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28/04/2026
28/04/2026 DANIELE GUASTELLA
''Che l'arte non rimanga solo un bene da intrattenimento ma che possa smuovere molte coscienze...''
In “Musica liquida” descrivi una realtà che anestetizza invece di informare: secondo te oggi l’artista ha ancora il potere di “risvegliare”, o rischia di essere assorbito dallo stesso sistema che critica? ''L’artista si trova sempre di fronte a una scelta: raccontare la verità, la propria essenza, essere onesto con sé stesso e con il suo pubblico; oppure inseguire il successo ad ogni costo, a scapito di tutto, svendendosi al migliore offerente e tacere su tutto ciò che lo circonda anche quando molte cose non vanno affatto bene. Purtroppo si può denotare che, in questo periodo di guerre, distruzione e ingiustizie sociali a livello planetario, non tutti hanno il coraggio di schierarsi e pertanto la maggior parte degli artisti vengono assorbiti da un sistema ormai devoto solo al dio denaro. Per fortuna qualche voce autorevole comincia a farsi sentire e spero sia l’inizio di una presa di coscienza nella musica e nell’arte in generale, che non rimanga solo un bene da intrattenimento ma che possa smuovere molte coscienze''.
Il concetto di “liquidità” richiama anche l’assenza di forma stabile: quanto questo si riflette nel tuo modo di scrivere musica, tra struttura e libertà espressiva? ''La mia musica, apparentemente, è ben strutturata e segue i canoni della canzone classica nella sua forma. Ma è altrettanto libera in quanto non segue mai le mode del momento e ti porta in un mondo che è quello del mio essere interiore. In questo mi sento veramente libero di scrivere e comporre seguendo le corde che muovono i miei sentimenti. Non sono legato ad etichette discografiche, e anche quando, in passato, lo sono stato, ho sempre goduto di una certa libertà espressiva. Le mie canzoni rispecchiano in gran parte tutta la musica che ho amato in passato e i testi risentono, come non mai in questo periodo, delle influenze esterne di un mondo che sta andando verso direzioni pericolose''.
Hai lavorato tra Palermo e Roma per la costruzione del suono: in che modo questi due contesti – geografici e culturali – hanno influenzato l’identità del brano? ''Beh, sono da anni abituato a collaborare con artisti e produttori di diversi paesi del mondo. Nei miei precedenti album ho sempre collaborato con musicisti, cantanti, arrangiatori, produttori… che vivono in paesi lontani. Il mio ultimo album del 2020 ''Homaj'' fu un lavoro che toccò tutti e cinque i continenti, avendo coinvolto artisti di 13 paesi del globo terrestre. In questo caso il suono è il risultato di una collaborazione intensa tra il mio attuale produttore artistico, Riccardo Piparo, e il curatore del Mastering Roberto Romano dell’OS3 Studio di Roma. Mi piace da sempre, affidarmi a veri professionisti del settore, e loro lo sono eccome!''.
Nel tuo percorso c’è sempre stato un dialogo tra musica colta, pop e canzone d’autore: “Musica liquida” rappresenta una sintesi o una rottura rispetto a questo equilibrio? ''Credo che “Musica liquida”, per il significato intrinseco del suo testo, per il modo “tradizionale” e “artigianale” in cui è stata creata, rappresenti proprio una sintesi del mio percorso artistico e del mio background formativo. Tutte le mie canzoni, o quasi, nascono su un pianoforte e via via prendono forma su un computer dove scrivo testo e dove abbozzo una sintesi di arrangiamento. L’equilibrio tra le varie anime della mia natura artistica viene sempre fuori, sebbene in ogni mio disco si può denotare una varietà compositiva che cerca di dare voce a tutte le influenze che da sempre pervadono la mia musica. Le influenze della musica che mi ha formato sono abbastanza evidenti, ed essendo così tanta questa musica, spesso si fondono e danno vita a dei collage melodici e armonici senza tempo''.
Il videoclip integra strumenti di intelligenza artificiale: quanto ti interessa esplorare il rapporto tra tecnologia e creatività, soprattutto in un brano che mette in discussione proprio il progresso “vuoto”? ''Il videoclip è il frutto del lavoro di un fraterno amico che risponde al nome di Giuseppe Sicorello, in arte uMANo. Bravissimo cantautore, che ha voluto realizzare per me due bellissimi video, avvalendosi dell’utilizzo l’IA al servizio di due veri e propri racconti musicali. Ormai l’intelligenza artificiale ha preso quasi il sopravvento e credo bisogni regolamentarne l’utilizzo. Nel nostro caso è stata usata, quasi come un gioco, per abbellire ed arricchire il video realizzato da Giuseppe. Ma sono un po' preoccupato dell’abuso che se ne sta facendo soprattutto nella musica odierna, nella creazione di canzoni, arrangiamenti, e addirittura nella creazione di finti artisti che sulle piattaforme vantano milioni di ascolti e sono addirittura “Disco di Platino”. Credo fermamente che bisogna mettere un freno a tutto questo e che la massiccia pubblicazione di immondizie musicali venga regolamentata da chi gestisce la musica nel mondo. Nei miei dischi gli strumenti sono ancora veri, la voce è ancora la mia, ogni nota è stata scritta al pianoforte ed ogni singola parola è nata dallo sforzo della mia mente e di quella dei miei coautori. Sono molto fiero di questo!''.
Se dovessi immaginare “Musica liquida” tra dieci anni, pensi che sarà ancora una fotografia del presente o il racconto di un passaggio ormai superato? ''Ogni canzone è figlia del proprio tempo, ovvio, ma chissà fra dieci anni qualcuno non la possa trovare ancora interessante e pensare con malinconia a tutti i dischi in vinile o in cd che ha macinato nella propria esistenza di teenager. Ormai il mondo si evolve a velocità supersonica e come si può constatare la musica ha assunto un ruolo marginale e di velocissimo consumo. Ogni canzone dopo un mese risulta vecchia e superata. La società frenetica del nostro tempo impone questo e purtroppo siamo costretti ad accettarlo. Non bisogna arrendersi, bisogna aggrapparsi con forza a tutto ciò che ci ancora alle nostre radici, e difenderlo dal tempo che scorre alla velocità della luce''.