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26/05/2026
26/05/2026 PAGODA UNIVERSE
''Un cocktail party con tanta musica e belle persone in un bunker antiatomico...''
In “HAL” l’intelligenza artificiale viene raccontata quasi come un personaggio umano: quanto vi interessava darle una personalità vera e propria? ''L’intero brano ruota attorno all’idea di mettere in mostra questo personaggio ambiguo, qualcuno servile ma allo stesso tempo inquietante, con un potere enorme, a cui tutti noi ci stiamo affidando. HAL è quel personaggio che fino a metà film non sai se salverà il mondo o lo distruggerà. Il finale del film lo scopriremo giorno dopo giorno''.
Il brano alterna momenti più luminosi ad altri più oscuri: è il riflesso del periodo storico che stiamo vivendo? ''È il riflesso di come noi lo stiamo vivendo. L’esaltazione per le possibilità di una nuova tecnologia quasi sempre si trasforma in ansia per i suoi lati oscuri dopo pochissimo tempo. Abbiamo sviluppato tecnologie visionarie come l’intelligenza artificiale, il riconoscimento facciale, i droni automatizzati. Poi pensi a che uso ne farà un esercito di questo insieme di cose, e tutto cambia prospettiva''.
Il vostro immaginario sembra molto influenzato da internet, videogame, cinema e cultura pop: quanto questi mondi entrano nella vostra scrittura? ''La cultura pop è la nostra dimensione. Ci immergiamo in mondi alternativi che spesso non sono altro che un riflesso nel nostro, e che a volte provano a insegnarci qualcosa. Per questo motivo non potevano che essere presenti nei nostri brani, e abbiamo provato a visitarlinel videoclip di HAL''.
Lavorare con Nicholas Baldini vi ha permesso di ampliare anche l’estetica del progetto: quanto conta per voi l’aspetto visivo nella costruzione dell’identità della band? ''Per noi è fondamentale: HAL è il quarto singolo della band ed il quarto brano accompagnato da un videoclip. Viviamo nell’epoca delle immagini, ce le portiamo nelle nostre tasche e non c’è un momento morto che non sia colmato dallo scorrere dei reel. Per noi è importante che la nostra musica sia corredata da un accompagnamento visivo: Nicholas è stato bravo a cogliere il mood del progetto e affidarci a lui ci ha portati a lavorare in modo non convenzionale, tra riprese in motion capture, CGI e grafica generativa''.
A livello sonoro “HAL” ha una produzione molto compatta e internazionale: come avete lavorato sugli arrangiamenti e sull’impatto del pezzo? ''Volevamo che il brano possedesse tre caratteristiche: l’elettronica, il tango e la teatralità. E così il pezzo contiene cori lirici, sviolinate sudamericane e una ritmica elettrodance, tutti elementi che mettono in mostra la personalità affascinante e robotica di HAL. Il brano è stato prodotto da Gabriele Fontana (il contrabbassista) per poi essere finalizzato con mix e master di Andrea Rossano''.
Se doveste descrivere i Pagoda Universe di oggi con una sola immagine o una sola scena, quale sarebbe? ''Un cocktail party con tanta musica e belle persone in un bunker antiatomico''.