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27/01/2016   GRAN TORINO
  ''Sarebbe bello continuare a fare musica con questa passione...''

Ciao ragazzi, innanzitutto una curiosità: il vostro nome evoca ricordi importanti (la vecchia automobile, il film di Clint Eastwood, la squadra del Torino protagonista di un noto e triste incidente…). Come mai avete scelto proprio questo moniker per la vostra band? ''Dopo aver visto per l'ennesima volta il film di Clint Eastwood ci siamo guardati e ci siamo detti “perché non ci chiamiamo Gran Torino?”. Effettivamente la nostra musica è piena di rabbia e dolcezza, come appunto il film di Clint''. Siete in due e venite da diverse esperienze musicali. Volete parlarcene meglio? ''In realtà suoniamo insieme dal '99, siamo cresciuti assieme sia nella vita che nella musica, abbiamo avuto esperienze parallele differenti nel corso degli anni ma non è mai mancata la spinta di creare qualcosa insieme, ora ci siamo finalmente riusciti''. Siete tra le poche band in cui il cantante si trova dietro le pelli: questa condizione per voi ha più vantaggi o svantaggi? ''Non pensiamo la cosa crei particolari svantaggi in quanto il nostro live resta sempre energico e comunicativo nonostante la mancanza di un frontman''. Il vostro secondo singolo è “Albero e Terra”, da cui prende il titolo l’intero album. Questo brano è molto diverso dal primo singolo, “Fotografie”, come se all’inizio aveste voluto mostrare il vostro lato più “rock” e ora vi presentaste con una canzone più intima, d’autore. Con quale di queste due anime vi trovate più a vostro agio? ''Sono due facce della stessa medaglia, abbiamo preferito semplicemente come primo singolo “Fotografie” perché è un brano più diretto, ci troviamo a nostro agio in entrambe le situazioni ma comunque restiamo di certo una band rock!''. Secondo la vostra esperienza com’è la situazione della musica dal vivo in Italia? Raccontateci un po’ cosa ne pensate. ''Per quanto riguarda la musica indipendente, è sempre faticoso farsi conoscere dal vivo, in quanto, giustamente, gran parte dei locali preferiscono introiti sicuri piuttosto che proporre musica inedita. Il nostro obiettivo è naturalmente crearci nel tempo un seguito sempre più grande''. La cura con cui forgiate i vostri suoni non fa sfigurare il vostro disco nel confronto con dischi “mainstream”, un risultato che quindici anni fa non sarebbe stato facile da ottenere nel cosiddetto “underground” musicale. Che ne pensate, quindi, dei nuovi mezzi tecnologici a disposizione degli artisti e dell’apporto del web per la distribuzione musicale? È tutto un bene, è tutto un male oppure fino a che punto è bene e da che punto può diventar male, secondo voi? ''Siamo in un periodo in cui con la tecnologia è possibile quasi tutto, il live rimane la prova del nove per una band. Detto questo abbiamo registrato bassi e batteria in presa diretta perché suoniamo insieme da tanto e siamo abbastanza incollati, abbiamo evitato editing e autotune, appunto come si faceva una volta: il risultato è quello che sentite. Chiaro che una band corre grossi rischi presentandosi con un live molto inferiore alla resa del disco, per questo noi vogliamo presentarci per ciò che siamo già all’interno del disco. Il web poi è un’arma a doppio taglio, in quanto ti può dare gratuitamente una parvenza di visibilità, ma per essere ascoltati davvero bisogna sempre più spesso aprire il portafoglio. Non è un male né un bene''. Un altro tema caldo in questo periodo è l’utilità o meno delle classiche recensioni dei dischi: voi come le vivete e cosa ne pensate della critica musicale al giorno d’oggi? Riesce ancora ad avere un’utilità per gli artisti? ''Per nostra fortuna viviamo in un periodo positivo come non mai, se parliamo di recensioni. Pensiamo che la recensione positiva o negativa che sia, è sempre un modo utile per avere critica, purché sia costruttiva: è triste a volte leggere recensioni di band che vengono fatte a pezzi da gente che usa la propria posizione di recensore smontando senza spiegare lavori su dischi che a volte hanno richiesto tempo e sacrifici''. Tornando alla vostra musica, qual è il brano che più vi rappresenta, tra quelli di questo disco? ''Ogni brano è stato scritto in periodi molto forti per noi, quindi ci troviamo rappresentati in tutto il disco, solo con significati ed esperienze diverse. Sicuramente “Davanti allo specchio” descrive bene la situazione personale di entrambi nel momento in cui è stato deciso di uscire allo scoperto''. Per tutti i lettori che vogliono ascoltare la vostra musica, acquistare l’album o essere aggiornati sui vostri live, quali sono i contatti utili? ''Siamo presenti in tutti i portali digitali per l'acquisto dei brani, su Spotify e YouTube per lo Streaming.
ITUNES: https://itunes.apple.com/it/album/albero-e-terra/id930424801
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Qui il nostro canale youtube con i due video ufficiali e qualche contenuto extra (live, bonus tracks,...): https://www.youtube.com/channel/UCG3tbNHK9EQrP-roYvwtzCg''. Chiudiamo con una domanda sul futuro: come si vedono i Gran Torino tra dieci anni? ''Il nostro sogno è di continuare a fare quello che stiamo facendo avendo un pubblico sempre più grande, certo sarebbe bello continuare a fare musica con questa passione...''.