Sono presenti 1520 interviste.

20/07/2026
ROCKET B
''Ogni volta è una sfida cercare di essere obiettivi nella musica e non dire «piace a me e va bene così»...''

20/07/2026
VAGO
''Un viaggio fatto di saliscendi emotivi che alla fine ti lascia qualcosa di importante e il sorriso sulle labbra...''

tutte le interviste


interviste

20/07/2026   VAGO
  ''Un viaggio fatto di saliscendi emotivi che alla fine ti lascia qualcosa di importante e il sorriso sulle labbra...''

È uscito ''Balordi mari'', il nuovo EP di Vago, progetto artistico del cantautore toscano che dopo le esperienze con i Quebegue e il percorso solista sviluppato negli anni successivi continua a esplorare una scrittura personale, sospesa tra dimensione intima, racconto e ricerca musicale. Un lavoro composto da quattro brani che conferma la volontà di costruire canzoni capaci di muoversi oltre gli schemi più tradizionali, attraverso arrangiamenti elettroacustici e una forte componente evocativa. Dopo un percorso iniziato nei primi anni Duemila e proseguito attraverso diverse esperienze artistiche, Vago arriva a questo EP con una visione più definita del proprio linguaggio. ''Balordi mari'' nasce da una scrittura legata alle immagini, alle sensazioni e alla necessità di trasformare emozioni complesse in paesaggi sonori. Il mare, elemento ricorrente nel progetto, diventa il punto di incontro tra memoria personale e dimensione universale, tra movimento e ricerca di equilibrio. Nel disco convivono momenti di introspezione e aperture più narrative, strutture vicine alla canzone d'autore e soluzioni meno convenzionali, in cui la musica segue percorsi non sempre prevedibili. La collaborazione con diversi musicisti e il lavoro in fase di produzione hanno contribuito a definire un suono corale e coerente, capace di sostenere la varietà delle atmosfere presenti nell'EP.

“Balordi mari” si muove tra emozioni forti e una ricerca di calma. È una contraddizione o una coesistenza necessaria? ''Credo sia una caratteristica della mia esistenza quindi la sento necessaria, ma credo che si esca da questo piccolo viaggio con una sensazione di calma, di serenità. Come dopo aver affrontato un viaggio fatto di saliscendi emotivi che alla fine ti lascia qualcosa di importante e il sorriso sulle labbra. Musicalmente volevo che le canzoni avessero la caratteristica di non essere per forza lineari ma che potessero raccontare momenti diversi all’interno dello stesso brano''.

L’immaginario marino è spesso legato al movimento e alla perdita di controllo. È un aspetto che ti interessa anche a livello sonoro? ''È uno degli aspetti interessanti anche a livello musicale ma è uno dei tanti. Senza movimento la musica come il mare diventano piatti mentre la perdita di controllo appartiene solo alla musica ed è spesso un momento bellissimo, il mare non lo si può controllare ma solo osservare''.

In “Le profondità” la scrittura sembra spingersi verso una dimensione quasi filosofica. Parti da concetti o da immagini? ''In questo caso sono entrambi propulsori importanti. Si parte dal concetto e lo si trasporta attraverso le immagini verso altre immagini e riflessioni. Una sorta di flusso di coscienza che in questo brano nasce, appunto, dal concetto di profondità che appartiene alla natura esterna e alla natura umana''.

L’uso dell’elettronica in “Per dispetto al mare” arriva come elemento di ponte. Quanto è stato importante Nicòl nella definizione del brano? ''È stato importante e bellissimo collaborare con mio fratello a qualcosa di “pubblicabile”. Ci siamo sempre scambiati le nostre cose e lavori altrui oltre a collaborare, ma è la prima volta che uno dei due entra nella scrittura dell’altro. Quando stavo ultimando la scrittura del pezzo Nicòl era abbastanza immerso nell’elettronica. Aveva comprato nuove strumentazioni e stava sperimentando e imparando a gestirla. Sentivo la necessità di immettere qualcosa di freddo ma che al tempo stesso stimolasse l’ascolto e il suo contributo è stato esattamente quello che cercavo in quel momento del racconto''.

Il lavoro sembra rifiutare la forma canzone più canonica in alcuni passaggi. È una direzione che senti naturale? ''È una delle direzioni, non disdegno assolutamente altre forme di scrittura ma ho varie anime e mi piace cercare il giusto abito per raccontare quello che voglio in un determinato momento. Questa dimensione in cui cerco di esprimere concetti e riflessioni aperte mi stimola un paesaggio sonoro non vincolato, dove anche la musica possa viaggiare libera e andare in direzioni non scontate fatta di sali scendi, brusche traiettorie e calma improvvisa''.

Dopo questo EP, come immagini l’evoluzione del tuo progetto verso l’LP successivo? ''Credo di andare in una direzione leggermente diversa. Ma forse no. Scrivo molto e come dicevo ho varie anime con cui confrontarmi, vediamo se riesco a metterle d’accordo sul da farsi''.