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10/03/2026
10/03/2026 MILENA MELCHIORRE
''La mia terra d'origine è come un confine naturale tra ciò che sono stata e ciò che sto diventando...''
''Punto a Capo'' è il primo album di Milena Melchiorre, artista abruzzese che sta rapidamente conquistando l’attenzione del panorama musicale italiano. Il disco è disponibile su tutti i principali store digitali, mentre il CD audio può essere richiesto sul sito di Cinemusica Nova srls all’indirizzo ufficiale: www.ideasuoni.com.
Il progetto discografico è composto da sei brani originali, tutti scritti, musicati e interpretati dalla stessa Milena Melchiorre. Gli arrangiamenti portano la firma del rinomato chitarrista romano Stefano Zaccagnini, che ha contribuito a definire l’identità sonora dell’album. Ad affiancare l’artista, un gruppo di musicisti di grande esperienza: Alessandro Sanna al basso, Gianni Aquilino al pianoforte e tastiere, Pino Vecchioni alla batteria e Giovanna Famulari al violoncello. La loro presenza arricchisce il progetto con un sound intenso e coinvolgente, capace di valorizzare appieno la sensibilità artistica di Milena Melchiorre.
Milena Melchiorre è una cantautrice e studentessa di Filosofia, nata nel 2004 e originaria di Giulianova, cittadina abruzzese affacciata sul mare. Attualmente studia Filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, percorso che riflette la sua naturale inclinazione all’introspezione e all’analisi del sé e del mondo.
Scrive fin dall’infanzia, trovando nella parola uno strumento per ordinare i pensieri e dare forma alle emozioni. Con il tempo, la scrittura si è intrecciata alla musica, dando vita a una voce artistica autentica e personale. La chitarra accompagna costantemente il suo percorso creativo, dalle prime composizioni ai contesti live.
Negli ultimi anni ha portato la propria musica in eventi e serate locali, partecipando anche al Festival Mogol Battisti, dove ha presentato un brano inedito.
Il 10 dicembre 2025 segna l’uscita del suo primo album, ''Punto a Capo'', prodotto dall’etichetta Cinemusicanova, con il contributo di Nuovo IMAIE.
Hai scelto di scrivere, musicare e interpretare tutto l'album. E' stata una forma di protezione o di esposizione totale? ''È stata una scelta di apertura assoluta: invece di proteggere la mia intimità, ho deciso di mostrare apertamente i miei stati d'animo più cupi e i momenti di confusione mentale, trasformando le mie incertezze in una testimonianza''.
Quanto ti riconosci oggi nella ragazza che canta "Dentro un lunedì"? ''Mi sento ancora molto vicina a quella figura che cerca di dare un senso alla routine quotidiana attraverso gesti ereditati dalla famiglia, come il modo di guardare le notizie o gestire il tempo. Anche se vivo costantemente un conflitto interiore tra il bisogno di stare in silenzio e il desiderio di esprimermi, queste piccole abitudini sono il mio modo di restare ancorata alla realtà''.
Quanto la tua terra d'origine continua a vivere dentro le tue canzoni? ''È una connessione che non riesco a interrompere e che definisce la mia identità, agendo come un confine naturale tra ciò che sono stata e ciò che sto diventando''.
Quanto pesa per chi ha vent'anni, la sensazione di non essere mai abbastanza? ''A questa età sento addosso la responsabilità di dover gestire i miei difetti e la paura costante di cedere sotto il peso dei miei errori. È una sensazione opprimente, come se il tempo mi scivolasse via senza che io riesca a trattenerne la sostanza''.
Il desiderio di rallentare è una ribellione silenziosa? ''Decidere di fermarmi è il mio modo di oppormi a un ritmo che non sento mio. Restare immobile a osservare il cielo non è passività, ma il desiderio di ritrovare me stessa lontano dalla frenesia''.
La velocità del mondo ti stimola o ti svuota? ''Mi sembra di vivere in una realtà che cerca di scuotermi con forza ma che, allo stesso tempo, mi spinge a nascondere ciò che provo davvero, lasciandomi addosso un senso di incompletezza''.
Cosa ti ha insegnato a confrontarti con musicisti di grande esperienza? ''Il confronto con professionisti esperti mi ha permesso di trasformare uno sfogo emotivo istintivo in un progetto coerente. Il valore dietro ad ogni piccolo suono che porta poi alla costruzione di ogni “abito” cucito con cura per rappresentare al meglio i miei brani''.
Dal 2026 porti "Punto a capo" dal vivo. Cosa cambia quando le canzoni escono dalla stanza? ''Portare queste canzoni davanti a un pubblico significa rompere l'isolamento in cui sono nate. Nel momento in cui condivido i miei vissuti più personali, smettono di essere solo un peso mio e diventano un punto di incontro con gli altri''.