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13/10/2026
13/10/2026 P.Q.M.
''Cresci, cambiano le priorità, ma continui a definirti attraverso idee che non guidano più le tue scelte...''
Gli Spinal Tap erano nati per un film, i Gorillaz come personaggi disegnati. I P.Q.M. vengono da un libro: sono il trio punk protagonista di ''Tre minuti alla fine del mondo'' di Antonio Sarullo, e adesso hanno un singolo, ''Illusione'', che si può ascoltare sulle piattaforme. Nel romanzo quella canzone torna a girare dopo anni, diventa virale e rimette insieme tre amici che avevano smesso di suonare, con tutte le contraddizioni che il successo tira fuori in chi nel frattempo è diventato adulto. Chi trova il pezzo senza sapere niente del libro sta ascoltando una band che non esiste, con musica e voce realizzate da un software di intelligenza artificiale. Sarullo lo dichiara senza giri di parole, e sul confine fra realtà e finzione ci lavora volentieri. Gli abbiamo chiesto da dove arriva il titolo e quali altre canzoni dei P.Q.M. sono rimaste, per ora, soltanto sulla carta.
La storia della musica è piena di band immaginarie che hanno finito per esistere davvero, dagli Spinal Tap ai Gorillaz. Avevi qualche modello in mente quando hai inventato i P.Q.M.? ''Il confronto è suggestivo. Per spiegare i P.Q.M., però, partirei dai personaggi del romanzo: tre amici, un passato musicale e un successo che arriva quando sembrava fuori tempo massimo. La pubblicazione di ''Illusione'' permette di ascoltare una parte di quel mondo. Mi interessa proprio questo passaggio: un elemento della storia diventa qualcosa che il lettore può cercare, ascoltare e condividere''.
Tre minuti alla fine del mondo sembra quasi la durata di un pezzo punk. Il titolo è nato così? ''Il richiamo a un pezzo breve e urgente è molto vicino allo spirito del romanzo. Quelle parole entrano anche nel ritornello di ''Illusione'' e portano dentro la storia un conto alla rovescia. Mi interessa la sensazione che producono: quando sembra restare poco tempo, che cosa vuoi ancora fare? I protagonisti affrontano la nuova occasione anche con questa urgenza, come se non potessero continuare a rimandare''.
Come cambia il modo di scrivere un personaggio musicista quando sai che prima o poi dovrai fargli suonare qualcosa di vero? ''Rendere ascoltabile la canzone ti mette davanti a un confronto diretto. Nel libro puoi raccontare la reazione del pubblico; quando pubblichi il brano, l'ascoltatore decide da sé che effetto gli fa. Per me diventa importante la coerenza: devo poter associare quelle parole e quel suono alle persone che ho scritto. La canzone aggiunge qualcosa su cui il lettore può formarsi una propria idea''.
Il gioco tra realtà e finzione sta al centro sia del libro sia del brano. Non temi che chi legge e ascolta perda l'orientamento? ''Un po' di spaesamento può essere piacevole, soprattutto quando porta a cercare altro. L'origine del progetto, però, è dichiarata: i P.Q.M. sono personaggi letterari e per realizzare il brano ho utilizzato l'intelligenza artificiale. Il pubblico può entrare nel gioco sapendo da dove viene. I concerti e il successo raccontati nel romanzo restano eventi della loro vita immaginaria''.
Nel romanzo i sogni di gioventù si riaccendono e rischiano di bruciare tutto. Cosa volevi raccontare dell'età adulta e delle passioni messe da parte? ''Volevo raccontare anche il momento in cui smetti di crederci. Cresci, cambiano le priorità e magari continui a definirti attraverso idee che non guidano più le tue scelte. I P.Q.M. ricevono una nuova occasione quando questa trasformazione è già avvenuta. Tornano a suonare, ma non tornano automaticamente quelli di prima. Il rapporto con il successo e con i soldi mostra la distanza fra ciò che dichiarano e ciò che desiderano davvero. L'amicizia fra loro resta, dentro tutti questi cambiamenti''.
Nel romanzo ci sono altri brani dei P.Q.M. che ti piacerebbe far ascoltare? ''Sì, il repertorio nelle pagine è più ampio. Ci sono, fra gli altri, ''Spirito Marziale'', ''Ribelle di Frontiera'', ''Divisione'' e ''Mostri Neri''. Mi piacerebbe far emergere altri aspetti della band attraverso quelle canzoni. Vorrei che ogni brano aggiungesse qualcosa ai personaggi e permettesse di entrare ancora un po' nella loro storia. ''Illusione'' è il primo incontro''.