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20/07/2026
20/07/2026 ROCKET B
''Ogni volta è una sfida cercare di essere obiettivi nella musica e non dire «piace a me e va bene così»...''
Rocket B presenta “Restiamo qui”: un percorso fatto di sacrifici, spiritualità e connessione. Dietro il progetto Rocket B c'è la volontà di creare una musica che faccia stare bene, capace di trasformare la sofferenza in speranza e di unire le persone attraverso nuove sonorità. Con “Restiamo qui”, l'artista compie un ulteriore passo nella propria evoluzione, sperimentando un linguaggio che mescola rap, house ed elementi tribali. In questa intervista ripercorre il suo cammino, racconta le emozioni dei primi traguardi raggiunti e anticipa le novità del progetto “Tribù”.
Cosa ti ispira maggiormente quando scrivi una canzone come “Restiamo qui”? Quanto contano le tue esperienze personali e il desiderio di trasmettere speranza e unione nel tuo processo creativo? ''Che bella domanda, grazie, vi dirò tantissimo! Senti la speranza dentro e speri che qualcuno capisca esattamente il tipo di energia che stai lanciando... penso un po’ a tutto, ma volevo scrivere una canzone che andasse bene sia per gli adulti che per i bambini e in qualche modo penso di avercela fatta. Sicuramente c’è tantissimo impegno, ci vuole un po’ di tempo per scrivere canzoni del genere... ma a fine risultato, si è davvero contenti''.
Nel tuo percorso sei passato dal beatbox alla produzione musicale, sperimentando sonorità rap, house e dance. Come nasce oggi un tuo brano e quanto spazio lasci alla sperimentazione? ''Ogni cosa è una sperimentazione quando non hai un maestro accanto, ogni volta è una sfida cercare di essere obiettivi nella musica e non dire “piace a me e va bene così”. Se qualcosa si può migliorare si migliora, senza se e senza ma: questo significa avere costanza e determinazione, soprattutto quando fai tutto da zero… ma a fine corsa non c’è nulla di più soddisfacente''.
Che emozione provi nel vedere “Restiamo qui” arrivare in radio e ricevere i primi riscontri positivi? C'è stato un momento in cui hai pensato che tutti i sacrifici fatti stessero iniziando a dare i loro frutti? ''È stata un’emozione bellissima, non ci credevo nemmeno io... Ho ottenuto il 225esimo posto nella classifica Indie Music Like e siamo entrati alla posizione 57 nella Classifica Indipendenti generale Web. Sono molto contento di essere passato in radio, non è una fortuna che capita a tutti''.
Essere un artista indipendente richiede costanza e determinazione. Quali sono state le difficoltà più grandi che hai affrontato e cosa ti ha spinto a non mollare mai? ''Beh, il fatto che comunque la pensione sia lontanissima, facendo un lavoro pesante come il pizzaiolo finisci sempre tardi, a volte capita che si entri in disoccupazione e mentre cerchi lavoro nel tempo libero fai musica… bisogna saper scegliere nella vita, perché comunque si dev’essere contenti del tempo che si sta spendendo, sono le proprie energie e vanno usate al meglio, fa parte anche quello della cura dell’anima. Bisogna saper amare anche ciò che si fa, perché altrimenti la si fa controvoglia e non è la cosa giusta per nessuno''.
Tra il progetto “Tribù” e la voglia di portare un nuovo stile musicale ricco di energia e spiritualità, cosa possiamo aspettarci dai tuoi prossimi lavori? ''I beat sono tutti autoprodotti da me e la mia piccola squadra nello studio in cui lavoriamo, che si chiama Majin Bunker. Prossimamente Crono lavorerà con me, poi ci saranno amiche con belle voci a completare l’opera e tanti strumenti particolari, come i bonghetti. Cercheremo di far ballare la nostra tribù in qualsiasi maniera, sarà divertente, qualcosa di serio e allo stesso tempo qualcosa di nuovo... ma ho già detto tanto. Grazie mille per l’intervista!''.