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TIPUANA TIPU
''Vedo sempre ogni canzone come un viaggio che parte da qualcosa che sento, ma che non riesco a definire...''

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20/01/2026   TIPUANA TIPU
  ''Vedo sempre ogni canzone come un viaggio che parte da qualcosa che sento, ma che non riesco a definire...''

Mi accodo ad un’espressione che ho trovato in rete: quella saudade del futuro. Si respira quel certo tipo di indeterminazione dentro il suono esotico e futuristico di Tipuana TIpu, in questo lavoro che finalmente segna l’esordio dopo diverse release in rete. E certamente anche il titolo gioca a favore di visioni di questo mood: “Pappagalli verdi rari”, che un poco diviene manifesto e scusa per giocare di allegorie nel raccontare e raccontarsi questa vita, di una Spagna ormai divenuta casa, di una casa che in fondo è sempre quella ovunque si vada… quel nuovo pop liquido che lui sagoma dentro melodie per niente scontate, anzi farraginose per alcuni ascolti più radicati alle abitudini.

Un esordio che esce davvero tanto dai cliché del pop d'autore... e qui mi fermo dentro il tuo modo di scrivere la melodia. Che tipo di ricerca hai fatto? ''Non so se esce da alcuni clichè perché le mie influenze sono unversali come i Beatles, Radiohead, Lucio Battisti, Kanye West, ma sicuramente ho cercato il più possibile di essere fedele a me stesso e cercare di esprimere tramite la musica dei sentimenti o dei pensieri che avevo. Quindi vedo sempre ogni canzone come un viaggio che parte da qualcosa che sento ma che non riesco a definire per arrivare a una nuova visione delle cose''.

Che allegoria porta con sé l'immagine dei Pappagalli Verdi? ''A Barcellona ci sono moltissimi parrocchetti monaci , pappagalli verdi, che tutti possono vedere, mentre i pappagalli verdi rari sono parrocchetti dal collare, che ci sono ma nessuno li vede mai, e metaforicamente queste 10 canzoni sono appunto i pappagalli verdi rari. Invisibili ai piu’ ma coloratissimi e speciali in qualche modo''.

E se ti chiedessi della spiritualità insita dentro queste scritture? Che tipo di rapporto hai con questo argomento...? ''Non ci penso mai durante le mie giornate alla spiritualità, ma ho capito con il tempo che con la musica e’ chiaro che la ricerco, ho bisogno in qualche modo di connettermi con una dimensione spirituale e vibrante, che fugga dal solito tran tran di tutti i giorni, e per farlo uso la musica''.


Un disco di cui hai curato tutto... non ti è mancata una visione "esterna"? ''Ci tenevo moltissimo a creare una carta d’identita’ musicale che fosse mia al 100%, per cui tutte le scelte degli arrangiamenti, delle produzioni, dei testi e qualunque nota sia su questo disco e’ fatta da me, ma proprio perchè è come se avessi voluto dipingere un quadro che mi rappresentasse. Quindi un aiuto esterno era difficile da inserire in questa ottica''.

Anche dal vivo sei solo? ''Sì, per ora sì, non nascondo che e’ stato complicato perché per i primi live andavo solo acustico: piano e voce. Ma in questo modo tutta la parte della produzione che per me dava il senso a tutto il progetto si veniva a perdere, cosi ho iniziato a portare 2 tastiere che o suono o metto in loop con qualche traccia di ableton, voce e a volte anche chitarra elettrica, giusto per non farmi mancare niente. Se avessi l’occasione di suonare con qualcuno per darmi una mano per i live la valuterei sicuramente''.