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11/02/2026   ÆLETTRA
  ''Abbandonarsi a ciò che spaventa è parte integrante dell'esperienza umana...''

Il progetto AI-assisted Ælettra, ideato da Giuliano Golfieri, pubblica "Let Me Fall": il brano nasce come adattamento in inglese di ''Lasciami Cadere'', apertura dell’album ''Uno di noi Due'', e ne conserva l’impianto emotivo, pur riformulandone il linguaggio. La scelta di non procedere con una traduzione letterale rivela una posizione chiara: la lingua non è un contenitore neutro, ma un sistema sonoro e culturale che richiede una riscrittura profonda. In questo processo, Giuliano Golfieri utilizza l’AI come strumento di supporto, mantenendo però il controllo totale sui testi e sulla direzione artistica. Il risultato è un brano che dialoga con l’alternative rock internazionale senza rinunciare alla propria identità narrativa. Al centro del racconto c’è l’esperienza del dolore, vissuta in prima persona dall’autore e rielaborata attraverso musica e immagini. La perdita di un genitore diventa il nucleo tematico attorno a cui si costruisce una riflessione più ampia sull’ansia, sull’attesa e sul momento in cui si è costretti a lasciare andare. Un tema che trova nel videoclip una traduzione visiva essenziale, lontana da soluzioni spettacolari. Dal punto di vista tecnico, il video rappresenta un esempio di utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale applicata alla narrazione audiovisiva. L’adozione di un workflow strutturato, l’attenzione alla coerenza delle ambientazioni e degli oggetti ricorrenti, mostrano come la tecnologia venga piegata a un’esigenza narrativa precisa, e non viceversa.

''Let Me Fall'' nasce come adattamento in inglese di ''Lasciami Cadere'': da dove è partita l’esigenza di riscrivere il brano in un’altra lingua? ''Il brano aveva fin da subito un’anima rock che chiedeva di superare i confini dell'italiano. Non è stata una scelta strategica, ma fisica: certi accenti e tensioni sonore esigevano l'inglese, che storicamente è la lingua madre di questa espressività. Quando ho notato l'interesse di ascoltatori stranieri per la versione originale, ho capito che era il momento di ampliare la dimensione del pezzo. Non volevo però una traduzione letterale, ma un adattamento che reggesse musicalmente, pur mantenendo una frase in italiano come "firma" identitaria. Alla base c’è anche un desiderio di rivalsa rispetto ai miei inizi negli anni ’90: all'epoca, con la mia band, era impensabile raggiungere un pubblico globale e spesso ci chiedevano di tradurre l’inglese in italiano. Pubblicare ''Let Me Fall oggi'' è una rivincita resa possibile dalla tecnologia attuale''.

In che modo hai lavorato per preservare senso ed equilibrio emotivo senza ricorrere a una traduzione letterale? ''Ho trattato il testo come se fosse un brano inedito. Per evitare l’effetto "traduzione", ho accettato di riscrivere alcune immagini invece di replicarle, adattando ritmo e metrica alla respirazione inglese. È stato un lavoro minuzioso: ogni verso doveva funzionare sia semanticamente che melodicamente. L’intelligenza artificiale è servita per una prima validazione linguistica, per capire se certe frasi suonassero naturali, ma non ho mai delegato a lei le scelte creative. Per quelle mi sono affidato all'orecchio umano: il feedback di madrelingua e di una collaboratrice bilingue è stato decisivo per garantire che il testo non fosse solo corretto, ma autentico''.

L’anima alternative rock del pezzo richiama riferimenti precisi: quanto sono stati consapevoli questi rimandi in fase di scrittura e produzione? ''In origine il brano era più folk e trattenuto. La svolta è arrivata durante il brainstorming con l’AI, che mi ha proposto versioni più energiche e tese: ho sentito subito che quella direzione funzionava. È il bello di lavorare a quattro mani con questi strumenti: puoi testare molte vesti sonore rapidamente fino a trovare quella che risuona davvero. I richiami a Paramore o Evanescence sono emersi naturalmente, non a tavolino. L'identità del pezzo sta proprio nel contrasto tra chitarre acustiche, parti delicate e un cantato che alterna dolcezza a urgenza. Per la versione inglese ho anche sostituito l’assolo finale, molto anni ’90, con una chiusura più acustica per enfatizzare il messaggio del testo''.

Il tema del “lasciar andare” attraversa l’intero brano: come si è trasformato nel passaggio dall’italiano all’inglese? ''Il cuore del brano resta lo stesso, anche se in inglese assume sfumature più dirette. Si racconta un viaggio attraverso perdita, ansia e autodistruzione. Il "lasciar andare" qui non è un gesto consolatorio, ma l’accettazione necessaria del fatto che cadere è inevitabile. Abbandonarsi a ciò che spaventa è parte integrante dell'esperienza umana. Il video, identico per entrambe le versioni, rafforza visivamente questo percorso: non promette soluzioni facili, ma suggerisce una possibile riconciliazione con il proprio dolore''.

Che ruolo ha avuto l’intelligenza artificiale nel processo di adattamento del testo e della musica? ''Mentre sul testo il ruolo è stato solo di supporto, sulla musica l'AI è stata fondamentale per l'esecuzione. Ho lavorato con SUNO Studio attraverso moltissime iterazioni, cercando una linea vocale che si incastrasse perfettamente sulla base originale. Ho scartato molte versioni tecnicamente corrette ma prive di emozione, scegliendo solo quelle in cui l'interpretazione di Ælettra comunicava davvero qualcosa, anche a costo di perdere la perfezione tecnica. Bisogna sfatare il mito che per elaborare un buon brano col supporto dell’AI basti un prompt generico: servono orecchio, pazienza e direzione artistica. L'aspetto rivoluzionario è avere un’interprete virtuale capace di mantenere intensità ed espressività in qualsiasi lingua''.