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31/03/2026
31/03/2026 NORTHWAY
''Momenti in cui le distorsioni ruggiscono e altri in cui tutto si spegne e si lascia spazio al respiro...''
Un 45 giri digitale come si usa dire oggi… “Impulse, Surrender!”, i due lati immaginari di un vinile piccolo da mettere su piatto a sentir “girare” il nuovo futuro dei Northway, formazione che raccolse ottimi riscontri con il precedente lavoro “The Hovering”… poi un silenzio, una pausa, una riflessione destinata a durare a lungo se non fosse per Simo e Brambo, due nuove forze sonore che si uniscono a Labo e Teo per il nuovo volto dei Northway. Dove quel post-rock denso di sospensioni, ciclicità che lascia molto pensare a certe riflessioni alla Mogway e molte tessiture delicatissime che personalmente lego alla letteratura dei Low…
Come sta funzionando questa nuova dimensione di gruppo? Questa nuova identità di gruppo? Simo: ''Non posso mettere a confronto i “vecchi” e i nuovi Northway, perché sono entrato proprio dopo quel momento di stallo e in un certo senso rappresento io stesso una novità. Posso dire però che per me la dimensione della band è molto diversa dal mio progetto cantautorale, dove il rapporto con la scrittura è più intimo e solitario. Qui invece si torna un po’ alle origini: si entra in sala prove, si suona, si improvvisa insieme e da lì nasce la musica in modo più spontaneo e genuino. A volte il processo può essere più lungo, ma il bello sta proprio nel divertirsi e nel tornare a “giocare” con gli strumenti''.
Labo: ''Se dovessi definire con degli aggettivi questa formazione attuale direi: serena, stabile, unita, fraterna e cooperativa''.
Che poi avete molto ripescato certi modi del passato dei Northway o sbaglio? Teo: ''Abbiamo ripescato ciò che ci piaceva e funzionava. I nuovi membri alla fine hanno scelto di salire in barca perché amavano ciò che era stato fatto in passato, quindi era giusto partire da lì per poi evolversi. In realtà credo che l’evoluzione non è ancora completa e che sentiremo maggiori cambiamenti e l’impronta dei due nuovi membri nelle prossime composizioni''.
Labo: ''Sì, infatti… La struttura dei due ultimi pezzi era più o meno definita però i nuovi elementi hanno dato più “colore alla tela” per così dire, migliorando di gran lunga quanto già era in essere… Soprattutto in merito alla parte finale di ''Surrender'', ecco, quella è stata praticamente reinventata e ri-arrangiata da Simone e Brambo, i due nuovi elementi della band''.
Invece parlando di novità? La prima grande rivoluzione? Teo: ''La prima grande rivoluzione è una sala prova tutta nostra, o meglio tutta di Brambo,il batterista. Dopo anni e anni di prove in salette a ore, abbiamo la possibilità di stare tranquilli senza l’ansia degli orari, prenotazione, salette sempre occupate e con la comodità di avere i nostri amplificatori, i nostri suoni, ci possiamo registrare bene con parte della strumentazione già cablata, insomma una grande rivoluzione. Aggiungerei nelle rivoluzioni e migliorie la spillatrice professionale di birra di Brambo che, coadiuvata da boccali sempre freddi, ci coccola ad ogni prova''.
Torna una certa ciclicità… ma penso che arrivi anche un certo colore scuro nelle soluzioni rock… o sbaglio? Labo: ''Io da adolescente mi sono formato musicalmente con il post punk, il dark e la new wave… per quanto mi riguarda non ho mai abbandonato il colore scuro!''.
Simone: ''Sì, c’è sicuramente una certa ciclicità nella nostra musica, momenti in cui le distorsioni ruggiscono e altri in cui tutto si spegne e si lascia spazio al respiro. È vero che c'è anche un colore più scuro in alcuni momenti, qualcosa che scende nelle profondità e riflette l’angoscia del tempo che stiamo vivendo. Dopo la pausa e le riflessioni del periodo del Covid, ci siamo ritrovati in un mondo ancora più confuso e inquieto, e questo inevitabilmente entra nella nostra musica. Però accanto a quella profondità cerchiamo sempre di far emergere anche melodie luminose, quasi come un gesto di reazione: l’idea del disco è proprio questa, trovare una spinta per riemergere da questo “medioevo” contemporaneo''.