Sono presenti 1502 interviste.

19/05/2026
LARA LETIZIA
''La semplicità, la naturalezza e la bellezza di interpretare la musica come l'arte superiore, quale essa è...''

14/05/2026
CASSANDRA RAFFAELE
''Navigo nel caos perenne, alla ricerca di un porto sicuro. La musica è il mio faro...''

tutte le interviste


interviste

19/05/2026   LARA LETIZIA
  ''La semplicità, la naturalezza e la bellezza di interpretare la musica come l'arte superiore, quale essa è...''

Un viaggio musicale, un vero e proprio percorso come ci indica il titolo che ha una radice greca nel significare proprio percorso… in un senso alto di questa parola che quasi può divenire evoluzione. Lara Letizia sfoggia un timbro vocale davvero interessante dentro un disco dentro cui racchiude 8 canzoni scritte dal padre, il noto autore Umberto Raffaelli. Dagli anni ’60 ad oggi sfogliando il pop dentro vesti varie e diverse. Un suono che non sempre rende merito però alla vocalità… forse che tutto questo avrebbe richiesto una mano artigiana decisamente più raffinata? O forse sono inutili commenti a fronte di un disco densamente emozionale…

Un disco che fa da ponte tra generazioni diverse. In che modo ti sei messa in “cammino”? Qual era il tuo punto di arrivo? ''Il cammino è cominciato quando, fin da piccola, sentivo papà cantare le sue canzoni e rimanevo letteralmente affascinata da queste. Così una volta cresciuta, una volta capito che nel mondo della musica c’era posto anche per me, ho iniziato ad immaginare come, in un periodo dove vedevo la musica italiana naufragare ed affondare, forse era meglio tornare alla semplicità di quelle canzoni, chiaramente adattandole a me, al mio stile e al mio modo di interpretare la musica. Dove arriverò, ovvero dove finirà il mio Odòs? Non so, spero sia il più lungo e possa finire il più lontano possibile. Questo sempre rispettando il mio modo di vivere la musica: ovvero la semplicità, la naturalezza e la bellezza di interpretare la musica come l'arte superiore, quale essa è, senza vincoli e senza che debba rappresentare o trasmettere nulla, solo bella in quanto arte''.

Una copertina decisamente scarna e immediata volendo: come mai una scelta simile? ''Anche qui mi sono lasciata ispirare dalla semplicità. L’Odòs e un viaggio interiore, un viaggio spirituale, quella copertina e scarna perché ognuno possa scrivere e disegnare il proprio viaggio, senza vincoli, comunque accompagnato dalla musica e dalle parole delle mie canzoni''.

Un video artificiale. Il suono? Come lo avete scelto? Quanto c’è di vero e quanto di programmato? ''L’idea dell’utilizzo della AI è nata in collaborazione con mio fratello Luca, Attore e Regista, e Regista di tutti i video dell’album. L’Odòs, infatti, è un viaggio spirituale, metafisico, tre il reale e l’irreale, durato ben 15 anni. Quindi vista la mia passione per i manga, fumetti, videogiochi, cartoni, abbiamo deciso di rappresentare questo viaggio in un mondo diviso tra la realtà e l’irrealtà. Ora vi faccio un piccolo spoiler: tutti i video dell’album saranno realizzati con AI. Il testo e i suoni di “Ma come prima” ci ispiravano e ci rimandavano ad un videogioco Cyberpunk: così è nato il video con ben chiare tali ispirazioni. Troverete altri video più cartoni, altri più fumetti, altri Beat-New Age… ogni canzone ci ha ispirati in modo diverso, ma sempre in questo mondo semi irreale in cui abbiamo deciso di trarre ispirazione per i video. Vere sono le canzoni, i suoni, le melodie, i testi… È solo la rappresentazione visiva il ponte con questo mondo irreale''.

Tuo padre come ha vissuto queste tue riletture? ''Devo dire che mio padre ha seguito con entusiasmo e partecipazione le nuove riletture. Chiaramente, non nascondo, che ci siano stati dei momenti dove lui ha avuto dei dubbi e delle perplessità: ma una volta finito il lavoro ne è rimasto sempre soddisfatto. Il bello e che ha accettato ed apprezzato anche alcune mie scelte più ardue: l’idea di non togliere la figura della donna che beve per dimenticare in “Ma tu non devi“, dove l’idea dell’uomo che si ubriaca per dimenticare e più accettata dalla nostra società rispetto a quella della donna che fa lo stesso per lo stesso motivo, proprio per uscire dallo stereotipo che ci impone questa società. Oppure l’idea di sacrificare un po’ la canzone “Raccontami la tua storia Questa Sera”, dove apposta introduciamo un po’ di autotune, proprio per fare vedere che se una ha i mezzi “naturalmente”, questo “trucchetto” appiattisce e declassa la canzone in cui viene usato… (Detto fuori intervista: in un momento dove divengono miti e vincono importantissime rassegne personaggi che senza tale trucchetto sarebbero completamente stonati…)''.

Nella direzione artistica dei brani quanto hai ripreso dalle loro forme originali? Quanto e dove hai messo del tuo? ''Il cuore, l’anima e la forza sono quelle delle canzoni originali: io ho adattato ad una donna canzoni scritte da un uomo per un uomo; ho adattato a me lo stile e gli arrangiamenti, per venire incontro alla mia vocalità e alle mie capacità canore. Ripeto, comunque, tutto con semplicità senza stravolgere, sempre accompagnata e con il consenso di Papà''.