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''Provare a trovare un equilibrio costante tra tradizione e contemporaneità...''

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28/04/2026   ALESSANDRA PONENTE
  ''Provare a trovare un equilibrio costante tra tradizione e contemporaneità...''

“Malelingue” rappresenta il capitolo della resistenza sociale dentro “Riavuli”: come dialoga con gli altri brani del disco? ''Malelingue direi che dialoga molto bene con gli altri brani dell’album. In realtà in tutto ''Riavuli'' parlo dei miei diavoli interiori, tutti abbiamo avuto incertezze, paure, amori, bilanci della vita, resistenza sociale, pertanto è molto collegata con tutto il resto dell’album proprio perché anche le Malelingue rappresentano dei Riavuli''.

Il progetto sembra muoversi tra tradizione e contemporaneità: come trovi questo equilibrio senza perdere autenticità? ''Il progetto penso sia molto equilibrato, se vogliamo parlare di tradizione la si ritrova nella musica, che attinge alla tradizione, ma in forma di folk contemporaneo, è proprio questo il punto: provare a trovare un equilibrio costante tra tradizione e contemporaneità. Lo stesso vale per la lingua, io scrivo in siciliano, ma in alcuni brani ho inserito anche frasi in italiano, per poi ritornare al siciliano contemporaneo, ma che mantiene comunque un appassionato legame con la tradizione. Questo equilibrio tra tradizione e contemporaneità, secondo me, permette quindi di non perdere l’autenticità del progetto''.

Il tuo immaginario è molto legato alla Sicilia: quanto è una radice e quanto una lente per leggere il presente? ''Sono molto legata alla Sicilia e all’amore per la mia terra. Sento forti le mie radici, ma la memoria è il miglior modo per affrontare presente e futuro''.

L’artwork è curato da Martina Ponente: quanto conta per te la dimensione visiva nel completare il racconto musicale? ''Per me conta tantissimo la dimensione visiva, perché racconta e completa la musica. C’è un equilibrio, una vera e propria fusione tra immaginario visivo e musica. Martina ha totale libertà espressiva e riesce sempre a cogliere l’essenza di ogni brano. Amo il suo lavoro''.

In questo percorso artistico, senti di esporti di più rispetto al passato? ''In questo percorso artistico sì, mi espongo molto, perché parlo proprio di me e dei miei Riavuli. All’interno di tutti i brani c’è tanto di me, raccontarsi e scoprirsi ho capito essere catartico''.

Se “Malelingue” è una liberazione, qual è il prossimo passo dopo aver rotto quel silenzio? ''In generale, per me l’arte è una liberazione, è libertà. Quindi non è solo Malelingue ad aver rotto il silenzio, ma tutto ciò che ho scritto finora e tutto quello che continuerò a scrivere''.