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04/04/2026
PAPER WALLS
''Tante volte l'ironia riesce a penetrare e ad essere più tagliente di qualsiasi altro mezzo...''

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04/04/2026   PAPER WALLS
  ''Tante volte l'ironia riesce a penetrare e ad essere più tagliente di qualsiasi altro mezzo...''

Dopo anni di concerti, esperienze live e una crescita costante nel panorama indipendente italiano, i Paper Walls tornano con un nuovo capitolo del loro percorso artistico. Il 20 febbraio 2026 è uscito ''Che Sbatti'', un EP diretto e senza compromessi che mette a fuoco, con lucidità e carattere, le contraddizioni della contemporaneità. Anticipato dal singolo “Ricordi”, il lavoro segna un punto di maturità per la band, capace di muoversi con naturalezza tra energia graffiante e momenti più introspettivi. Cinque brani che attraversano rabbia, ironia, nostalgia e fragilità, dando voce a una generazione sospesa tra pressioni sociali, alienazione digitale e bisogno di autenticità. Abbiamo incontrato Sonia, Nicola, Matteo e Angelo per farci raccontare da vicino la nascita di ''Che Sbatti'', il significato dei brani e il percorso che li ha portati fino a qui.

Il titolo dell’EP sembra uno slogan generazionale: vi sentite portavoce di un disagio collettivo? ''Non è nato con l’idea di essere uno slogan, ma più come un’espressione liberatoria! Però come slogan ci sta tutto! Sicuramente siamo una generazione che vive numerosi disagi, sotto più punti di vista. Ci siamo proprio dentro, non ne parliamo in maniera distaccata. Quindi sì, un po’ vogliamo essere dei portavoce''.

C’è un brano che ha cambiato forma completamente rispetto alla prima versione? ''Il brano che più è cambiato rispetto alla prima versione è “Ricordi”, nasceva con strofe più soft, invece poi ha preso una direzione più ritmata''. Vi sentite più a vostro agio in studio o durante i live? ''Sono due esperienze molto diverse tra loro, nello studio creiamo, sperimentiamo, mettiamo nero su bianco quello che nasce come delle bozze, quindi spesso cambiamo anche delle cose con il nostro produttore. Mentre nei live buttiamo fuori tutta la tensione e l’energia che abbiamo. Sono due momenti per noi essenziali…''.

“Vaffalà” è rabbia o ironia? ''Vaffalà'' è prima di tutto rabbia verso un sistema che ha bisogno di sentire alcune cose. Purtroppo c’è il bisogno ancora di evidenziarle. Ovviamente c’è dell’ironia tagliente in alcuni versi, come: “se la gonna è corta me la son cercata” oppure lo stesso ritornello in cui dico: “parla pure bla bla bla”… alias non mi interessa ciò che tu pensi di me! Crediamo che tante volte l’ironia riesca a penetrare e ad essere più tagliente di qualsiasi altro mezzo''.

“Ricordi” ha anticipato l’EP: perché avete scelto proprio questo brano come singolo? ''Abbiamo scelto “Ricordi” perché per noi è quello che racchiude probabilmente un po’ tutte le vibes del nuovo disco, sia il ritmo, sia l’emotività''.

Come descrivereste l’evoluzione dei Paper Walls rispetto ai vostri primi lavori? ''Sicuramente c’è una maturità artistica acquisita dall’esperienza e poi sicuramente c’è meno timore nello spingere con i suoni e con i testi. Siamo diventati più sfacciati''.