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''Le mie radici sono la base di partenza, l’essenza di tutto quello che faccio...''

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02/09/2026   JEKO
  ''Le mie radici sono la base di partenza, l’essenza di tutto quello che faccio...''

Chi è oggi JEKO e cosa lo distingue da Vito Castiglione? ''Jeko è un’artista che ha come obiettivo principale quello di promuovere la Sicilia, la sua isola, e nello stesso tempo è l’espressione più istintiva ed energica di Vito, è il personaggio che ama trasmettere l’allegria e la leggerezza, ama cavalcare l’energia del pubblico, far cantare e ballare ed è soprattutto quello che non ha paura a stare al centro dell’attenzione, anzi vive il palco in totale libertà, al contrario di Vito che è più introspettivo, che ama anche la solitudine o la compagnia degli amici di sempre e che spesso fa musica da solo con la sua chitarra. Jeko non è un personaggio completamente diverso da Vito ma è la parte più libera e gioiosa, che sul palco prende il sopravvento''.

Quanto contano le tue radici nella costruzione della tua identità musicale? ''Le mie radici sono la base di partenza, l’essenza di tutto quello che faccio, cantare in siciliano non significa soltanto usare una lingua ma raccontare un’identità, la mia terra, i suoi colori, le sue emozioni e le sue bellezze. Sento la responsabilità e il piacere di far conoscere la Sicilia e mantenerla viva per chi magari non la vive più. Penso soprattutto a chi è partito e ascoltando una mia canzone può ritrovare anche solo per qualche minuto un po’ di casa''.

Perché continui a scegliere il siciliano come lingua di alcuni tuoi brani? ''Perché è la lingua che sento più mia, la lingua del cuore, se canto in siciliano sento di essere più vero, perché certe emozioni in italiano forse non riuscirei a raccontarle e c’è da dire anche che la lingua siciliana ha una musicalità tutta sua e non la scelgo per chiudere il cerchio anzi per portarla ancora più lontano''.

Ti senti più vicino alla musica pop, latina o mediterranea? ''Le mie canzoni nascono spesso dal ritmo della tradizione siciliana, dalla tarantella, da quelle sonorità che appartengono alla mia terra poi cerco di vestirle in modo moderno, con contaminazioni pop e anche latine, voglio che la mia musica arrivi a tutti con un’energia immediata quindi direi mediterranea sì, ma con un gusto pop e contemporaneo''.

C’è un artista o un genere che ha influenzato particolarmente il tuo stile? ''Sicuramente i Tinturia e Roy Paci sono tra gli artisti che mi hanno influenzato di più, perché hanno saputo dimostrare che si può partire dalla Sicilia e dalla sua lingua e raggiungere e parlare a un pubblico più ampio. Mi piace mescolare la tradizione con qualcosa di moderno ed energico, mi ispiro alla musica pop e latina perché mi piace far muovere le persone ma non mi chiudo in un genere preciso, prendo quello che mi emoziona e lo trasformo, alla fine parto dalle mie radici ma voglio raccontarmi in modo contemporaneo''.

Quale aspetto della Sicilia vorresti continuare a raccontare nelle prossime canzoni? ''Vorrei continuare a raccontare la Sicilia nella sua completezza, dalla bellezza che non finisce mai di sorprendermi per il mare, i tramonti, i paesaggi, i borghi, il calore delle persone ma allo stesso tempo anche la Sicilia di chi ci vive ogni giorno con le sue difficoltà e le contraddizioni che convivono in questa terra straordinaria. Mi piacerebbe raccontare sempre più della nostra identità, adesso, ad esempio, sto lavorando a una canzone dedicata alla gestualità siciliana, quel linguaggio tutto nostro che non ha bisogno di parole: un semplice gesto delle mani, uno sguardo, un movimento e riusciamo a dire quello che a volte mille parole non riescono a spiegare. È una parte della nostra identità, ironica, istintiva e profondamente siciliana, che voglio raccontare attraverso la musica''.