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24/02/2026
SYELUNE VORNE
''Una rivoluzione interiore che avviene in silenzio mentre all’esterno tutto sembra immobile...''

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24/02/2026   SYELUNE VORNE
  ''Una rivoluzione interiore che avviene in silenzio mentre all’esterno tutto sembra immobile...''

Eccolo “Tu Mirada”, il nuovo singolo di Syelune Vorne, una bachata romantica che trasforma un semplice sguardo in un’esperienza emotiva direi quasi totalizzante… e forse, se da una parte l’impatto voleva essere questo, dall’altro allora avrei voluto una espressione più randagia in luogo di una produzione decisamente composta e di mestiere. Quando la profonda introspezione diviene specchio di un istante, di un momento da rubare… e dunque, come in questo caso, da tradurre in suono. E dove la tradizione della bachata cerca anche un dialogo capace di sposare sonorità moderne, senza mai eccedere, senza mai sfociare dentro paradossi e inutili modi eccentrici…

“Tu Mirada”… lo penso come una rivoluzione interiore mentre fuori imperversa la quiete. Ha senso secondo te? ''Sì, ha molto senso. “Tu Mirada” nasce proprio da questo contrasto. Una rivoluzione interiore che avviene in silenzio mentre all’esterno tutto sembra immobile. È una trasformazione intima che non ha bisogno di rumore per esistere. Basta uno sguardo perché l’equilibrio cambi''.

E che rapporto hai con i “non detti”? Ci torno col pensiero pensando che lo guardo diviene qui un centro... ''Ho un rapporto molto intimo con i non detti. Sono il luogo in cui l’emozione si raccoglie quando il pensiero torna su quello sguardo, diventa centro, non parla, ma resta. E in quel restare c’è tutto''.

La bachata… uno stile che comunque ci riporta agli anni ’90 almeno… che rapporto hai con quel tempo e con quella scena musicale? ''La bachata degli anni ’90 per me è legata a un ricordo molto concreto. Io sono cresciuta a Cuba, dove le radici musicali sono la rumba, il son, il danzón, la salsa. Quello era il nostro linguaggio naturale. Quando la bachata è arrivata, non era parte delle nostre abitudini ma è entrata nel quotidiano, soprattutto come spazio di divertimento e condivisione. Da adolescente la ballavo, faceva parte di quel tempo,di quell’energia. Oggi guardo a quella scena con affetto e consapevolezza non come nostalgia, ma come qualcosa che si è intrecciato al mio percorso e ha lasciato una traccia''.

Il futuro delle nuove macchine arriverà anche nel tuo suono? ''Non lo so con esattezza. Le nuove macchine fanno parte del tempo che viviamo e in qualche modo arriveranno anche nel suono, ma per me non sono mai il punto di partenza. Possono entrare in dialogo con la musica, accompagnarla, trasformarla, purché resti centrale l’aspetto umano,la voce, l’emozione e il gesto''.

Che poi la bachata non è solo un ritmo… ma un manifesto di come stare al mondo, un po’ come la audace in Brasile… o sbaglio? ''Non sbagli. La bachata non è solo un ritmo, è un modo di stare al mondo. Ha a che fare con il corpo, con la relazione, con un’intimità che non è mai volgare. È sensualità, movimento, ascolto. “Tu Mirada” lo conferma, lascia che sia il movimento a guidare, che lo sguardo parli prima delle parole, che la musica segua un percorso di armonia. È una sensualità trattenuta, fatta di equilibrio, dove tutto si muove senza bisogno di esagerare''.

Il disco… in arrivo? ''Per ora sto vivendo le canzoni una alla volta. Sono solo due, quindi parlare di un disco sarebbe un po’ ambizioso… diciamo che è ancora in fase di conoscenza. Mi interessa lasciarle respirare, capire cosa chiedono, senza forzare una forma più grande. Se e quando nascerà un disco, sarà perché avrà davvero un senso, non solo un titolo''.