Sono presenti 1525 interviste.

22/09/2026
FUORICENTRO
''Crediamo nel buon senso della gente, rispetto a chi veicola messaggi di rassegnazione...''

08/09/2026
STEFANO RUBBINO
''Trasmettere a più persone possibili e, di rimbalzo, che loro possano fare lo stesso con me...''

tutte le interviste


interviste

22/09/2026   FUORICENTRO
  ''Crediamo nel buon senso della gente, rispetto a chi veicola messaggi di rassegnazione...''

Con ''Un pianeta alla deriva'', Maurizio Camuti e i Fuoricentro tornano con un nuovo EP che intreccia canzone d’autore e pop contemporaneo per raccontare il presente e le sue contraddizioni. Un progetto in cui musica e immagini dialogano per affrontare temi come il cambiamento climatico, la necessità di trasformazione e la complessità della realtà che ci circonda, senza rinunciare a uno sguardo aperto alla speranza. Siciliano di origine e milanese d’adozione, Camuti porta nel progetto il bagaglio culturale di due città profondamente diverse, trasformandolo in uno sguardo personale e trasversale. Lo abbiamo incontrato per parlare di ''Un pianeta alla deriva'', dei suoi brani e del rapporto tra musica, immagini e realtà.

''Un pianeta alla Deriva'' è il titolo del tuo nuovo Ep, se il pubblico dovesse portarsi a casa un solo messaggio dopo l'ascolto dell'EP, quale vorresti fosse? ''Vorrei che portasse a fermarsi un momento e a riflettere su ciò che sta accadendo al nostro pianeta''.

Musicalmente avete cercato un equilibrio tra canzone d'autore e pop contemporaneo. Quanto è stato importante il suono nel raccontare temi così complessi? ''È stato molto importante, perché il suono ci ha permesso di veicolare e valorizzare meglio i messaggi che volevamo trasmettere. Anche la componente visiva, attraverso i videoclip, ha contribuito a dare ulteriore forza e profondità ai temi affrontati, creando un dialogo tra musica e immagini''.

“Non è tutto finito", tra i singoli che hanno preceduto la pubblicazione dell’Ep, affronta il tema del cambiamento climatico senza cadere nel catastrofismo. Perché hai scelto la strada della speranza? ''Perché da ottimista quale sono credo nel buon senso della gente e nella loro intelligenza rispetto a chi veicola messaggi contrari e o di rassegnazione''.

Se dovessi descrivere ogni brano dell'EP con una sola parola, quali sceglieresti? ''Miss Mafia = male, Amanda Lear = speranza, La danza delle falene = viaggio, Non e' tutto finito = speranza, Ossessioni parallele = cambiamento''.

I videoclip dei Fuoricentro sembrano essere parte integrante del progetto artistico. Quanto contano rispetto alle canzoni? ''Contano quanto le canzoni poiché sono parte integrante dei vari racconti in musica''.

Da siciliano che vive a Milano, quanto hanno influito entrambe le città sulla tua scrittura? ''Tantissimo, sono due scuole culturali molto diverse che pero' mi hanno permesso di meglio formare un mio pensiero e un senso critico trasversale''.

Ti senti più cantautore, autore o osservatore della realtà? ''Sicuramente, osservatore della realtà e poi cantautore in quanto tale''.