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''La ricerca personale di qualcosa in più, che tiene vivi e sempre in evoluzione, ma che rischia di diventare frustrante...''

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29/06/2026   BRAFF
  ''La ricerca personale di qualcosa in più, che tiene vivi e sempre in evoluzione, ma che rischia di diventare frustrante...''

Anticipato dal singolo "Che effetto fa", "Qualcosa in più" è il nuovo album di BRAFF, un lavoro che amplia la dimensione narrativa del precedente disco attraverso racconti, memorie e prospettive diverse. Prodotto, registrato, mixato e masterizzato da Desso & Dematteis al Larsen Studio di Genova, il progetto mette in evidenza anche il lato di beatmaker dell'artista con tre skit strumentali, il futuro del beat e dell’elettronica che disegna scenari oserei dire berlinesi accompagnando uno sguardo che va oltre le apparenze e le etichette che spesso definiscono le persone. Un ascolto lisergico visto che coniuga il futuro alle trame e ai cliché del pop industriale, dei ghetti, dei main stream a volte…

Quante storie conserva in sé questo disco? Quante persone, quanti incontri... quanta rabbia? ''È un progetto basato molto sullo storytelling, quindi ci sono storie personali, ma anche altre ispirate dalla mia quotidianità e da quello che vedo, o addirittura inventate. La rabbia è un emozione che mi appartiene poco, quindi direi più un filo di amarezza e forse delusione''.

E c'è anche un filo sottile di insoddisfazione? Come a dire che forse avresti voluto "Qualcosa in più"? ''Ecco sì, un po’ di insoddisfazione per certe dinamiche che mi circondano, soprattutto lato musicale, quindi ''qualcosa in più'' è sia un auspicio che chi ascolta possa trovare dentro questo disco un qualcosa in più, qualcosa di diverso. C’è anche quella sensazione di insoddisfazione per essere sempre alla ricerca personale di qualcosa in più, che da un lato tiene vivi e sempre in evoluzione, ma che rischia anche di diventare ideale, e quindi frustrante''.

E se ti chiedessi da quale città del mondo viene fuori il suono di questo disco? Io penserei a Berlino... di certo penso alle grandi metropoli... ''Interessante questa cosa, è un disco vario dal punto di vista musicale, quindi è difficile trovare una coerenza anche sonora, ci sono tante atmosfere diverse. Forse gli anni passati a vivere a Milano, si fanno ancora sentire se ti è arrivata l’idea di un suono da grande metropoli''.

Anche se poi gli skit spesso mi portano a Los Angeles... o sbaglio? ''Sicuramente America, io sono molto fan della scuola new yorkese, Premier, Pete Rock, ma c’è qualcosa anche di West Coast''.

Dal vivo come suona e come suoni questo disco? ''Mi sto portando più verso il lato della produzione, quindi il live da rapper classico lo vedo meno in questo momento, forse mi piacerebbe più una versione da dj''.