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21/10/2026
21/10/2026 MELUSINA
''La musica esplora, il significato emerge nelle parole...''
Sospesi, come sensazione portante… e poi giochi di memoria, trasformazione, di immagini liquide come nel video che porta tutto al senso di questo EP di Melusina. Non poteva che titolarsi “L’Eco” seguendo una geografia interiore in cui tutto perde i suoi confini. E senza confini non ci sono forme. Un Ep di brani che non troviamo su Spotify o Amazon… per il resto, il buon vecchio Bandcamp non tradisce mai. Tra synth e “vecchie pellicole”, tra modi psichedelici che quasi sembrano venuti da lontano…
Cosa spinge il suono e la tua scrittura a scenari così distopici? ''La mia scrittura in questo lavoro è fatta di atmosfere oniriche, alienate, dove il tempo è sospeso e oscilla tra passato e futuro. Quello che ho cercato di fare è stato dare un senso al presente, ed ho trovato un tempo che si muove in onde lente e diradate. La musica esplora, il significato emerge nelle parole''.
Che poi più della “distruzione” o della “rinascita” trovo molta sospensione, come se fluttuassimo dentro scenari che non hanno una definizione loro… vero? ''Lo scenario si definisce man mano, come al diradarsi di una nebbia. Si apre con ''L'Ultimo Sguardo'', un brano sospeso in un barlume di ricordo e prosegue con tre brani. Chiude ''L'Eco'', che è anche il nome della montagna alla quale ho dedicato l’album, tentando di superare un confine, “cosa c'è aldilà della montagna?”.
E forse è proprio questo il cuore… non avere definizione. Che ne pensi? ''Parto sempre da ciò che sento e lascio che la parte inconscia venga a galla, ma ho sempre la mappa dei miei riferimenti. Le definizioni sono strette, i riferimenti invece, servono ad orientarci in un mondo musicale sempre più vario''.
Un disco che prende vita in solitaria lo immagino… tu nella introspezione dei tuoi synth… che tipo di forma hai cercato e che tipo di forma finale hai trovato? ''Sono partita dal suono del silenzio, osservando la forma dell'acqua. Penso di essermi avvicinata a ciò che volevo; una forma fluida emersa da un vissuto emotivo e sonoro che si è materializzato di fronte a me come un'immagine in movimento''.
L’acqua sembra avere un punto controlla nell’immaginario del disco o sbaglio? ''Sì. L’acqua mi è stata vicina durante tutto il processo compositivo. Ho creato questo album quando vivevo sul lago. E quando me ne sono distaccata, per causa di forza maggiore, ancor di più ho capito come quell’acqua per me è stata maestra di trasformazione''.
Un EP che troverà poi la dimensione di disco più avanti? Oppure sei lontana da questa direzione ormai “antica” forse? ''Gli album integrali hanno ancora sicuramente un valore legato anche al supporto fisico. Oggi, in digitale, si può fare anche diversamente ma questo è un Ep è come un mini album. È legato ancora alla forma antica di trovare in più brani gli episodi di un racconto''.