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21/04/2026
21/04/2026 NEDO
''Un armonico fuori posto può farti girare e tendere l’orecchio più di un coro angelico...''
Mescolando assieme un cantautore e la sua vena rock, la voglia di raccontarla, questa vita, dalla parte delle salite e di chi in fondo deve rinascere, tra sensi di colpa, ansie, urgenze e zone di confort. Immaginiamo poi di dare a tutto questo un suono che sia ruvido ed estemporaneo, quasi fedele a certe filosofie psichedeliche anni ’70. Parlando sempre di pop d’autore s’intenda… parliamo con Nedo visto che è fresco di pubblicazione questo suo esordio dal titolo “Ci vuole iniziativa”…
Come finisci alla Dcave di Catania? Cosa ti porta da quelle parti? Tu sei friulano se non erro… ''Mia madre è siracusana, mio padre di Cividale del Friuli, io sono cresciuto friulano. Ho passato un periodo più lungo del solito a Siracusa e sono rimasto per delle mie curiosità. Nel frattempo ho continuato a fare musica, da cosa nasce cosa, ho conosciuto Daniele Grasso e il The Cave Studio''.
E il suono e la scena del tuo territorio? E su tutto cito la splendida scena di Pordenone dei tempi d’oro… sono fuori pista nel dirti che forse la ritroviamo anche tra i suoni del disco? ''Mi è già capitato di dire che, musicalmente, il mio magma è in Friuli. In realtà Pordenone l’ho frequentata poco rispetto alla zona dell’udinese, ma ho respirato l’eco dei tempi della leggendaria Naon. Per quanto riguarda Udine, ho iniziato a scrivere e suonare nel contesto dei circoli folk in locali come La Girada, un vero ricettacolo di cantautori della nuova e vecchia guardia. Approfitto, tra l’altro, per salutare Lino Straulino, decano e promotore del Folk Club della Girada''.
Quanta irriverenza c’è dentro questo esordio? ''C’è sicuramente la voglia di parlare la mia lingua piuttosto che di adattare le mie storie a schemi “istituzionalizzati”. Parlerei più di spontaneità; l’irriverenza forse sta nel fare cose in maniera inaspettata o, per lo meno, non del tutto prevedibile… cioè spontanea''.
E quanta “presa diretta” avete messo in campo per la registrazione? ''Molta. È un disco, ribadisco, spontaneo nell’intenzione e nella resa sonora; per entrambe ringrazio i musicisti che hanno collaborato alla sua realizzazione''.
E questo basso che esce tanto dal mix? E che quasi (sembra al mio ascolto) vivere di saturazioni “fastidiose”? E la cosa mi piace assai… ''La sporcizia e l’imperfezione, dal punto di vista mio e di Daniele, sono ciò che rendono umano un prodotto artistico. Aggiungendo poi che un suono innocuo non è di alcun interesse e che un armonico fuori posto può farti girare e tendere l’orecchio più di un coro angelico, direi che ci siamo capiti''.
Un video è fuori dai tuoi target? ''
Non so quando uscirà quest’intervista, in ogni caso, tenetemi d’occhio per qualsiasi aggiornamento...''.