormai ci hai abituato alle grandi imprese... LIGA: Vorrei fare il mediano nel Napoli, quella sarebbe una bella impresa per me!' (Gigio Rosa)