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20/10/2026
SAMU
''Scrivere una canzone è un momento di ordinaria follia, un miracolo...''

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20/10/2026   SAMU
  ''Scrivere una canzone è un momento di ordinaria follia, un miracolo...''

''Quello che sono, quello che siamo''. Samu l’aveva messo al centro del suo primo album, ''Tutto il contrario di tutto'', uscito il 23 dicembre 2022, e continua a considerarlo il suo credo: un ponte emotivo tra chi scrive e chi ascolta, fino a diventare una cosa sola. Con ''Sono qui'', il singolo uscito il 9 ottobre, il cantautore veneto riprende quel filo dopo tanto tempo. Samuele Maistrello, nato a Padova e cresciuto a Vicenza, si definisce schietto e dice di non trattenersi mai nelle canzoni, nemmeno in questa. Per lui il palco è il punto d’arrivo di tutto il resto. Nell’estate del 2022 ha organizzato un concerto nel suo quartiere di Vicenza, che ricorda come un inizio, e oggi il primo obiettivo è portare i pezzi nuovi dal vivo, con una sana paura e un po’ di ansia, ammette. Nella conversazione con Music Map si parla di come nasce un brano che si scrive in pochi minuti e che sembra già finito, già cantato su un palco. Si parla di quello che le canzoni servono a fare oggi: dare risposte oppure, come dice lui, impedirci di smettere di farci domande. E si parla della cura per la parte visiva, la copertina e il videoclip, perché Samu tiene alla sostanza ma vuole che il messaggio arrivi anche agli occhi, lasciando poi a ciascuno il proprio film.

Ciao Samu, entriamo subito nel vivo: ''Sono qui'' segna l’inizio di una nuova fase artistica. Qual è stata la scintilla creativa che ha fatto nascere questo brano? ''Per me scrivere una canzone è un momento di ordinaria follia, un miracolo. Non credo sia una scintilla, è come se non mi ci attribuissi troppo merito: credo sia qualcosa lì nell’aria e che io riesca solo a prenderla al volo prima che sfugga. In pochi minuti l’ho finita e la vedevo già finita, me la immaginavo già cantata sul palco. Quando ho scritto ''Sono qui'' è stato così, per cui quell’esatto momento, ciò che vivevo in quell’istante, è la reale scintilla''.

Ti definisci un cantautore schietto e la sincerità è la caratteristica principale della tua poetica. In questo pezzo ti sei trattenuto su qualcosa o hai buttato tutto fuori senza filtri? ''No, assolutamente, non mi trattengo mai nelle canzoni e nemmeno in questa, tanto meno lo farò in futuro. Viviamo già in un mondo dove a volte bisogna trattenersi: le canzoni forse in questo ci possono ancora salvare''.

Il tuo album d’esordio conteneva un credo ben preciso: Quello che sono, quello che siamo. Questo nuovo singolo quanto condivide di quella comunione di intenti con chi ascolta? ''È il mio credo universale e lo sarà sempre. Rappresenta il mio scopo: creare un ponte emotivo tra me che scrivo e chi ascolta e si rispecchia nelle mie canzoni, creando una cosa sola. Non era legato solo a quell’album, è legato a quella che io vedo come una mia “missione”''.

Hai organizzato quel memorabile live estivo nel tuo quartiere a Vicenza nel 2022: quanto ti manca il palco e come ti stai preparando a portare ''Sono qui'' dal vivo? ''Il live è il senso di tutto. Scrivere e far uscire le proprie creazioni è un’emozione unica, sembra una vera e propria nuova nascita. Ma poi lo scopo di tutto questo è ciò che si crea quando le canti assieme. È ciò che più mi manca ed è il mio primo obiettivo, nonostante anche una sana paura e ansia che possa avere: salire sul palco e portare i miei pezzi, tra cui ''Sono qui'', dal vivo. Io stesso, da fan di altri artisti, vedere ciò che si crea a un concerto è unico e impagabile, ed è quella la mia missione. Il concerto nel mio quartiere è stato un mix di emozioni indescrivibili, giocare in casa fa molta più paura, ma come ho detto sul palco è stato il nostro inizio. L’inizio di un viaggio che spero ci porti lontano''.

Tra i tuoi testi passati e questo nuovo singolo, si nota una costante ricerca di identità. Pensi che la musica serva più a trovare risposte o a formulare le domande giuste? ''Viviamo in un mondo e in un momento storico nel quale ci diamo risposte immediate su tutto, in continuazione, con presunzione. Le canzoni servono ancora a toccare le nostre coscienze e a insinuare il dubbio nelle nostre certezze, rendendole più instabili ma rendendoci più nudi, più veri. Le canzoni devono far sì che non smettiamo mai di farci domande''.

La copertina e il videoclip accompagnano il brano in modo visivo molto forte. Quanto curi l’aspetto estetico e visivo dei tuoi progetti? ''Non sono un fanatico dell’apparenza ma della sostanza, sono sincero, però ci tengo a trasmettere anche visivamente in maniera forte il messaggio che vorrei arrivasse. Poi nelle canzoni il bello è che ognuno ci veda e si crei il proprio film''.